“Dunque, dovete sapere che…” Goya raccontato da Pinin Carpi

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La fucina, Goya

“Goya aveva incominciato a dipingere come un pittore antico per poi diventare il primo pittore moderno”. Così scrive Pinin Carpi, raccontando la vita di questo grandissimo artista. Un pittore che trasferiva sulle sue tele tutte le proprie sensazioni riuscendo a nasconderle tra le pieghe di un’arte unica, comunicativa. Tra le pennellate perfette ed eleganti (era talmente bravo nel dipingere da essere il “primo pittore di camera del re”) riusciva a nascondere l’intelligenza del proprio sguardo e a criticare i potenti senza che nessuno di loro se ne accorgesse: guardando i ritratti del re e della regina da lui realizzati “è chiaro subito che il re è stupido, mentre la regina è furba e maliziosa”.

Una biografia intensa che Pinin Carpi rende una fiaba; e siamo solo alla post fazione de Il gioco dei giganti (L’arte per bambini, Goya).

Sì, perché è straordinario ciò che ci aspetta, ciò che Pinin Carpi regala ai bambini con queste pagine. Si racconta senza alcun intento didascalico, per mezzo di dipinti celebri, “adulti”, a volte cupi, una storia brillante, sorprendente.

La storia incomincia con la presentazione di Juan Martin, forte come un toro, simpatico come un bambino, innamorato di Maia Calía, di professione fabbro. E non si esita nemmeno un istante a credere che il ragazzo de “La fucina” di Goya, sia proprio forte come un toro e, sì, simpatico, come un bambino. E che sia Juan Martin

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Ma il colosso rimase a vegliare: voleva essere sicuro che nessun soldato se ne andasse più in giro a far del male alla gente. Seduto nella prateria si guardava intorno tranquillo. Finché alle prime luci dell’alba si distese come una montagna.

Si prosegue tra corride, donne al balcone, vecchie e vecchi sull’altalena guidati da un lessico semplice e naturale, venato e arricchito da inflessioni verbali, tensione narrativa. E anche alcuni dipinti della maturità goyana in cui la tristezza come un lenzuolo avvolge, tutto avviluppa, si accordano in armonia all’avventura.

Pinin Carpi è riuscito a inventare un nuovo tipo di comunicazione a mezza strada tra la parola e l’immagine. L’intento è quello di condurre il piccolo lettore attraverso una narrazione le cui illustrazioni siano perfettamente accordate con le parole senza che in alcun modo siano intimiditi dall’avere a che fare con dipinti così celebri, così impegnativi, con l’Arte, intesa in quanto tale.

Con questo metodo (tra l’altro l’impaginazione aiuta con scelte grafiche intelligenti che all’interno del testo tingono le frasi chiave dello stesso colore delle didascalie dei quadri di riferimento) i bambini assoceranno una splendida avventura a delle immagini che torneranno certo a farsi vive più avanti e, solo allora, quando già saranno familiari, assumeranno il contorno dell’opera d’arte, del dipinto di Goya.

A buona ragione, “L’arte per bambini, Goya” di Pinin Carpi (edito 2009 nel dal Battello a Vapore) rientra nella categoria dei libri “opera”. Perché dell’opera d’arte (e qui siamo nel campo della letteratura per l’infanzia) ha tutte le armoniche qualità, soprattutto l’invenzione.

51j1gfxy94l-_sx374_bo1204203200_Titolo: Goya. Il gioco dei giganti
Autore: Carpi Pinin
Editore: Piemme (collana L’arte per i bambini)
Dati: 2009, 33 pp., ill., 14,00 €

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