Parlare, senza parole, di coraggio, terra, futuro

Un libro senza parole, Migrando, che pur parla di coraggio, terra, futuro. Che per il suo essere aperto alle interpretazioni, senza un finale, o con un finale che è lecito capovolgere e mutare, cambiando prospettiva e verso, s’avvicina alle sensazioni e ai ricordi di chiunque abbia dovuto allontanarsi dal proprio paese e migrare.

Migrando, Mariana Chiesa Mateos - Orecchio Acerbo

Migrando, Mariana Chiesa Mateos – Orecchio Acerbo

Quando vivevo in Calabria con i miei genitori, passeggiando per i sentieri stretti delle montagne silane il mio sguardo si fermava e indugiava sulle distese di stipa delle fate che sempre, in primavera, s’adagiano morbide sulla schiena delle colline. Si muovono come farebbe il mare, in ondate costanti di profumo e verde. Se hai curiosità e t’avvicini, puoi affondare le mani in quella soffice acqua e scoprirla ruvida al tatto: tradisce il senso che aveva sussurrato agli occhi e si rivela salata.

Migrando, Mariana Chiesa Mateos - Orecchio Acerbo

Migrando, Mariana Chiesa Mateos – Orecchio Acerbo

Così il mare di questo libro che separa e unisce che accompagna o tradisce. E allora “mare”, come certi ricordi, “diventa una parola amara”, non più legame, non più ventre fecondo.

Questo libro è fatto di alberi, uccelli e persone tratteggiati nettamente, senza sfumature, piuttosto con sovrapposizioni che non confondono ma uniscono e mescolano con efficacia volti, acqua, rami, case.

Uccelli migratori dai volti umani lasciano di fretta foreste percorse dagli uomini in guerra; donne dalle lacrime consistenti di cuore partono senza avere lo spazio per portarne alcuna con sé. E allora migliaia di cuori languiscono abbandonati sul pavimento delle sale d’aspetto.

Migrando, Mariana Chiesa Mateos - Orecchio Acerbo

Migrando, Mariana Chiesa Mateos – Orecchio Acerbo

Raccontare ai bambini lo strazio che si sostituisce alla speranza quando invece di essere accolti si è ingabbiati è difficile. Altrettanto difficile dire dello strazio di trovare ad attenderci sulla riva del mare non braccia amiche ma ufficiali con le sirene; sempre che il mare stesso, inconsapevole carnefice, restituisca in vita qualche migrante arrivato a bordo di noci senza gheriglio, fatte navi, fatte carro merci.
Forse la difficoltà s’attenua suggerendo il pensiero che arrivare in un luogo diverso da quello in cui siamo nati può significare rinascere e che ad ogni partenza corrisponde sempre un arrivo.

Sì, sarebbe bello se potessimo considerarci tutti figli di uno stesso mare e sì, questo libro è davvero dedicato a tutti coloro “che lasciarono il proprio luogo di nascita per re-esistere da un’altra parte”, non si fa per dire quando le fiabe implicano cuori, ali, radici.

migrando-copertina1Titolo: Migrando
Autore: Mariana Chiesa Mateos
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2010, 68 pp., ill., 13,00 €

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