La vera storia del principe azzurro

Il verbo “leggere” non prevede l’imperativo; è una massima di Gianni Rodari che Roberto Denti ricorda a chiusura di un’intervista al Sole 24 Ore di un anno fa. In effetti, lo sostiene Denti stesso e noi siamo concordi, imporre a un bambino un particolare libro perché noi un tempo l’abbiamo amato, perché c’è tra le righe un intento didattico che riteniamo necessario, perché le illustrazioni sono splendide o per altre decine di motivi, è assolutamente controproducente: un libro deve essere scelto da chi lo leggerà, o, in caso contrario, selezionato in linea coi gusti del bambino e non degli adulti.

La vera storia del principe azzurro

La vera storia del principe azzurro

In ogni caso, leggere di fiabe arricchisce il linguaggio in maniera naturale, stimola il pensiero e le facoltà d’associazione, aiuta il bambino a orientarsi nella realtà partendo da presupposti che con quest’ultima non hanno nulla a che vedere. Potrebbe rivelarsi utile, al fine di stimolare l’interesse per i libri e la lettura, che questo processo sia inteso come un mezzo, familiare e inconsueto al tempo stesso, per comunicare, verbalmente e affettivamente, tra genitori e figli. Nutrirsi a vicenda di fantasia, dolcezza, umorismo, avventura, sempre rispettando i gusti del destinatario principale: il bambino.

Difficile fare i conti con le scarpe con le zeppe e gli atteggiamenti frivoli di qualche novella eroina contemporanea se il nostro termine di paragone è il Capitano Nemo ma tant’è. I gusti cambiano e, purtroppo, lo fanno in linea coi tempi.

Questa storia, però, potrebbe accontentare i gusti di grandi e piccini. Piacerebbe agli adulti alla ricerca di una fiaba strutturata in maniera classica, riletta e rinarrata con un linguaggio semplice ma ricco al contempo, e dotata di quello humour e di quell’estro narrativo tanto bistrattati nelle storie usa e getta cui sono abituati i nostri bambini. Allo stesso modo potrebbe incontrare i gusti dei bambini alla ricerca di un tocco di irriverenza nei confronti di certi mostri sacri dell’immaginario di mamma e papà.

Il principe azzurro, ad esempio. Diciamocela tutta, si può credere al “…e vissero felici e contenti” una volta, ci si vuole e deve credere, ma le altre? Con chi visse felice e contento il Principe Azzurro? Con Biancaneve? Con Cenerentola? Con la Bella Addormentata nel bosco? Ebbene, da quello che si legge ne La vera storia del Principe Azzurro pare con nessuna di queste tre e, in verità, con nessun’altra, perché un po’ per il suo essere un ragazzo dai sentimenti un po’ effimeri, un po’ perché sottoposto allo stress dell’etichetta reale, un po’ per, evidentemente, non essere fatto per il matrimonio, preferì dedicarsi, da solo, a fare il mestiere del re che, specie nei regni di fiaba, non è certo semplice.

Tra le colorate illustrazioni di AntonGionata Ferrari i bimbi potranno assistere divertiti ai continui cambiamenti di rotta (amorosa) del Principe Azzurro e dopo il suo balletto tra le varie principesse (da lui comunque salvate, questo glielo dobbiamo) assaporare il gusto agrodolce e buffo del finale.

Roberto Denti è autore di molti libri per ragazzi e adulti e dal 1972 gestisce, insieme alla moglie Gianna, la Libreria dei Ragazzi a Milano.

419qhuwwwbl-_bo1204203200_Titolo: La vera storia del Principe Azzurro
Autore: Roberto Denti
Editore: Piemme Junior
Dati: 2010, 48 pp., ill., 7,50 €

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