La dolcezza di essere una “sorellina tuttamia”

Mari-lù ed io abbiamo inventato una lingua segreta, che sappiamo solo noi. Il cespuglio di rose non si chiama così nella nostra lingua, si chiama Salikon. Ieri mattina ero seduta vicino a Salikon, quando ho sentito la lingua di Mari-lù che mi chiamava: «Viani-que!» “Vieni qua” si dice così nella nostra lingua.

Giacché tutti i bambini prima di nascere bambini sono stati uccelli, durante le prime settimane di vita sono ancora un po’ selvaggi; perciò cercano spesso di fuggire e far di testa loro, magari volando. Peter fece proprio questo quando aveva appena sette giorni, perché desiderava tantissimo tornare ai giardini di Kensington, nell’isola degli uccelli. Anche da solo, anche di notte se necessario!

Sorellina Tuttamia Copyright © Hans Harnold - Il gioco di leggere Edizioni

Sorellina Tuttamia Copyright © Hans Harnold – Il gioco di leggere Edizioni

E forse Lisa, la bimba protagonista di questa delicata storia di Astrid Lindgren (creatrice della celebre Pippicalzelunghe e vincitrice del Premio Andersen nel 1958), pensa proprio a questa storia quando incomincia a raccontarci della sua sorellina gemella Mari-lù che la chiama “Sorellina Tuttamia” e che appena nata, così rapidamente che nessuno ma proprio nessuno se ne accorse, scappò a rifugiarsi in giardino dietro a un bel cespuglio di rose.

Ancora oggi, dopo sette anni, Lisa dietro quel cespuglio trova il proprio accesso segreto e personale a un mondo fantastico, popolato da esseri straordinari. In casa di Lisa è arrivato da poco un fratellino e a lei pare che la mamma non abbia più interesse a prendersi cura di nessun altro se non di lui; invece per Mari-Lù lei è “Sorellina Tuttamia”, giocano e vivono assieme, l’una per l’altra; nel loro mondo segreto e speciale incontrano esseri incantati e ospitali, attraversano ruscelli che mormorano lievi melodie, sfuggono agli occhi verdognoli e alle lunghe braccia dei Cattivi e gustano dolcissime frittelle. Purtroppo però Mari-Lù confida a Lisa che quando le rose di Salikon appassiranno lei morirà; Lisa, che nel suo mondo immaginario, straordinario e completo, viveva la gioia di sentirsi protagonista e trovava riparo dalla pungente sensazione di paura e d’abbandono che la affliggeva, si sente perduta. Torna mestamente a casa e lì una mamma amorevole e una splendida sorpresa tuttasua l’attendono; consapevolmente e un po’ cresciuta, quindi, accetta la realtà che la circonda.

Sorellina Tuttamia Copyright © Hans Harnold - Il gioco di leggere Edizioni

Sorellina Tuttamia Copyright © Hans Harnold – Il gioco di leggere Edizioni

Una storia intensa quella che Lisa ci racconta in prima persona che richiama alla mente quella di un altro bimbo capace di creare da sé e per sé un mondo straordinario in cui trovare rifugio da una realtà scomoda ma insostituibile e preziosa: Max del Paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak che torna in mente anche grazie a un paio tra le tavole di Hans Arnold (artista nato in Svizzera ma sempre vissuto in Svezia) nelle quali domina il nero della china in un accostamento con un giallo che avvolge gli elementi cardine delle scene, che sembra d’oro e che illumina, per contrasto, tutto l’ambiente in cui si svolge e prende vita l’intera immagine (immagini che evocano  certi classici illustrati dai colori di Walter Crane).

Sorellina Tuttamia, nell’ottima traduzione di Roberta Colonna Dahlman, a distanza di decenni (è stata pubblicata nel 1949), edita in italiano per la prima volta grazie al progetto de I classici moderni per bambini de Il gioco di Leggere, vive nutrendosi della propria di originalità e sensibilità e parla (anche con l’ausilio di una lingua inventata e dolce) al variegato immaginario dei bambini.

97888610302991Titolo: Sorellina tuttamia
Autore: Astrid Lindgren, con le illustrazioni di Hans Arold
Editore: Il gioco di leggere
Dati: 2010, 32 pp., ill., 14,70 €

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2 risposte a “La dolcezza di essere una “sorellina tuttamia”

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