Roarrr! Ruggì il leone e ci indicò la strada

Lo sguardo malinconico e annoiato di un leone si sofferma su una fila di formiche, nell’assolata savana. È questa l’immagine raccontata nella tavola d’apertura di Un leone a Parigi, albo illustrato per bambini, che, raccontando una storia di sentimenti universali e facendolo con raffinatezza di tratto, di colori e tecnica, ben s’addice anche al gusto degli adulti.

Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna- Donzelli

Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna- Donzelli

Il leone non ha un nome ma già dalla prima immagine si scopre svestito della nomea dietro cui di solito si ripara e protegge: non è più la belva feroce e selvaggia, dall’atteggiamento regale e distaccato, temuta da tutti e da tutti ossequiata. È un essere sensibile, toccato dalla nostalgia, che, per sfuggirle, decide di partire alla volta di una terra straniera, di un posto nuovo. Sceglie Parigi e vi arriva in treno, senza alcun bagaglio. Alla stazione di questa grande città s’aspetta di seminare il terrore, in realtà con stupore e tristezza s’accorge di passare del tutto inosservato, nemmeno quando, in una tavola splendidamente resa, si abbandona a un tragico ruggito, riesce a occupare il centro dell’attenzione di qualche passante; nessuno lo nota, qualcuno lo guarda di sfuggita riportando poi gli occhi alla pagina del giornale in cui erano assorti o a incontrare i nostri colpendoci per l’intensità con la quale questo sguardo abbandona la pagina stampata per fissarsi nel nostro.

Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna- Donzelli

Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna- Donzelli

Il leone continua a passeggiare per le vie di Parigi, piove, tutto si fa grigio e balugina di tristezza. Poi s’imbatte in un fiume che taglia in due la città e nel suo specchio trova il conforto del proprio sorriso da Gioconda. Lo stesso che incrocia al Louvre e che lo seguirà donandogli un istante di tenera profondità.

Un leone a Parigi, Beatrice Alemagna - Donzelli

Un leone a Parigi, Beatrice Alemagna – Donzelli

Mentre si fa largo nel suo animo una nota di tintinnante serenità, la sera è sempre più dolce del giorno, giunge a un incrocio: un piedistallo vuoto sembra messo lì apposta perché lui possa balzarvi su e sciogliersi in un lungo ruggito di gioia. “«Questo è il mio posto » pensò il leone sorridendo. Guardò lontano e decise di restare. Immobile e felice”.

Proprio la felicità del leone della piazza Denfert-Rochereau ha ispirato Beatrice Alemagna, autrice e illustratrice di questa storia.

E fortunato questo leone che, dopo un coraggioso e difficile percorso di crescita, riesce ad approdare a un posto che riconosce come il proprio e nel quale riesce a vivere con serenità. È lo scopo di molti, raggiunto, forse, da pochi.

I collage eleganti e intensi con i quali Beatrice Alemagna arricchisce le tavole tinteggiate di colori freddi conferiscono al tono della storia una forza epica che grazie al caldo ocra del leone esplode lasciando tracce di un vigoroso senso di speranza. E per riuscirci c’è bisogno di fantasia e maestria; non a caso Beatrice Alemagna è stata premiata come migliore illustratrice col Premio Andersen “per essere una delle voci più alte e significative dell’illustrazione europea. Per la ininterrotta volontà di ricerca, di sperimentazione e di confronto. Per il fascino ora discreto ora intenso delle sue magnifiche illustrazioni”.

818q7qqmmnlTitolo: Un leone a Parigi
Autore: Beatrice Alemagna
Editore: Donzelli
Dati: 2009, 32 pp., ill., 24,00 €

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