Tutti i nomi di Giufà

Giufà, tipo eccentrico, in certe circostanze davvero, davvero, sciocco, altre volte sfacciatamente fortunato, altre ancora magico, sporadicamente geniale alla maniera in cui solo i più genuinamente ingenui possono esserlo. Prima arabo, poi turco e siciliano, risale tutta la penisola passando per la Calabria, arriva in Toscana e poi a Genova, si trasferisce in Germania. Gira per il mondo oppure forse c’è sempre stato, proprio in ogni parte del mondo intendo, un Giufà originale, appartenente a ciascun posto come a nessuno.

Giufà - Sinnos

Giufà – Sinnos

Scherzo, burla, divenuto prima personaggio, poi fiaba, poi tradizione letteraria, Giufà incarna e dissacra stoltezza e furbizia, non felice ma comune connubio rintracciabile in più parti del mondo e per questo, probabilmente, di così radicata fortuna;  è specchio lucente della facoltà migrante che hanno le storie, che hanno le favole. Non a caso “Giufà” di Chiara Carrer e Francesca Corrao è edito dalla Sinnos, casa editrice che da quasi vent’anni si occupa di mediazione culturale e di diffusione della lettura; ed è il nome di una deliziosa libreria caffè che qui a Roma, a San Lorenzo, riserva ampio spazio alla letteratura migrante.

Personaggio migratorio e migrante, quindi,  personaggio-ponte, per dirlo alla maniera letteraria, non ci sarebbe stato modo migliore per iniziare a raccontarne di quello scelto dalle autrici che, dopo aver selezionato sei tra le tante storie con protagonista Giufà, scelgono di cominciare con una bella immagine del bacino del Mediterraneo, mare fecondo per questo personaggio, in tutte le sue diverse sfaccettature.

È  quasi come se aneddoti, piccole fanfaronate, stramberie scaturiti dai posti più diversi e dalle fantasie popolari più eterogenee, trovassero in Giufà una loro personalità unica e riconoscibile; un tipo narrativo, un Bertoldo, un Chichibio di boccacciana memoria.

Giufà - Sinnos

Giufà – Sinnos

In Ğuhâ e la luna Chiara Carrer scompone gli spazi ricomponendoli in una prospettiva sbilenca che si fonda sui colori contrastanti dei soggetti protagonisti della storia (Giufà e la luna rispettivamente in rosso e giallo) che, appoggiandosi su spicchi di bianco e pozzanghere d’azzurro cielo, sembrano l’uno tendersi per acchiappare la luna riflessa nel pozzo e l’altra galleggiare sfrontata nell’atto divertito di gabbare il nostro ingenuo eroe.

In una delle più celebri imprese di Giufà (Giufà, tirati la porta), invece, le illustrazioni giocano con le ombre, i vuoti del bianco e i pieni del rosso e del nero che nutrono di luce colorata il candore di questa avventura sghemba.

Le storie di Giufà raccolte in questo albo sono in parte tratte da Le storie di Giufà, a cura di F. M. Corrao ed edite da Sellerio e tutte hanno la loro traduzione speculare in arabo in omaggio alle sue origini; in coda al libro incontriamo uno dei tanti Giufà che, questa volta, mangia le trenette al pesto e si chiama Togno Goffo (qui la traduzione a fronte è in genovese).

Ho ritrovato un poemetto eroicomico in dialetto cosentino (Jugale di Antonio Chiappetta ) che con armoniche sestine di endecasillabi racconta anch’esso le esilaranti avventure di Giufà. Ne ho scelto e tradotto una che potete scaricare qui consapevoli che la traduzione è naif e non ha pretese altre se non quella di strapparvi qualche sorriso.

giufa_nuovaedizione_copertinaTitolo: Giufà
Autore: Francesca M. Corrao, Chiara Carrer
Editore: Sinnos
Dati: 2009, 58 pp., 15,00 €

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