Il cernadillo, il canodocchia e altri 4094 animali meravigliosi

Quanti animali fantastici può generare un unico libricino cartonato a spirale? Non meno di 4096, perché tante sono le combinazioni possibili dinanzi alle quali potremo meravigliarci grazie agli studi del professor Revillod, figura ancora impareggiata della scienza moderna.

Fatta eccezione per alcune pagine introduttive, che ben sottolineano il valore scientifico del testo, e per quelle conclusive, tutte le altre pagine di questo bestiario sono divise in tre parti da due tagli longitudinali grazie ai quali animali a noi noti, e dei quali non fatichiamo a immaginare le fattezze, danno vita e luogo ad altre bestie straordinarie; immaginarie si potrebbe dire, se non si parlasse di un bestiario a firma autorevole.

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

Il libricino diverte e ammalia sin dalla prefazione del Professor Revillod. «Attraversando terre e mari ignoti, risalendo vette sconosciute ed esplorando gli abissi più profondi, calcando strade ferrate e librandomi su palloni aerostatici, sempre ho seguito, inalterabile, una stella polare: la frase in esperanto che, orgogliosa, campeggia nell’emblema dell’Università di Bratislava, La Scienco, torco kaj grido da Homaro. Sì, la Scienza, fiaccola e guida dell’Umano genere, faro di progresso e civilizzazione, è stata il messaggio che ho bramato diffondere in quelle terre laddove abbisognava la mia missione. Possa il lettore trarre beneficio da questo lascito che dispongo per i posteri».

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

È la stessa premessa da cui prende le mosse Borges, il quale descrive con l’ausilio dei sensi e della memoria immaginativa animali straordinari, generando una zoologia fantastica, una scienza enciclopedica che fa uso di parole e immagini tanto più realistiche quanto più distanti da referenti reali. «L’unicorno è il primo degli animali quadrupedi. Ha il corpo di cervo, coda di bue e testa di cavallo; il corno che gli cresce in testa è fatto di carne. Non calpesta i pascoli verdi e non fa male a nessuna creatura; la sua apparizione è presagio della nascita di un virtuoso. Mille anni è il termine naturale della sua vita». (Borges, L’unicorno cinese).

Proporre il fantastico conferendogli tono e valore di realtà è il filo conduttore di tutto questo Bestiario universale: dal testo al paratesto, dall’impaginazione alle illustrazioni (incisioni che si ispirano ai manuali di zoologia sistematica del XIX secolo e dall’impronta dureriana).

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale, Miguel Murugarren -Logos

Allo stesso modo (intendo con la stessa nostra meraviglia), un esploratore quale Marco Polo reagisce dinanzi alle creature straordinarie in cui si imbatte nell’odierna regione dello Yunnan, popolata al tempo da esseri meravigliosi e spaventosi al contempo. Draghi dalla testa di topo. Serpenti con zampe da leone… Gli esseri che Marco descrive sono collage di parti di animali reali, esistenti e riconoscibili, esattamente come nel bestiario del Professor Revillod. Gli elementi di realtà, quindi, prima scomposti e poi ricombinati assieme danno vita allo straordinario e all’immaginifico.

E divertono. Divertono moltissimo. L’invenzione è originale e s’aggrappa a radici classiche  dando luogo a un gioco umoristico fatto di immagini ma anche di parole, perché non solo gli animali si creano ma anche le loro definizioni “scientifiche”.

Descriverlo non basta, questo video rende l’idea. Per chi agli animali preferisse le piante un libro: illuminante come il lampo del verde licodopio.

515erv9fjcl-_sy353_bo1204203200_Titolo: Bestiario universale del professor Revillod. Mirabolante almanacco della fauna mondiale
Autore: Miguel Murugarren
Editore: Logos
Dati: 2010, 40 pp., 14,00 €

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Quanti animali fantastici può generare un unico libricino cartonato a spirale? Non meno di 4096, perché tante sono le combinazioni possibili dinanzi alle quali potremo meravigliarci grazie agli studi del professor Revillod, figura ancora impareggiata della scienza moderna.

Fatta eccezione per alcune pagine introduttive, che ben sottolineano il valore scientifico del testo, e per quelle conclusive, tutte le altre pagine di questo bestiario sono divise in tre parti da due tagli longitudinali grazie ai quali animali a noi noti, e dei quali non fatichiamo a immaginare le fattezze, danno vita e luogo ad altre bestie straordinarie; immaginarie si potrebbe dire, se non si parlasse di un bestiario a firma autorevole.

Il libricino diverte e ammalia sin dalla prefazione del Professor Revillod. «Attraversando terre e mari ignoti, risalendo vette sconosciute ed esplorando gli abissi più profondi, calcando strade ferrate e librandomi su palloni aerostatici, sempre ho seguito, inalterabile, una stella polare: la frase in esperanto che, orgogliosa, campeggia nell’emblema dell’Università di Bratislava, La Scienco, torco kaj grido da Homaro. Sì, la Scienza, fiaccola e guida dell’Umano genere, faro di progresso e civilizzazione, è stata il messaggio che ho bramato diffondere in quelle terre laddove abbisognava la mia missione. Possa il lettore trarre beneficio da questo lascito che dispongo per i posteri».

È la stessa premessa da cui prende le mosse Borges, il quale descrive con l’ausilio dei sensi e della memoria immaginativa animali straordinari, generando una zoologia fantastica, una scienza enciclopedica che fa uso di parole e immagini tanto più realistiche quanto più distanti da referenti reali.«L’unicorno è il primo degli animali quadrupedi. Ha il corpo di cervo, coda di bue e testa di cavallo; il corno che gli cresce in testa è fatto di carne. Non calpesta i pascoli verdi e non fa male a nessuna creatura; la sua apparizione è presagio della nascita di un virtuoso. Mille anni è il termine naturale della sua vita». (Borges, L’unicorno cinese).

Proporre il fantastico conferendogli tono e valore di realtà è il filo conduttore di tutto questo Bestiario universale: dal testo al paratesto, dall’impaginazione alle illustrazioni (incisioni che si ispirano ai manuali di zoologia sistematica del XIX secolo e dall’impronta dureriana).

Allo stesso modo (intendo con la stessa nostra meraviglia), un esploratore quale Marco Polo reagisce dinanzi alle creature straordinarie in cui si imbatte nell’odierna regione dello Yunnan, popolata al tempo da esseri meravigliosi e spaventosi al contempo. Draghi dalla testa di topo. Serpenti con zampe da leone… Gli esseri che Marco descrive sono collage di parti di animali reali, esistenti e riconoscibili, esattamente come nel bestiario del Professor Revillod. Gli elementi di realtà, quindi, prima scomposti e poi ricombinati assieme danno vita allo straordinario e all’imaginifico.

E divertono. Divertono moltissimo. L’invenzione è originale e s’aggrappa a radici classiche dando luogo a un gioco umoristico fatto di immagini ma anche di parole, perché non solo gli animali si creano ma anche le loro definizioni “scientifiche”.

Descriverlo non basta, questo video rende l’idea.

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