Spegni le luci, accenderai la notte

Quando un mio amico mi ha suggerito di leggere Accendi la notte ho curiosato in rete alla ricerca di notizie su questo albo; mi sono quindi imbattuta nell’edizione illustrata da Leo Dillon (e sua moglie Diane) di questa storia di Ray Bradbury, il titolo originale era Switch on the Night, e due sono state le cose che ho pensato sfogliandone virtualmente quel poco disponibile in rete: la prima era quanto fosse sorprendente uno scritto per bambini nato dalla penna del fantascientifico Bradbury, la seconda è come alcune tavole citassero così propriamente le gabbie prospettiche esheriane. Nel momento in cui ricevo da Gallucci, nella traduzione di Carlo Fruttero e con i disegni di AntonGionata Ferrari, Accendi la notte, quindi, la mia curiosità e le mie aspettative sono molto alte.

Switch on the night, Dillon

Switch on the night, Dillon

 

Un bimbo è terrorizzato dal buio, in compenso adora lampade, torce, raggi e lanterne, e, a causa di questa paura, si perde tutto quello che la notte offre (inclusi i giochi nei bei prati notturni alla luce flebile dei lampioni) fino a quando non gli si palesa una bimba di nome Buia (con capelli bui, occhi e vestiti bui) che, senza troppi preamboli, gli fa notare quanto questa paura lo renda solo. Il bimbo si lascia convincere da Buia a scoprire la notte: basta un click, per spegnere stavolta e non per illuminare, affinché finalmente la notte si accenda e riveli decine di meraviglie.

Accendere la notte significa avere la possibilità di accendere i grilli, i ranocchi, le stelle, la luna tanto che il bimbo che aveva paura della notte scopre invece di adorarla.accendi_la_notte_ferrari11

La storia di Bradbury è quindi di stampo classico: un bambino che affronta le sue paure e lo fa in compagnia e con l’aiuto di un amico immaginario, trovando quindi le risorse per affrontarla in sé stesso e nella propria fantasia; l’approccio invece è originale e pieno; pieno di ritmo e di magia soprattutto; ci si precipita giù per le scale assieme al bimbo per correre incontro alla notte e a tutte le meraviglie in essa nascoste, ci affascinano le rane e le stelle, ne sentiamo il gracidare e ne ammiriamo i colori. Proprio nella tavola in cui i due bimbi corrono giù per le scale si rileva la citazione delle illustrazioni dell’edizione originale ma mentre le prime, bellissime, comunicavano un certo senso d’angoscia, queste, altrettanto belle, sembrano indirizzare verso la “luminosa scoperta” passo dopo passo, suggerendo l’alleggerirsi dello spirito del bimbo, il suo liberarsi da una paura per trasformarla in occasione di crescita.

Ray Bradbury scrisse questa storia (la sua unica storia destinata ai bambini) nel 1955; due anni dopo il suo celebre Fahrenheit 451. Difficile ravvisare una continuità tra i due lavori, anche il secondo, però, penso possa essere definito a pieno titolo un classico della letteratura del suo genere.

accendi_la_notte_cop_atlantidezine11Titolo: Accendi la notte
Autore: Ray Bradbury, AntonGionata Ferrari
Editore: Gallucci
Dati: 2011, 36 pp., 14,50 €

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