Ridde selvagge, solitudine e amicizia: protagonista lo strano animale del Signor Racine

Nato e poi cresciuto in Germania  sotto il regime nazista, Tomi Ungerer si spostò in America, a New York, dove raggiunse un eccezionale successo come autore di libri per bambini nel decennio tra gli anni Sessanta e i Settanta per poi trasferirsi in Nuova Scozia nel 1971 e infine tornare in Europa nel 1979.

Il 1971 fu l’anno in cui vide la stampa The Beast of Monsieur Racine (Farrar, Straus and Giroux) edito in Italia da Nord-Sud Edizioni  nella traduzione di Luigina Battistutta nel 2009 (Lo strano animale del Signor Racine).

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer - Nord-Sud

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-Sud

Dunque, tralasciando il contesto e i riferimenti didascalici, quello che ci si ritrova tra le mani sfogliando questo albo è una storia molto tenera, a tratti disarmante, spesso grottesca e assolutamente nonsense. Il Signor Racine, impiegato dell’ufficio delle imposte in pensione, possiede un giardino in cui cresce un pero che dà frutti deliziosi e profumati di cui il Signor Racine è particolarmente fiero. Un mattino però, scopre che tutte le pere sono sparite dall’albero. Indignato decide di venire a capo del furto e cogliere il ladruncolo sul fatto. Quando Il Signor Racine sorprende il ladro la storia prende quella svolta verso tenerezza di cui sopra. Si tratta di uno strano animale, chiaramente goloso di pere dolci, decisamente informe, difficilmente catalogabile un po’ elefante ma molto più piccolo, un po’ formichiere, ma più grosso, gli occhi nascosti dalla criniera arruffata, lunghe orecchie penzolanti.

Straordinario dunque, e a rendere ancor più straordinario lo strano animale non è tanto l’unicorno che si sporge curioso dallo steccato sullo sfondo quanto piuttosto l’ordinarietà degli altri elementi che compongono e ritraggono questo magnifico momento di scoperta: un merlo dal becco arancione che osserva la scena non tralasciando di mangiucchiare il lombrico appena catturato, un leprotto che salta nella tavola scostando un rospo preso alla sprovvista, una lumachina che approfitta delle gocce d’acqua sulla fontana e un gufo, che nel crepuscolo, è pressoché perplesso della scena che si trova dinanzi al suo risveglio.

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer - Nord-Sud

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-SudLo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-Sud

Dimentico dei propositi di vendetta il signor Racine è preda anch’egli della meraviglia. Piuttosto che sgridare e scacciare la bestia, le offre un pasticcino. Offerta molto gradita allo strano animale. Decisone repentina: con qualche leccornia l’animale potrebbe essere addomesticato. Il Signor Racine preferisce senza dubbio una piacevole compagnia alle sue pere. Ma ha mai la curiosità tolto spazio all’affetto? Certamente no, per cui il Signor Racine si adopererà moltissimo per scoprire la specie di appartenenza dello strano animale. Fino a quando la ricerca si concluderà in una sessione d’esame tenuta da illustri scienziati nientemeno che a Parigi. Seduta nella quale si scoprirà che lo strano animale altri non è se non due bambini che, per raggiungere le pere, avevano optato per il travestimento.

Il senso dello humour del Signor Racine è soddisfatto, la curiosità pure, resta, con uno strascico di parapiglia e scandalo per aver scomodato il mondo accademico, l’amicizia coi due bambini.

Ma resta senza dubbio dell’altro. Perché questa è la storia buffa e tenera che consiglio di leggere ai vostri bambini indugiando sulla bontà dell’idea di non lasciarsi smarrire dall’aspetto altrui, e sulle placide scorpacciate dello strano animale. Soprassiederei, invece, sui dettagli che fanno di Ungerer un genio à la Sendak (amico peraltro di Ungerer, cui questo libro è, non a caso, dedicato). Irriverenti, ironici, cruenti: ecco, l’ironia di certi dettagli la lascerei al gusto degli adulti, anche se non escludo che molti ragazzi possano trovare divertenti i particolari cruenti. Tavole dense di elementi eccessivi che minano l’equilibrio così come ugualmente accade quando si osserva nei dettagli un dipinto di Hieronymus Bosch. Un uomo con la testa squarciata che rompe una sedia su quella di una donna, un orologio da taschino che nel parapiglia della sessione d’esame si conficca nella pelata di un irriverente occhialuto rassomigliante moltissimo a Maurice Sendak, un inquietante barbone dagli occhi rossi che si porta appresso un sanguinolento fagotto da cui spunta un alluce e tanti bicchieri colmi di vino nei più disparati e inopportuni contesti: il capotreno brinda, l’autista della piccola gru che sposta la gabbia dello strano animale, che non a caso si rompe e casca addosso a due facchini, beve e tiene la sua bottiglia a portata di mano, i dottoroni si schiariscono la voce non con l’acqua ma col vino. Allusioni licenziose, strade brulicanti di elementi grotteschi. E una rabbia come infetta che si spande e invade ogni angolo delle tavole conclusive del libro e gli occhi di tutti i protagonisti, per lasciare spazio, invece, a una serena armonia in quella conclusiva su cui troneggia soddisfatto il sorriso del Signor Racine e dei due monelli suoi amici.

 

[La mostra Tomi Ungerer and the Masters. Inspiration and Dialogue apre il 18 novembre e chiude a febbraio 2012]

ungerer_lo-strano-animale-del-signor-racine1Titolo: Lo strano animale del Signor Racine
Autore: Tomi Ungerer
Editore: Nord-Sud
Dati: 2009, 32 pp., 13,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

 

2 risposte a “Ridde selvagge, solitudine e amicizia: protagonista lo strano animale del Signor Racine

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