Fantasticherie e ritagli da un prato di lettere

«C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. » (Bruno Munari, Arte come mestiere, 1966)

La chiave di lettura e di gioco di questo albo classico di Bruno Munari è assolutamente esplicita già nella prima parte del titolo “Facciamo assieme un libro da leggere”. Perché questo alfabetiere che incomincia dalla “i”, perché l’ordine d’apparizione delle lettere non è quello consueto ma è in base alla loro semplicità di scrittura, alla difficoltà che presentano per essere imparate da ogni bimbo, è uno strumento didattico adatto anche ai bimbi in età prescolare. Infatti i bambini sono liberi di cimentarsi con ciò che scelgono, sia essa una lettera sconosciuta, semplice, difficile, e, sull’esempio di Munari, possono decomporre, ricomporre, ricostruire secondo l’esempio, o seguendo un sentiero diverso, un proprio nuovo, diverso, simile alfabetiere.

Bruno Munari, Alfabetiere - Corraini

Bruno Munari, Alfabetiere – Corraini

L’idea è proprio quella di ritagliare le lettere dalle pagine di giornali e riviste. Le parole di Munari riportate nell’introduzione sono chiarificatrici in merito: “Sarà per lui [il bambino] come andare a caccia di insetti tra l’erba di un prato facendo attenzione di non confondere formiche con cavallette”. Il bimbo quindi sarà portato a osservare con attenzione la pagina del giornale alla ricerca della lettera prescelta e, non appena individuata la sua “l” di lucertola nel prato fitto di m, p, a, z, la ritaglierà per poi incollarla assieme alle altre “l” e scoprire che ci sono tanti tipi di “l” diversi. Sempre seguendo l’esempio di Munari potrà poi cercare immagini di cose o insetti o animali che inizino con la lettera scelta e così arricchire la pagina.

Bruno Munari, Alfabetiere - Corraini

Bruno Munari, Alfabetiere – Corraini

Munari ha poi composto delle argute e buffe filastrocche: ciascuna è fatta di parole che contengono il maggior numero di volte possibile la lettera cui sono associate (o il gruppo di lettere).
L’invito, se non fosse chiaro, è a continuar da sé. Buon alfabetiere allora!

alfabetiere_facciamo-assieme-un-libro-da-leggereTitolo: Alfabetiere
Autore: Bruno Munari
Editore: Corraini
Dati: 1998, 32 pp., 13,00 €

Quando il titolo di una storia o di un libro termina con un punto di domanda la risposta può essere cercata solo e soltanto nelle sue pagine. E infatti pagina dopo pagina, esattamente due per ogni lettera dell’alfabeto, Nikolaus Heidelbach risponde all’apparentemente semplice questione: “Cosa fanno le bambine?”

Un abecedario dunque, che apre delle vere e proprie finestre sul mondo affatto candito delle bimbe dalla A di Amelia alla Z di Zoe. Heidelbach (uno degli illustratori più brillanti della scena contemporanea europea) ha dichiarato di aver imparato da Sendak, del famoso Paese dei mostri selvaggi, da Ungerer e Gorey, che nella letteratura per ragazzi non ci sono limiti di sorta: indecenza, impertinenza, brutalità sono aspetti ineliminabili. Partendo quindi da questo presupposto (per non volergli dare il tono della “lezione”, sebbene sia plausibile) struttura un alfabeto molto originale:

ogni lettera corrisponde al nome di una bambina; sulla pagina a sinistra testi laconici e in apparenza piatti si limitano a dirci che cosa quella bimba stia facendo: Brigida esce, Miriam riceve visite, Flora dorme bene. Sulla pagina a destra alla linearità del testo corrisponde un’arte composita ma al contempo esplicita che non assume il tono della morale, anzi se ne discosta con decisione, e lascia libero sfogo alla fantasia, alla trasgressione, senza rischiare di essere ingabbiati in prospettive di edulcorazione che sono tipiche solo del nostro fasullo mondo di adulti e che nulla hanno a che spartire con quello dei bambini.

Le illustrazioni sono colorate e intense. Talmente minuziose nei dettagli da lasciare increduli dinanzi al fatto che si tratti di acquerelli. Deliziose e originali tratteggiano sogni, angosce, incubi, dolci realtà, simpatiche infrazioni, buffe trovate.

La lettura di questo albo necessita di un approccio che tenga in stretta connessione il testo e le immagini: esplorare le immagini è necessario perché sono dense di piccoli elementi a volte descrittivi e altre simbolici; la lettura esplorativa di queste ultime, certamente darà pieno spazio ai voli pindarici dell’interpretazione, per questo leggere le poche parole di corredo riporta alla semplice domanda iniziale, chiave di lettura e volta: Cosa fanno le bambine?

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2 risposte a “Fantasticherie e ritagli da un prato di lettere

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