La cicala bussò alla porta, e la porta si aprì…

La Cicala e la piccola Formica - Dusan KallayAl mondo ci sono da sempre le cicale e le formiche. Da quando Esopo ha stigmatizzato i loro ruoli e le loro predisposizioni la cicala è personificazione (animalizzazione) della superficialità e la formica della serietà; l’una passa l’estate a cantare, l’altra a lavorare mettendo da parte le risorse necessarie per l’inverno.

Ricordo che da bambina i miei sentimenti erano ambivalenti: da una parte la cicala mi faceva molta simpatia e trovavo che le formiche tutte (peraltro rispondere con crudeltà alla richiesta d’aiuto di un singolo è vile oltreché davvero semplice) fossero spietate nel negare l’aiuto richiesto; d’altra parte anche la cicala avrebbe potuto rivelarsi un po’ più previdente non rinunciando a essere la canterina se stessa che allieta le giornate estive di tutti (formiche incluse).

La cicala e la piccola formica, ispirata proprio alla favola di Esopo è l’albo illustrato che avrebbe annullato i miei dubbi e le mie perplessità di bambina. Sotto il peso del suo violino, infatti, una cicala, come tutte le sue antenate cicale prima di lei si ritrova colta alla sprovvista dall’inverno e dalla neve. La leggerezza del suo canto non penetra l’aria fitta di freddo, non si libera dolcemente come nell’aria tersa e brillante dell’estate. Il violino è inutile nell’oggi invernale. È stanca, ha freddo. Le occorre un rifugio per la notte se vuole sopravvivere, ma non ne ha uno proprio. La sua unica speranza è nella generosità delle formiche che abitano oltre la porta cui decide di bussare per chiedere ospitalità.

La Cicala e la piccola Formica - Dusan KallayLa Cicala e la piccola Formica - Dusan Kallay

“Posso passare la notte da voi? Fuori fa così freddo!” chiede la cicala. “Freddo? Naturale che fa freddo!” Risponde la formica. “Ma io so chi sei! Tu sei la suonatrice del prato. Mentre io quest’estate lavoravo e raccoglievo le scorte per l’inverno, tu suonavi! E adesso puoi anche ballare!”.

La Cicala e la piccola Formica - Dusan Kallay

Nell’agghiacciante egoismo, così terminava  la fiaba favola moraleggiante di Esopo. Per fortuna in queste pagine si reinterpreta giacché è pilastro della comune realizzazione che ciascun essere vivente abbia un proprio posto e perlomeno una propria ragione. E allora una piccola formica, generosa come tutti i piccoli, non sbatte la porta, bensì la apre alla cicala e al suo violino, all’Altro e al suo canto, per scoprire che è bello, piacevole e che a cambiare il finale delle storie nelle quali non ci si ritrova ci si diverte di più.

Le illustrazioni di Dušan Kallay, maestro dell’illustrazione europea, sono splendide: in ogni tavola ogni colore ha il suo posto e si sovrappone all’altro rimanendo se stesso, “a questo mondo ci sarà sempre posto per ogni creatura” e per ogni colore. Raffinate ed eleganti, dunque rendono giustizia a un protagonista troppo spesso bistrattato.

Titolo: La cicala e la piccola formica
Autore: Bozidar Stanisic, Dusan Kallay
Editore: Bohem Press
Dati: 2011, 32 pp., 17,50 €

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