Però… quando una semplice congiunzione diviene più che avversativa: ottimista!

La fata Però non ha le ali, non ha un sacchetto cui attingere per pizzicare e distribuire polvere magica; non può rendere bello ciò che è brutto con una formula bislacca, però riesce a vedere il bello nel brutto; non può ritrovare la strada persa disegnando un cerchio in aria con un legnetto però strada facendo riesce a gustarsi ogni nuovo ciglio, ogni nuovo sasso.

La fata Però nel bosco dei pini Perché - Simona Mulazzani

La fata Però è tonda e rubiconda; ha lo sguardo pieno e dolce, gli occhi neri, il sorriso lieve. È un po’ fiore, un po’ insetto un po’ bambina. Vola grazie ai suoi amici insetti, e quando loro hanno bisogno di lei se ne prende cura; vive ogni giorno avventure semplici; fino a quando non le capita di smarrirsi a causa di una pioggia improvvisa e di ritrovarsi in un luogo sconosciuto e oscuro. Non faticò a riconoscerlo però, quando gli abitanti di quella parte del bosco incominciarono a parlare con lei. Le tornarono in mente le descrizioni che di quel posto pericoloso le avevano fatto i suoi amici: il bosco dei Pini Perché. “C’era chi diceva che i pini Perché facessero così tante domande che poi era impossibile andarsene”.

In quel luogo buio ed estraneo la fata Però incominciò a nutrire i dubbi più insidiosi: quelli che mettono un però laddove non dovrebbe stare: tra l’amicizia e l’abbandono, tra la protezione e la dimenticanza. È questo il momento più intenso della storia, quello in cui il piccolo lettore può meglio identificarsi con la piccola protagonista: anche i bimbi più forti, anche quelli più sicuri possono sentirsi talvolta soli se anche a una fata sempre ottimista e sicura può capitare di sentirsi fragile e triste. Però, però l’ottimismo non è un dono, è una qualità, una di quelle da coltivare e nutrire, anche con la tristezza, anche con le lacrime.

La fata Però nel bosco dei pini Perché - Simona Mulazzani

La fata Però si sente sola e triste, abbandonata in un certo senso dagli amici che, impaurita com’è, pensa non si curino di lei. In realtà sono in ansia e in attesa del suo ritorno; ritorno che deve intraprendere da sé.

Come sempre avviene quando si incontrano le illustrazioni di Simona Mulazzani la fata Però è fatta di colori vivaci e intensi e contornata da un’atmosfera che contribuisce a raccontare o che, meglio, s’affianca con tocchi intensi a un testo già di per sé molto dolce.

Titolo: La fata Però nel bosco dei pini Perché
Autore: Federica Campi e Simona Mulazzani
Editore: Il gioco di Leggere
Dati: 2012, 24 pp., 13,00 €

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