Un giardino incartato

“Mamma ti dico un segreto: al Giardino incartato c’è la sedia, grande, di papà orso, quello di Riccioli d’oro, c’è la poltrona, media, di mamma orsa e c’è la seggiolina di piccolo orso”. Questa l’osservazione della mia bambina di ritorno da un pomeriggio laborioso e creativo al quale, proprio lì, aveva preso parte.

È vero, lo spazio del Giardino incartato, desacralizzato come ci ha raccontato Cecilia, una delle libraie, è uno spazio di fiaba, un luogo in cui trovare e ritrovarsi. Quando ancora non frequentavo questa libreria per bambini, mi era capitato di riflettere sulla scelta del nome: ho sempre pensato che il giardino e i libri avessero moltissimi punti in comune. Entrambi sono dei luoghi con confini netti e ben delimitati, entrambi luoghi ideali, luoghi dell’immaginazione, luoghi di crescita grazie ai quali i bambini imparano il valore della cura, della premura e facilmente scoprono il valore dell’autonomia e dei sogni.

Il nome è dunque perfetto e l’incanto che diventa incarto delizioso. Accompagno dunque la mia bambina ad ascoltare una fiaba: la poltrona di mamma orsa è quella in cui si accomoda una intensa narratrice, il tappeto accoglie i piccoli che a gambe incrociate, in ginocchio ascoltano rapiti. Io mi guardo intorno: i libri in vendita sono scelti con cura, adagiati (spesso di piatto, non solo di dorso) in modo da invogliare il piccolo lettore a coltivare la propria curiosità, a prendere, sfogliare, chiedere, ascoltare. I bimbi possono gustarsi in libertà i libri prima di scegliere il proprio preferito, portarli con sé nella casetta di legno (altro ideale giardino nel giardino), o sfogliarli comodamente seduti a tavolino.

I libri in questo luogo non sono solo oggetti da comprare, il messaggio per gli adulti è chiaro, e i bambini lo percepiscono altrettanto chiaramente: sono piuttosto adatti ad essere gustati col tatto, con gli occhi, a meravigliare, a suggerire immaginifiche idee o soluzioni felici.

I libri che abitano il Giardino incartato sono quelli delle piccole case editrici (alcune sconosciute alla grande distribuzione); titoli deliziosi, raffinati, intelligenti, mai banali. Largo alle storie e gli albi illustrati d’autore, no invece alle storie urlate, o peggio ridotte, variegate ai canditi e zuccherose, ai colori invadenti, ai libri sonori e parlanti.

Alcuni pomeriggi a settimana il Giardino incartato offre anche dei laboratori adatti a bambini dai 2 ai 10 anni. Se vi trovate a passare dal Pigneto (quartiere di Roma caleidoscopico e in continuo mutamento) non perdete l’occasione di entrare in questo giardino incartato.

Tra gli scaffali de Il giardino incartato ho visto:

Un leone a Parigi di Beatrice Alemagna
Hansel e Gretel di Jacob e Wilhelm Grimm con le illustrazioni di Lorenzo Mattotti
Adelaide di Tomi Ungerer
Piccolo cerchio e gran quadrato di Anne Bertier
Tico e le ali d’oro Leo Lionni
Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak
Sorellina Tuttamia di Astrid Lindgren

via del Pigneto, 180 – 00176 Roma
06 96045437 – mail – ilgiardinoincartato.com

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