“Chi sono io?” – chiese la cellula X – e il Prof. Strizzaocchi rispose

Cos’è che accomuna la maggior parte degli scienziati/biologi? Beh, probabilmente la dedizione allo studio, le ore trascorse in laboratorio intenti a studiare, la passione per la scoperta e la condivisione (c’è una grande dose di generosità in chi si occupa di scienza, è una convinzione che mi accompagna sin da quando ero bambina)… Sì, tutte queste cose sì, certamente, ma soprattutto gli scienziati da laboratorio strizzano gli occhi in una certa e unica maniera che li rende inconfondibili: quella maniera che è diventata per loro abitudine a furia di osservare e ricercare al microscopio. Non c’è nulla di cui stupirsi, dunque, se lo scienziato di cui parla questa storia abbia gli occhi piccolissimi, viva tra provette e fiale, trascorra tanto tempo al microscopio alla ricerca di misteri da risolvere e casi da spiegare e di cognome faccia Strizzaocchi.

Le giornate in laboratorio scorrono abbastanza simili le une alle altre, se non fosse che in una particolare giornata il Prof. Strizzaocchi abbia avuto l’occasione, e l’abbia colta, di stringere amicizia con un essere praticamente invisibile ma altrettanto impertinente e curioso: una cellula, la cellula X.

La giovane e curiosa cellula X tempesta il Prof. Strizzaocchi di domande ottenendo, dopo qualche prima reticenza (c’è da comprenderlo, il discorrere con una cellula rientra nella lista delle cose perlomeno surreali quando non strambe) tutte le risposte cercate: la cellula X scoprirà tutto su nucleo, mitocondri, DNA, proteine, ribosomi.

“Ho una domanda per te. Che cosa sono io?”, così incomincia il dialogo/storia tra la cellula e il Professore, un dialogo in cui alle spiegazioni rigorosamente scientifiche s’alternano momenti buffi e divertenti. Un modo delizioso e semplice per avere risposta a una macroscopica domanda esistenziale. Il racconto è vivace, la piccola cellula non ha tempo da perdere, nel suo mondo i pericoli sono molti e la strada per la salvezza rocambolesca. Il Golgi, il grande e quieto porto sottomarino, non è affatto semplice da raggiungere e, soprattutto, il sottomarino cellulare col quale arrivarci va costruito interamente all’occorrenza.  Alla fine di ogni capitolo una piccola sezione propriamente scientifica con la storia degli strizzaocchi e degli inventori ideatori di strumenti, tecniche e teorie fondamentali per il progresso scientifico. Per i piccoli aspiranti scienziati, infine, ci sono tutte le istruzioni utili a costruire una cellula con oggetti facilmente reperibili.

Una sorpresa veramente piacevole (ma, caso strano per essere una sorpresa, abbastanza frequente coi libri di Editoriale scienza) sono le illustrazioni di Agnese Baruzzi: affascinanti, mai asettiche, piuttosto vive, in movimento.

Titolo: Lo strano caso della cellula X
Autore: Lorenzo Monaco, Matteo Pompili
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2012, 96 pp., 10,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

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