Carlotta e le prime parole del web

Se fossimo nel 1952, anno di pubblicazione di questo capolavoro della letteratura per l’infanzia e se fossimo a scrivere sulle pagine del New York Times (!), avremmo a dire che E. B. White ha scritto un libro per bambini in cui albergano voglia di vivere e felicità, tenerezza e sorpresa, grazia e humor e il dono della sintesi che soltanto le storie caratterizzate dalla genuina immaginazione riescono a possedere.

Ma non siamo sul New York Times e, nonostante ci si trovi in completo accordo con quanto detto sopra, diamo inizio a queste nostre considerazioni con un’osservazione frivola: ho avuto la fortuna di acquistare La tela di Carlotta in un negozio di libri usati; una copia della prima edizione in italiano (del 1976) per gli Oscar Mondadori, passata tra le mani di Andrea prima e Simona poi. Ho avuto questa fortuna perché la copertina riporta una delicata illustrazione di Giancarlo Zucconelli ben lungi dalle copertine delle diverse edizioni che di questa storia hanno visto la luce dopo il film con Dakota Fanning che ne è stato tratto nel 2006. Il marketing preferisce sui libri, anche sulle storie belle (memorabile la copertina della nuova edizione, anche questa frutto di un post-film, de Il mulino dei dodici corvi, che fa rimpiangere la prima di Longanesi) copertine scarsamente raffinate ma di richiamo, dovrò farmene una ragione, del resto in teoria non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina…

Per tornare a La tela di Carlotta, sorella del più celebre Stuart Little (almeno in Italia, anche qui a causa o grazie al maggior successo del film), è una storia raffinata e tenera come poche altre mi sia capitato di leggere. Il senso lieve della vita intesa come occasione di gioia e generosità, il senso greve della morte raccontata come sacrificio generoso ed espressione di amicizia. «Perché hai fatto tutto questo per me? – chiese Filiberto. – Non lo meritavo: non ho mai fatto nulla per te io. – Mi sei stato amico – rispose Carlotta – e questa è già per se stessa una cosa eccezionalmente importante. E io ho tessuto le mie tele per te perché ti volevo bene. Che cos’è un’esistenza, in fondo? Si nasce, si vive per un periodo brevissimo, si muore. L’esistenza di un ragno, poi, non può non ridursi a una miseria, con tutto questo intrappolare e mangiare mosche. Essendoti di aiuto, ho forse cercato di elevare la mia vita di un poco».

La tela di Carlotta è la storia di un legame d’affetto profondo che unisce Filiberto a Carlotta, appunto, e nasce in un porcile, luogo in cui Filiberto scopre con amarezza di essere destinato a diventare salsiccia. Il porcellino non sa rassegnarsi a questo destino e si dispera. Le sue lacrime verranno asciugate dalla dolcezza e dal conforto di Carlotta, ragno che, nonostante conservi tutte le attitudini poco piacevoli dei ragni, si rivelerà molto intelligente e devoto al senso alto dell’amicizia che subito si instaurerà tra i due. Grazie a questo legame, forse si devierà il corso di un destino così crudele.

Il libro, che ha fatto commuovere generazioni da quando ha visto la luce, noi compresi, è complesso ma solo al livello del tema proposto che rimane il più delicato da maneggiare, specie se ci si rivolge ai bambini: il legame ineluttabile tra la vita e la morte.

È complesso e delicato, proprio come le tele tessute da Carlotta, e come queste ultime riluce quando incrocia i raggi brillanti del sole così come quelli tenui della luna.

Riporto i dati di un’edizione del 2011, sempre Mondadori, illustrata da Anton Gionata Ferrari e tradotta da Donatella Ziliotto

51gurloee2l-_sy346_Titolo: La tela di Carlotta
Autore: E. B. White (Autore), A. Ferrari (Illustratore), D. Ziliotto (Traduttore)
Editore: Mondadori
Dati: 2011, 198 pp., 9 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

3 risposte a “Carlotta e le prime parole del web

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