Il primo giorno di scuola di Spotty

Eric Hill pubblicò la prima avventura di Spotty (cagnolino giallo le cui fattezze ricordano un aeroplano*) nel 1980. Si trattava di Dov’è Spotty? un’avventura molto semplice giocata tutta sul nascondersi e trovare: Spot si nasconde e il bambino, assieme a Sally, mamma di Spot, sollevando le alette lo cerca e trova.

Dov’è Spotty? è certamente da proporre ai piccoli in età prescolare ma le avventure di Spot da allora sono state moltissime. Una tra le più entusiasmanti (e anche paurose, e anche emozionanti) è il primo giorno di scuola, il primo giorno di Spot alla scuola dell’infanzia: Spotty va a scuola, nella collana che Fabbri dedica al giallo cagnolino Spotty libri magici.

La semplicità del primo Spotty è anche qui, tra queste pagine con alette. Spotty non è intimorito, con lo zainetto in bocca saluta sorridente la maestra orsa. È in classe che Spotty mostra i suoi timori: il non saper fare le cose che gli altri bambini fanno così naturalmente, per esempio cantare. E si nasconde, alla maniera di Spotty, sotto al tavolo. Poi però si gioca a travestirsi e mascherarsi, e poi si dipinge. Spotty si adatta fin troppo al ritmo della giornata scolastica rotolandosi sul tappeto assieme al suo amico coccodrillo mentre la maestra, invece, racconta una fiaba.

Alla fine della giornata, ciascun cucciolo, Spotty compreso, mostra orgoglioso il proprio disegno ai genitori, e la scuola si rivela (almeno nell’albo in inglese) Okay!

A parte la funzione assolutamente rasserenante che questo albo opera sui genitori (ehm… ho detto genitori?!?) esso è funzionale al gioco dell’immedesimazione e della scoperta e si rivela utile anche in seguito per i primi approcci alla lettura.

Le illustrazioni tutte piene e tondeggianti riflettono l’allegria e la semplicità di Spotty. Una volta incontrato si vorrà condividere con lui il Natale, la nascita di un fratellino, le feste di compleanno.

Titolo: Spotty va a scuola
Autore: Eric Hill
Editore: Fabbri
Dati: 2001, 21 pp., 10,00 €

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Q: How did the character of Spot develop into a book?
Eric: When I first drew Spot I realised that when I came to draw the spot on his body and the tip of his tail I was copying the markings on an aircraft. I grew up drawing aircraft – that is how I learned to draw.
I wasn’t an author, but I decided to make my own book for Christopher using flaps as part of the story. I based the story on a young puppy hiding from its mother. I have always been a ‘dog man’ so it was quite natural for me to create a canine character who would be as playful and endearing as the real thing.
I, of course, was unaware that in the process of making this book, I had started a whole new development in children’s books. I was just having fun. Where’s Spot? wasn’t meant to be a published book and I only had Christopher and myself to please.

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