Across the Universe

Si tratta di un libro che rientra nel genere della science fiction; di un’avventura; di una storia con delitto e relativa investigazione; si tratta di misteri e d’amore. Per cui è realmente difficile scrivere una recensione di Across the Universe di Beth Revis, tanto quanto è stato semplice leggerlo. Il rischio di dire troppo è equivalente a quello del dire troppo poco.

Potrei incominciare col dire che non mi piace la science fiction e che, invece, mi sono sorpresa nel gradire molto questo romanzo; potrei dire che i due protagonisti sono ben disegnati e coerenti, sorprendenti e vitali, che la storia ha dei tratti molto originali; questo per dire che penso valga la lettura. Potrei anche dire che ci sono stati momenti in cui mi sono ritrovata a storcere il naso: durate le scene dedicate alla Stagione (capirete a breve a cosa mi riferisco) o in certe scelte di registro un po’ sciatte; questo per dire quel che non ho gradito.

Incomincerò quindi con il dare un’idea di ciò che questo romanzo racconta. Amy è una ragazza di sedici anni che, assieme ai genitori, viene ibernata per essere imbarcata su una nave spaziale (La Goodspeed) verso un nuovo pianeta. Giunti a destinazione (trecento anni dopo) la ragazza è destinata a essere scongelata e a riprendere la propria esistenza. Sulla nave, però, qualcosa va storto e Amy, non sto a dirvi come, incontrerà Elder (un ragazzo destinato ad assumere il comando della nave) e con lui si ritroverà a fronteggiare dilemmi e accidenti di varia natura.

Ciò che Beth Revis è riuscita a rendere meglio, e probabilmente ciò che rende questo romanzo godibile, è la struttura è la struttura politico sociale della nave spaziale. Sia gli ambienti che i personaggi che li popolano sono resi in ogni dettaglio e interessanti, sebbene le svolte siano talvolta prevedibili. Peccato per certi buchi neri nella narrazione a causa dei quali ci si ritrova a leggere di qualcosa senza sapere bene come ci si sia giunti, un po’ all’improvviso, un po’ superficialmente, il che non rende giustizia a un intreccio per il resto attento e accorto.

Quello che non ho ben compreso è perché si sia dovuto indugiare così tanto (e spesso in maniera forzata) sulla Stagione. Sulla nave la riproduzione deve necessariamente essere controllata per ragioni di spazio; esiste quindi, come per gli animali, una stagione degli amori durante la quale anche gli umani si accoppiano. Certamente l’effetto sconvolgente (per i lettori) e straniante (per la protagonista) che l’autrice cercava di ottenere si rivela efficace, però trovo che molti potrebbero sentirsi a disagio nelle numerose scene dedicate alla questione. Altro punto debole, ma questo è assolutamente dovuto al mio gusto personale, è la scelta di coniare nuove espressioni per rendere la stizza. Il “frazzo” di disappunto o rabbia del protagonista è molto spesso fuori luogo, giacché l’autrice sa dipingere la circostanza in maniera da renderlo assolutamente superfluo.

Across the Universe è un romanzo che senza dubbio sarà gradito ai lettori appassionati del genere. Badate, però, a non farvi ingannare dalla copertina. Prima che lo leggessi ho dovuto superare l’ostacolo di questa immagine soffusa di due ragazzi che si sfiorano in un possibile bacio che piuttosto suggeriva una sdolcinata storia d’amore. Non che le storie d’amore non possano rivelarsi coinvolgenti, ma in questo romanzo c’è anche dell’altro.

Titolo: Across the Universe
Autore: Beth Revis
Editore: Piemme Freeway
Dati: 2012, 420 pp., 17,00 €

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