Storia di un cane speciale

Ogni cane è speciale di per sé, unico; però il cane coprotagonista di questo romanzo intenso e dolce è speciale in maniera speciale. Tessa Dean è una bambina che vive in una baita tra le montagne del Colorado, in completa solitudine. Di rado scende in paese col padre a fare qualche provvista e, quando la neve lo permette, frequenta la scuola. Vive nella semplicità più assoluta in cui una barretta di cioccolato acquisisce facilmente lo status di “regalo importante e prezioso”, in cui la legna da ardere va centellinata e usata con parsimonia, in cui le parole e gli impegni hanno un proprio, sano e vero valore.

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Storia di un cane speciale, K. A. Nuzum, Linda Cavallini – Piemme

Tessa Dean ha assistito alla morte per assideramento della madre che la amava sopra ogni cosa essendone riamata con la stessa intensità. Da quel giorno la bambina non riesce a trovare la forza per fare un passo oltre il portico. Trascorre le giornate nella baita a fare i compiti di matematica o di sillabazione che le prepara il padre mentre quest’ultimo esce per cacciare o pescare. Trascorre le giornate da sola a combattere contro il dolore e la paura di impazzire in preda agli “incubi di giorno” che ostinatamente la raggiungono tra le pareti che la proteggono.

Fino a quando sul portico non arriva un ospite inatteso, un cane color cannella che giorno dopo giorno tra dimostrazioni d’affetto estremo, e reciproco, riuscirà a farle compiere dei passi verso la guarigione, dei passi verso l’esterno, la vita.

Poetica la protagonista, poetico il cane (di cui non vi svelerò il nome perché anche la ricerca del nome giusto per lui fa parte integrante del romanzo), poetica la figura paterna che abbraccia la figlia con una rude tenerezza in passi di una intensità capace di commuovere.

Mancano pochi giorni a Natale quando il cane si spinge per la prima volta sotto il portico di Tessa Dean; fino al 25 dicembre vivranno una grande avventura in cui il lettore sarà coinvolto con una semplicità disarmante. Tutto sommato “semplicità” è la parola di questo romanzo, e la si può associare anche al lessico e alla prosa che non cade mai nella retorica per rendere circostanze difficili ed empatiche.

Che cosa mi è piaciuto: il lessico curato e semplice al contempo, sempre attento a non scivolare nella trappola della banalità.

Che cosa non mi è piaciuto: nulla. Di questo romanzo mi è piaciuto assolutamente tutto (anche le illustrazioni di Linda Cavallini in bianco e nero poste all’inizio di ogni capitolo)

raccomandato: a ragazzi dai 10 anni in su che amino i cani, a quelli che sanno quanto un cane può essere speciale e a coloro che ancora non lo sanno; ai lettori che sanno trattare con pazienza i protagonisti delle avventure che leggono e si gratificano dei loro successi.
prezzo: adeguato alla qualità del prodotto.

51QErf4MkJL._SL500_AA300_Titolo: Storia di un cane speciale
Autore: K. A. Nuzum
Editore: Il battello a vapore, Piemme
Dati: 2012, 253 pp., 16,00 €

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