Geronimo!

geronimo-stiltonCi sono delle reazioni ambivalenti (sempre) quando si tratta di Geronimo Stilton: i bambini ne sono entusiasti, i genitori storcono il naso. Perché? Cos’è che da un lato incolla i piccoli lettori alle pagine delle avventure del topo nostrano, dall’altro rende i papà e le mamme tanto scostanti? Ho deciso di leggere per voi una delle ultime avventure del topo in questione, l’ottava per la precisione, e inoltre ho pensato di passare la palla dell’opinione anche a una mamma che, vista la passione del suo bambino di sette anni per le avventure di Geronimo, i vari tomi della serie li ha letti tutti. Dalla mia lettura è emersa più che altro una considerazione: il volume è ben fatto, ben scritto, ben illustrato; le avventure simpatiche e coinvolgenti, i personaggi ben caratterizzati. Il parallelo più diretto è con Topolino e non a caso anche la mamma lettrice parte proprio da qui. Con il fumetto disneyano Geronimo condivide molto, anche la periodicità, sebbene Topolino sia un settimanale, la struttura e l’impostazione. Geronimo ha anche il tocco dei manuali delle Giovani marmotte, con informazioni, consigli, scienza… ma nessun genitore storce il naso se il proprio figlio chiede l’abbonamento al celebre fumetto. La domanda iniziale, rimane quindi ancora aperta: perché? La risposta che posso dare è naturalmente un parere molto personale: ritengo che Geronimo risenta di quello snobismo esacerbato che diviene assoluta consuetudine, non piace a molti perché piace a molti. Lo si esclude a priori, compiendo uno sforzo che è anche una rinuncia, perché i bimbi desiderano leggerlo, per partito preso. Ritengo invece che sia una lettura complementare valida per i bimbi capaci di lettura autonoma, alla quale certamente alternare i classici, nelle loro versioni originali, i brillanti albi illustrati di cui le piccole case editrici indipendenti sono generose nutrici, i fumetti di qualità.Geronimo-Stilton-geronimo-stilton-30703347-800-600

“Viaggio nel regno della fantasia”
Geronimo Stilton

Un altro topo, questa volta italiano, occupa parte dell’immaginario dei bambini di mezzo mondo: Geronimo Stilton.
Stilton è un timido, un anti-eroe, sedentario e amante della routine, poco propenso all’avventura, a differenza del collega d’oltreoceano.
I libri di Geronimo, di cui è autore nonché protagonista principale, sono editi dal 2000 in 150 paesi diversi, tradotti trentacinque lingue; Geronimo è un autore estremamente prolifico, se pensiamo che ha scritto una media di quindici titoli per ogni ciclo di avventure. Naturalmente Geronimo si avvale del prezioso aiuto di una “ghost writer” (ha un lavoro a tempo pieno, una famiglia impegnativa e un hobby, quello di vivere avventure, che lo porta spesso fuori casa!) Elisabetta Dami.
Ambientati a Topazia, capitale dell’ Isola dei Topi, le storie prendono spesso avvio dalla redazione de “L’eco del roditore”, giornale di cui Geronimo è direttore e lo vedono protagonista di avventure che lo portano a viaggiare in tutto il mondo e nel tempo.
Con lui viaggiano altri personaggi principali: Tea Stilton, sorella e inviata speciale de “L’eco del roditore”, una tipa senza mezze misure, spericolata e appassionata di moto; Trappola Stilton, cugino di Geronimo e Tea, un pingue chef dalla personalità poliedrica; il piccolo Benjamin Stilton, nipote prediletto di Geronimo e la bella Patty Spring, di cui il nostro eroe è segretamente innamorato e segretamente ricambiato.
Il ciclo “Viaggio nel regno della fantasia” si compone di otto volumi cartonati, l’ultimo uscito il quattro settembre 2012. Si tratta di veri e propri oggetti di culto in quanto i piccoli lettori hanno la straordinaria occasione di annusare le porte di ingresso dei i diversi regni visitati dal loro eroe: infatti sfregando leggermente una porzione di pagina vengono rilasciati profumi o disgustosi olezzi!Geronimo-Stilton 2

Ogni libro si può personalizzare incollando in un apposito spazio la foto del suo proprietario. I lettori sono chiamati inoltre a decifrare alcuni alfabeti segreti e viene loro fornito, alla fine del libro, un “Dizionario della fantasia” in cui vengono descritte le figure mitologiche incontrate e il cui scopo manifesto è quello di stimolarli a creare nuove storie.
Talmente ricco di illustrazioni da necessitare di un gruppo nutrito di illutratori con ruoli ben precisi: illustratori d’interno (vale la pena di ricordare Topica Topraska, Topilia Aristoratti e Mary Fontina), di copertina, di mappe, paesaggi e porte; dettagliatissime le illustrazioni delle nefandezze dei Troll e del loro scarso rapporto con l’acqua e il sapone.
Innumerevoli e attinenti al contenuto i caratteri grafici usati per tenere sempre desta l’attenzione dei lettori, i testi si colorano, si ingigantiscono o rimpiccioliscono; si trasformano nell’oggetto che descrivono facendosi significante e significato.
Pur essendo un’opera di fantasia per definizione, riferimenti e citazioni sono innumerevoli ed eterogenei: da Harry Potter alle creature della mitologia russa, tedesca e germanica, da Shakespeare alle “Mille e una notte” passando inevitabilmente per J.R.R. Tolkien. Un compendio di rivisitazioni di grandi miti e leggende per bambini; proprio in questo, a parer mio, risiede il limite di un prodotto accattivante, seriale e inzeppato di citazioni. Un passe-partout letterario, estremamente divertente, ma abbagliante e caotico come un luna park. [Claudia Anzaldi]

copertina geronimoTitolo: Ottavo viaggio nel regno della fantasia
Autore: Geronimo Stilton
Editore: Piemme
Dati: 2012, 386 pp., 23,50 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Una risposta a “Geronimo!

  1. Il tuo post mi è molto, molto piaciuto. E condivido la tua teoria dello snobismo.
    Ovvio che il bambino NON deve rimanere incollato alle sole pubblicazioni del topo, ma se Geronima diventa un bel modo per entrare nel mondo dei libri e raggiungere anche altri testi, allora ben venga! Anche eprché ci sono Geronimo e Geronimo e volendo si trova davvero di tutto, dal libro brevissimo e di puro divertimento, alla saga fantasy che potrebbe benissimo essere pubblicata senza il nome del topo, visto che di topi non si parla, a riletture di classici.
    Sì, mi sa che siamo proprio snob!

    Un coccosaluto!

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