Il bestiario immaginario di Roger McGough

Per quanto appaia (e sia) semplice da leggere e guardare, è altrettanto complesso da recensire questo libricino di versi, questo Bestiario immaginario di Roger McGough. Del resto i risultati semplici, molto spesso, sono il frutto di un lavoro e una composizione complessi. Ed è proprio questa complessità a mettere in gioco chi scrive, ma, molto in precedenza, ad aver messo in gioco chi ha tradotto, Franco Nasi in questo specifico caso, che mi sento di definire, per l’eccellente lavoro autoriale, co-autore, appunto.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013

Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

È necessario, quindi, procedere con ordine. Roger McGough, per cominciare, è uno dei più celebri poeti britannici, una personalità dalla produzione vivace, entusiasta e prolifica che ha sempre saputo accostarsi alla letteratura per l’infanzia con il rispetto e la premura che questo severo e delicato pubblico esige. Il Bestiario immaginario è il suo ultimo frutto destinato al consumo partecipato dei bambini; sono sue anche le illustrazioni (in bianco e nero, lineari e trasparenti).

Della tradizione dei bestiari immaginari, McGough conserva e applica la “mescolanza”, l’ibridazione, sfruttando con arguzia i nomi composti in quel processo creativo cui accennavo per cui un elemento complesso, composito appunto, diviene semplice e autonomo, assumendo un significato nuovo e bislacco, stravagante e surreale. Il primo animale immaginario è l’allivator (nato dal gioco che fonde un alligator/alligatore con un escalator/scala mobile) che, per mezzo di una poesia “concreta”, un calligramma, in cui le parole sono disposte sulla pagina a formare un disegno rappresentativo di ciò di cui si parla (di carrolliana memoria, penso a The Mouse’s Tale…), in italiano si trasforma e traduce in una divertente Squala Mobile, la cui illustrazione è stata creata su misura proprio da McGough che ha realizzato tutte le illustrazioni necessarie a completare il lavoro di traduzione quando essa non coincideva con l’originale.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013

Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

Con tecniche di composizione diverse, tutte le poesie sono in rima. A parte i calligrammi ci sono le bestie immaginarie nate da parole matrioska, parole quindi che hanno in sé altre parole, come nel caso del tasso (badger) che contiene la parola bad  e quindi per gioco diventa il tasso cattivo, che in rima si contrappone al goodger, il tasso buono. Insomma, se la lingua madre di McGough fosse l’italiano il biancospino potrebbe diventare un istrice albino; il calcestruzzo uno struzzo di calce (idea del traduttore), una bella statua animale.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013

Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

Il testo in inglese è a fronte e la sequenza è quella originale, in ordine alfabetico, scelta dall’autore.

Parole libere di zampettare e svolazzare in qualsiasi direzione le porti la fantasia (sottobraccio alla scienza compositiva) che indurranno certamente i vostri bambini a mettersi alla prova, a giocare sia con la penna che con la matita.

img1405-gTitolo: Bestiario Immaginario
Autore: Roger McGough
Traduttore: Franco Nasi
Editore: Gallucci
Dati: 2013, 160 pp., 15,00 €

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