I racconti delle fate – Collodi

Cenerentola. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

Cenerentola. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

La negazione del lieto fine è l’atto più coraggioso, spietato e affascinante assieme, che Perrault operò nel redigere i suoi Contes de ma mère l’Oye. All’epoca, si era alla fine XVII secolo, i contes erano destinati a un pubblico perlopiù adulto, conditi da spunti violenti e conturbanti, allusioni alla sfera sessuale, portatori di temi molto forti (eclatante il padre incestuoso di Pelle d’asino) che non trovano soluzione o scampo. Dal mondo dell’infanzia prendevano a piene mani la sospensione dell’incredulità, l’attenzione ai movimenti di scena e la tensione associata all’ascolto di avventure pericolose e avvincenti.

(Carlo Collodi, I racconti delle fate, Adelphi con prefazione di Giuseppe Pontiggia)

Cappuccetto Rosso. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

Cappuccetto Rosso. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

Quando arrivarono in francese tra le mani di Collodi, che ancora non aveva idea di quanto avrebbe dovuto ai racconti per bambini non avendo ancora creato il celebre burattino di legno, suscitarono in lui immediatamente un coinvolgimento passionale proprio per la loro complessità. Collodi si impegnò nella sua opera di traduzione portando da una riva all’altra (dalla corte del Re Sole alla Toscana del Granduca popolare e ricca al contempo) vicende e personaggi complessi e sfaccettati, mai completamente innocenti, mai del tutto colpevoli, nemmeno quando passano a filo sette bambine e poi tornano dormire tranquillamente di fianco alla propria moglie (in fin dei conti che si trattasse di un orco è ben esplicitato!).

E nel dir così, senza esitare, tagliò la gola alle sue sette figliuole. Gustave Dorè, Pollicino. Carlo Collodi, I racconti delle fate - Adelphi, 2002

E nel dir così, senza esitare, tagliò la gola alle sue sette figliuole. Gustave Dorè, Pollicino. Carlo Collodi, I racconti delle fate – Adelphi, 2002

Collodi tutto questo lo fa dando luogo a racconti delle fate coloriti e ricchi da leggere con molta attenzione, cautela direi a tratti (ma qui il discorso entrerebbe facilmente nel campo della ricezione da parte dei piccoli lettori/ascoltatori e sarebbe troppo lungo affrontarlo), operando con la consapevolezza che nel “voltare” in italiano I racconti delle fate il presupposto fosse quello di rimanere fedele al testo originale in francese “ad ogni modo, qua e là” – dichiara – “mi feci lecite alcune leggerissime varianti, sia di vocabolo, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire: e questo ho voluto notare qui in principio, a scanso di commenti, di atti subitanei di stupefazioni e di scrupoli grammaticali o di vocabolario. Peccato confessato, mezzo perdonato: e così sia”.

Barbablù. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

Barbablù. I racconti delle fate, Carlo Collodi, illustrazioni di Giuliano Ferri- Gallucci 2013

La versione che consiglio oggi, edita da Gallucci, ripropone I racconti delle fate di Collodi (il quale aggiunse al corpus perraultiano anche quattro storie di Madame d’Alulnoy e due di Madame Leprince de Beaumont*) illustrate da Giuliano Ferri. L’edizione, altrettanto fedele all’originale, si distingue subito come destinata a piccoli lettori rispetto a quella ” target=”_blank”>Adelphi, elegante e bellissima con le tavole di Dorè, che è lettura destinata ad adulti pur riportando le medesime storie (!). Le illustrazioni, dai colori brillanti e allegri, sono molto delicate;  sognanti alleggeriscono il testo della inesorabile compostezza (e negazione del lieto fine cui accennavo all’inizio) che lo contraddistingue. Curioso il processo di antropomorfismo degli animali che in questo caso si spinge oltre raggiungendo e contaminando il mondo delle fate, non antropomorfe ma dalle sembianze animali. Il linguaggio è complesso, alcune divagazioni assolutamente d’epoca potrebbero distrarre il piccolo ascoltatore (che dovrà avere perlomeno sette anni) ma gli sguardi rapiti e la lettura incantata sono garantiti; peraltro è curioso ravvisare in diversi passaggi tracce di quel che sarà Pinocchio, con sberleffi e sarcasmo, con quelle port-icine, quelle carrozz-ine e stanz-ine e tutte quelle cose piccine che tanto familiari sono alle nostre orecchie bambine.

* Di Madame d’Aulnoy sono La bella dai capelli d’oro, L’uccello turchino, La gatta bianca, La cervia del bosco e di Madame Le Prince de Beaumont Il principe Amato e  La Bella e la bestia)

copertinaTitolo: I racconti delle fate
Autore: Carlo Collodi, Giuliano Ferri
Editore: Gallucci
Dati: 2013, 375 pp., 18,00 €

I due libri considerati li trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it: i racconti delle fate Gallucci e quelli Adelphi

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