Nel bosco dei classici della letteratura per l’infanzia

Nel Bosco, ancora una volta mano nella mano con Anthony Browne. E stavolta questa è l’eccezione che conferma la mia personale regola: non c’è nulla, ma proprio nulla, che in questo albo non mi sia piaciuto. Anzi, senza timore di esagerare, mi sento di anticiparvi che questo è uno di quegli albi che non può assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini. E per svariate ragioni. La prima è certamente che è un prodotto autoriale, completo, sfaccettato, profondo come certi sottoboschi, e, come certi sottoboschi, profumato, fresco, ombreggiato e al contempo freddo, buio, umido. La sua completezza ristà proprio in questa duplice lettura che diviene duplice voce e duplice visione.

Nel bosco c’è un bambino che no, non si è perso, ma ha smarrito la propria serenità a causa del fatto che il suo papà non è più a casa. Una notte ha fatto un incubo, un incubo dal senso vago ma spaventoso, e l’indomani a colazione il papà non c’era e la mamma, triste, non era capace di spiegazioni. Il bimbo allora mette su carta la propria ansia: “papà, torna a casa”, scrive su decine di bigliettini che appende un po’ ovunque in casa, manifestando la propria apprensione. Fino a quando la mamma non gli chiede di portare una torta alla nonna malata; “Non andare nel bosco”, si raccomanda la mamma, invitandolo piuttosto a prendere la strada lunga. Ma per una volta il bambino disobbedisce, e nel bosco si infila e anche di fretta, deve far presto a tornare a casa, non si sa mai, il papà potrebbe tornare.

E mentre attraversa il bosco, il bambino immagina e dà un luogo concreto alla propria immaginazione, trasponendo sul sentiero che sta percorrendo fiabe e personaggi fantastici, con i quali dialoga, di fretta; ai quali sfugge; con i quali non si intrattiene a lungo, preda com’è della propria paura: il papà potrebbe tornare e non lo troverebbe a casa. Si tratta di Jack, e tra i tronchi degli alberi come armati di spine intravediamo una pianta di fagiolo, una mazza chiodata da gigante; si tratta di Riccioli d’oro, bambina egoista e affamata, e tra gli alberi del bosco passano una dietro l’altra le ombre dei tre orsi che lasciano incustodita la loro casetta; si tratta di Hansel e Gretel, con un’ascia da boscaiolo ancora piantata in un tronco e in lontananza, tra il fitto dei rami, una casetta di pan di zucchero e una gabbia. Ma il momento più profondo, quello in cui il bimbo deve fare i conti con se stesso e le proprie preoccupazioni e decidere se restare in questo mondo fiabesco e metaforico o affrontare la realtà (un po’ come avviene per Max Nel Paese dei mostri selvaggi di Sendak, del quale peraltro tracce e ispirazioni questo albo è disseminato come ghiande nel bosco): appeso a un albero trova un cappottino rosso che spicca nel grigio spettrale del bosco; alla sua vista il bimbo ha come un’illuminazione: comincia a passare al setaccio tutti i ricordi, tutte le tracce lasciate dalle fiabe nella propria memoria, alla ricerca di quella giusta che potrebbe salvarlo dalla presenza angosciante che sente alle sue calcagna. Si tratta del lupo di Cappuccetto Rosso, e per noi che leggiamo è evidente. Ma il terrore e l’ansia, la premura, appannano la mente del bambino e la affollano di altri elementi che complicano i passi: scarpette perdute e abbandonate, fusi, torri altissime, gatti con gli stivali e, in lontananza, un principe a cavallo. Si tratterà del principe azzurro destinato a svegliare col suo bacio qualche principessa o piuttosto è il suo papà che torna (torna dalla guerra? La tavola iniziale con il soldatino di piombo è un indizio di questa mia supposizione o introduce l’elemento fiabesco che permea la storia?) ad abbracciare lui, ad abbracciare la mamma?

Il bimbo si scuote e fugge, tremante arriva a casa della nonna e, in un’atmosfera surreale e carica di tensione, bussa. Dall’altra parte della porta potrebbe esserci la nonna, o il lupo, oppure un lieto fine che non si spiega, non avrebbe ragione di esserci e invece c’è; sta lì, tra le ultime pagine, è fatto dei colori pieni e brillanti cui Anthony Browne ci ha abituati, di quelle poltrone rivestite di stoffa fiorita, di sorrisi larghi e braccia tese; sta lì a dissetare l’animo bambino, e il cuore del protagonista e di chi legge.

nel-bosco-It_01Titolo: Nel bosco
Autore: Anthony Browne
Editore: Kalandraka
Dati: 2014, 26 pp., 16,00 €

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3 risposte a “Nel bosco dei classici della letteratura per l’infanzia

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