Alla ricerca dell’identità mai avuta

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Forse Bruno, la scimmia, non sarebbe stato così ansioso di diventare una persona, di essere uguale a una persona, se avesse vissuto nella foresta piuttosto che nella gabbia di uno zoo. Probabilmente è questo punto di partenza, questa vista da dietro a un confine ben limitato e invalicabile, che ha tinto ai suoi occhi animali di colori tenui e affascinanti un mondo fatto di persone che di persone vere ne conosce ben poche.

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Bruno è una scimmia dunque e vive con la sua famiglia allo zoo. Di giorno in giorno si infatua degli esseri umani e anela a diventare come loro. Impara a suonare con una foglia e, grazie a questa sua peculiare capacità, riesce a farsi notare e a lasciare lo zoo per essere introdotto (non si sa come, non si sa se autonomamente) nel mondo delle persone. Impara a suonare il sassofono e per qualche fuggevole istante si sente realmente cambiato; gli pare di aver raggiunto il proprio obiettivo. Però conserva un vago sentore di scimmia e questo lo allontana dalle altre persone che riconosco in lui qualcosa di estraneo, diverso.

Crudele il mondo delle persone. Ma crudele anche Bruno che schifato, di ritorno allo zoo, si tappa il naso all’odore di scimmia che aleggia tra i suoi simili, tra i suoi familiari. Sceglie quindi di ritornare tra gli uomini, alla ricerca di un sé che non esiste, la cui ricerca però potrebbe infine risolversi in una coscienza del proprio essere unico in quanto Bruno.

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Ho letto con interesse questo albo dal formato importante, dall’edizione curata e impeccabile, ma non l’ho amato. O meglio, non ho amato ciò che l’albo racconta e come lo racconta; quello che giunge agli occhi del lettore maturo (perché, ahimè, non ho ancora avuto modo di proporlo a un congruo numero di bambini per giocare su altri piani di giudizio e confrontarmi con altri punti di vista) è una sorta di incertezza di sé che si infonde e confonde nel cercare imperfezioni e perfezioni nell’altro, sia esso scimmia, sia esso uomo. Un’incertezza che diventa arroganza nel gesto di tapparsi il naso che rende torbido un guazzabuglio di sentimenti fino a quel momento incerti ma limpidi.

Per quanto riguarda le tavole illustrate vorrei partire proprio da lì, da quel naso tappato, relegato in un angolo in basso di una doppia pagina in cui aleggiano afrori che divengono mani che si tendono, che attraggono, che svaniscono, ricordi che sfumano; ambizioni che si concretizzano in altre due mani che si incrociano sul muso a mettere un ostacolo a costruire dita su dita, tra loro serrate, distanza. Una doppia pagina geniale. Intensa, raffinata, la narrazione per immagini che si muovono su piani di resa differenti con agilità di scimmia, libera, tra i rami della foresta.

copertinaTitolo: La scimmia
Autore: Davide Calì (testo), Gianluca Folì (illustrazioni)
Editore: Zoolibri
Dati: 2014, 20,00 €

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