Il picnic acquatico dell’orso

Il picnic acquatico dell’orso è un albo delizioso e questo è il momento dell’anno ideale per leggerlo, nonostante parli la lingua della primavera.

Un maiale, una gallina, uno scoiattolo e un riccio trotterellano in fila indiana con dei bei sorrisi dipinti sui musi. La vegetazione intorno è rigogliosa, la luce dorata e leggera. Sulla riva di un laghetto ad attenderli c’è un amico, un orso. Si intende un orso di quelli compiti e previdenti, con una buona coscienza in fatto di cautele e colpi di sole. Ha portato due cappelli di paglia, uno lo presta generosamente al maiale, e un bel cestino da picnic. I cinque amici animali si salutano e orso, che guida la storia, mostra loro la sorpresa che ha costruito con le sue zampe: una robusta zattera per fare un picnic in mezzo al lago.

Il Picnic acquatico dell'orso, John Yeoman -Quentin Blake - 2013 CameloZampa

Il Picnic acquatico dell’orso, John Yeoman -Quentin Blake – 2013 CameloZampa

Raggiunto un punto tranquillo L’orso, che sa anche ricamare i tovaglioli, allestisce il pranzo: per ciascuno una delizia, compresi dei succulenti (o croccanti) scarafaggi morti per il riccio.  Sul più bello però, quando l’acqua sembrava più azzurra e le ninfee più verdi, ecco intervenire un gracidante accidente a rovinare tutto. Rumorosi, i craaa craaa delle rane in quel placido laghetto sono proprio fuori luogo (o perfettamente di casa) e lasciano i cinque molto infastiditi.

Il Picnic acquatico dell'orso, John Yeoman -Quentin Blake - 2013 CameloZampa

Il Picnic acquatico dell’orso, John Yeoman -Quentin Blake – 2013 CameloZampa

Era il 1969 quando John Yeoman e Quentin Blake, con penna lieve e tratti che diverrano celebri, crearono questo albo e La casa invernale di Orso. Assieme alle più famose illustrazioni per i libri di Dahl, è una delle poche occasioni che abbiamo, qui in Italia, per condividere coi nostri bambini (ritengo sia un albo adatto alla lettura condivisa, appunto, ma anche autonoma, per primi lettori amanti della gentilezza) delle tavole così semplici eppure così intense, delle tavole di Blake, per intenderci.

Il picnic si interrompe, il gracidare delle rane è davvero insopportabile. Ma la disavventura vera deve ancora arrivare: la zattera si incaglia e, a furia di far scarica barile, i cinque amici rischiano di restare a lungo bloccati in mezzo al lago. Non fosse che esistono, e fanno un gran baccano, anche degli esseri capaci di far del bene per gli altri senza aspettarsi nulla in cambio, far del bene insomma, come dovrebbe essere: usare una propria abilità perché gli altri ne traggano beneficio e salvezza, anche se questi ultimi non sono esattamente mostri d’operosità e coraggio.

Se dovessi associare a queste pagine una parola, Sceglierei “gentilezza”. È gentile e lieve, e gentilmente è, come dicevo, l’albo ideale per salutare l’estate, il cui congedarsi ho ritrovato nell’ultima tavola: il tramonto, la zampa di orso che mollemente saluta, il riverbero dorato del sole sul pelo dell’acqua, il tornare nella vegetazione fitta, stavolta coi toni prevalenti dell’azzurro. “Tornate presto per un altro picnic sull’acqua, craa, craa, craaa” esclamarono le rane. E tutti assicurarono che l’avrebbero fatto. Speriamo.

0096_Il_picnic_acquatico_dell'orsoTitolo: Il Picnic acquatico dell’orso
Autore: John Yeoman -Quentin Blake
Traduttore: Sara Saorin
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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