Klaus e i ragazzacci

In questa storia ad alta leggibilità di David Almond si parla spesso di due muri: quello che separava Berlino Est da Berlino Ovest e quello tirato su da un gruppo di ragazzini, capeggiati da Joe Gillespie, pià grandicello ma soprattutto più prepotente, tra le proprie, differenti, personalità e gli altri: gli adulti, gli altri ragazzini.

Cosa spinge un ragazzino a diventare un ragazzaccio? Qual è il momento in cui ci si convince che si possa ottenere un riconoscimento a livello sociale solo se si combina qualche pasticcio (specie se il pasticcio è a spese di qualcun altro)?

I ragazzacci fanno squadra sul campo di calcio che, negli anni in cui è ambientata questa storia (fine degli anni Sessanta) era sport molto diverso da come si intende ora, e per strada, a scuola. I ragazzacci prendono di mira chi sembra loro più debole e se ne prendono gioco. O meglio, i ragazzacci ubbidiscono ciecamente al proprio capo Joe senza colpo ferire, senza farsi domande, senza opporre resistenza. E chi, timidamente, prova a farlo, corre il rischio di essere allontanato, di passare dall’altra parte del muro, di diventare bersaglio piuttosto che cacciatore.

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Klaus e i ragazzacci, di David Almond M. Coppo – 2015, Sinnos

Come nelle ricorrenze cicliche che diventano abitudini, basta poco a spezzare il cerchio e interrompere il flusso di prepotenze e pregiudizi: da Berlino Est arriva a Londra un ragazzino, Klaus Vogel, che a guardarlo giocare sembra Pelè, anzi, sembra Gerd Müller, che è capace di usare i “no” quando è il momento giusto e ama la musica classica. Senza timore, conscio delle conseguenze. E quando c’è qualcuno che il buon esempio lo da generosamente, allora ci sarà sempre qualcun altro che sarà capace di esprimersi liberamente, assecondando la propria indole piuttosto che lusingare quella di qualcun altro. E la musica che ne consegue pare Mozart.

Sebbene nello spazio di poche pagine, Almond riesce a caratterizzare i personaggi come di consueto. Klaus Vogel è ritratto nei minimi dettagli sebbene sembri che siano poche e cose dette su di lui. Persino il protagonista, voce narrante di questo racconto, di cui si fa fatica a scoprire il nome, si rivela in tutte le sue insicurezze, nelle sue abitudini, nel tono che usa nel raccontare, nel raccontarci di come fose un ragazzaccio e abbia smesso di esserlo.

Lettura consigliata per la quarta elementare

klaus-e-i-ragazzacci_web-199x300Titolo: Klaus e i ragazzacci
Autore: David Almond
Traduttore: L. Russo
Editore: Sinnos
Dati: 2015, 61 pp., 9,00 €

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