L’estate che conobbi il Che

Per cercare di metter su un mondo che sia più giusto per tutti ci vuole amore ed eroismo. Entrambi, amore ed eroismo, devono essere rivelarsi, testardi, come solo certi bambini, certi vecchi o certi uomini rivoluzionari sanno essere.

Cesare porta il nome di un imperatore, vive in una villa, ha un padre amministratore delegato di un’azienda florida e una madre chirurga di fama. Non conosce molte ribellioni, ottiene tutto piuttosto facilmente, però se non ha l’impeto della rivalsa conosce certamente l’amore, quello profondo e bello che è “la più spietata delle rivoluzioni”. Ha, infatti, anche un nonno, che ama teneramente, falegname eccellente e abilissimo narratore.

Costretto in ospedale a causa di un infarto, il nonno racconta a Cesare la storia di un rivoluzionario che il ragazzino non aveva mai sentito nominare ma che, nello spazio di poco tempo, conquista il suo cuore e i suoi sogni. Quando aveva intravisto quella faccia rivoluzionaria tatuata sulla spalla del nonno l’aveva attribuita a Gesù, ma no. Non si trattava di Gesù, il volto tatuato era quello di Che Guevara. Cesare, che non aveva mai sentito parlarne, scopre la storia di un uomo, ma anche di un intero mondo a lui completamente ignoto, avvincente, intensa, appassionante. La storia di un rivoluzionario e di una rivoluzione che si innesta in un momento della sua vita di ragazzo adolescente alle prese coi cambiamenti personali e del quotidiano sociale che incidono sulla sua comunità: posti di lavoro da eliminare, padri e madri di famiglia da licenziare, case in vendita… cambiamenti che impattano sul “mondo” di Cesare modificandolo e modificando la sua percezione della realtà. E il primo amore, quello per Blanca.

Di pari passo alla storia del Che matura in Cesare la propria, con un ritmo che sembra palpabile alla lettura, grazie a uno stile molto vivace e ritmico, cui Luigi Garlando già ci aveva abiuati con “Per questo mi chiamo Giovanni”.

Si può essere duri senza perdere la tenerezza. Non vergognartene mai, Cesare. Non c’è contraddizione. Si può essere innamorati e rivoluzionari. Anzi, da innamorati si fa ancora meglio la rivoluzione, perché l’amore è la più spietata delle rivoluzioni.

Titolo: L’estate che conobbi il Che
Autore: Luigi Garlando
Editore: Rizzoli
Dati: 2015, 179 pp., 15,00 €
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