Ultimo venne il verme. Favole

Quando spariva anche l’ultimo spicchio di sole, lui si chinava a sollevare un sasso, e sotto quel sasso c’era sempre una favola.

<em>Ultimo venne il verme</em>, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio - 2016, Bompiani

Ultimo venne il verme, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio – 2016, Bompiani

E oltre a una favola, con molta probabilità, chinandosi a sollevare un sasso, sotto ci sarebbe un verme. Che per un ineluttabile destino, in tutta umiltà, arriva sempre per ultimo.  Sulla copertina una immagine molto elegante di impermanenza, che inquieta per poi sciogliere l’inquietudine grazie al verme, che, come sdraiato comodamente tra le orbite, placido sorride come a rimarcare l’oggettiva necessità della sua presenza.

Promette bene.

<em>Ultimo venne il verme</em>, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio - 2016, Bompiani

Ultimo venne il verme, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio – 2016, Bompiani

Ultimo venne il verme è una raccolta di favole i cui protagonisti animali talvolta cedono il posto agli uomini. Sono favole pungenti, divertenti. La cui morale finale classica si trasforma in una conclusione bislacca e ferma, sulla quale si indugia non per porsi problemi di ordine morale, appunto, ma per sorridere sulle implicazioni paradossali della realtà, che resta frutto incontrovertibile di azioni, scelte o tempo.

Aurelio abbracciava la luna, non è da tutti. Aurelio compie un’azione straordinaria che molto ha a che vedere con la poesia, e poi, col tempo, Aurelio, come tutti, muore, sebbene anche n questa circostanza riesca a farlo da poeta.

C’è anche un bambino diverso dagli altri. Stessi occhi, stessi capelli ma diverso. Perché diversi ha i pensieri. La favola di questo bambino è precipitosa: i pensieri divergenti infastidiscono i bulli che lo puniscono, dimentichi del fatto che il loro pensiero omologato nulla ha a che vedere con quello libero del bambino diverso dagli altri. E il finale della favola indugia su quel sorridere del lettore di cui prima accennavo. Che torna, e ritorna.

<em>Ultimo venne il verme</em>, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio - 2016, Bompiani

Ultimo venne il verme, di Nicola Cinquetti e Franco Matticchio – 2016, Bompiani

Le favole, alcuni hanno la fortuna di trovarle sotto i sassi. Oppure raccontate da Nicola Cinquetti e illustrate da Franco Matticchio senza ridondanze, senza alcun intento didascalico, piuttosto libere. Il tono delle illustrazioni è surreale, a volte sottolinea esasperando, andando a braccetto col tono asciutto e diretto della narrazione per parole. L’insieme è molto riuscito, sin dalla copertina, che è una danza armonica fatta di riferimenti colti, filosofici. Sulla quale ancora oggi, e da molte settimane, mi interrogo dando a me stessa risposte tra loro diverse che si traducono in un impeto irrefrenabile alla lettura (a caso, come nella migliore tradizione favolistica) o a uno sfogliare distratto ma non troppo, alla ricerca di qualcosa che mi parli, di qualcuno che in quel giorno, in quell’esatto momento, sia in sintonia con il mio giorno, il mio momento, prima che, ultimo, venga il verme.

Titolo: Ultimo venne il verme
Autore: Nicola Cinquetti, Franco Matticchio
Editore: Bompiani
Dati: 2016, 154 pp., 12,00 €

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