Maionese, Ketchup o latte di soia

“l’amore non è nel cuore, ma riconoscersi dall’odore…”, cantava così Eugenio Finardi e ai miei quattordici anni sembrava affermazione più che vera. Chissà se Gaia Guasti ha ascoltato anche lei Non è nel cuore, certo è che questo tascabile semplice da portare sempre con sé ne è pervaso, di odore che fa rima con amore.

Gli scienziati li chiamano feromoni.
Ci avviciniamo a qualcuno e, oplà, le nuvolette si incontrano.
Ci parliamo così, con il corpo, senza saperlo. Ci raccontiamo chi siamo. Andiamo subito d’accordo o proviamo subito antipatia.
Cosa mangia Éleanor?
Perché conosco il suo odore?
Che cosa mi racconta la sua nuvoletta quando le vado vicino?

Noah frequenta una scuola pubblica, la madre è un essere fragile, dolce, piuttosto fuori dalla realtà. Emana tristezza e Noah sente di doverla proteggere dalle delusioni. Éleanor ha cambiato quartiere, ha un padre guru di professione e si ritrova nella classe di Noah, magrissima, coi capelli lisci e neri a nasconderle il volto e un odore pungente e persistente. Gli odori delle persone sono anche nelle scale del palazzo di Noah, nei corridoi della scuola, alcuni sopportabili, altri meno. Ma perché quello di Éleanor è così forte? Da cosa dipende?

Noah sa che i profumi stucchevoli delle sue compagne di scuola lo disgustano perché troppo intensi, invadenti, sa che l’odore del signor Laudier è di sporcizia… quello della nuova arrivata non è chimico e non dipende dall’igiene. Da cosa allora? Noah incomincia una ricerca sugli odori e su cosa li causi e scopre che molto dipende da ciò che si mangia. Allora, cosa mangia Éleanor? Di certo non hamburger Ketchup e maionese. E tantomeno latte. Ma questo Noah non lo scopre documentandosi, piuttosto facendo amicizia con lei, superando l’ostacolo olfattivo.

Éleanor è una vegana convinta che ha fatto del veganesimo una scelta di vita non solo per la salute che, a sentir lei, ne consegue, ma anche per sentirsi più vicina alla madre che aveva lo stesso identico odore che l suo ricordo la lega e al quale non rinuncerebbe mai.

Districandosi tra stili di vita opposti, bulli, e incomprensioni, un’amicizia profonda e vera nasce tra i due ragazzi, nutrendosi di giorno in giorno di maionese, ketchup o latte di soia, raccontata con un lessico diretto e spontaneo, il cui merito va anche alla traduzione dal francese di Silvia Rogai, che non lava via l’odore schietto e talvolta crudele dei ragazzini e del loro registro linguistico.

Titolo: Maionese, ketchup o latte di soia
Autore: Gaia Guasti (trad. Silvia Rogai)
Editore: Camelozampa
Dati: 2016.112 pp., 10,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...