Voci nel parco

Picture books are being marginalised. I get the feeling children are being pushed away from picture books earlier and earlier and being told to look at proper books, which means books without pictures. [Anthony Brone]

Non era previsto che io riuscissi a partecipare alla presentazione di Voci nel parco  durante l’ultima Bologna Children’s Book Fair. Questioni di tempi strettissimi, che, invece e per fortuna, si sono dilatati; perché mi sono ritrovata in un contesto piacevolissimo e partecipato, molto spontaneo e ricco. E ho scoperto come sia stata lunga e difficile l’acquisizione dei diritti di questo albo da parte di Camelozampa, come sia stata ostinata e perseverante.

Scrivere di questo albo è necessario. Anzitutto per consigliarne l’acquisto, è sicuramente un libro che non può mancare nella vostra libreria, ma, con la stessa urgenza, per ragionare quanto più a lungo possibile su pagine belle, intense, ricche e profonde di ritmo, rimandi colti, ironia e umanità.

Voci nel parco, Anthony Browne - 2017, Camelozampa

Voci nel parco, Anthony Browne – 2017, Camelozampa

Nelle illustrazioni di Anthony Browne ci sono sempre piani di narrazione diversi, sovrapposti con la naturalezza di chi ha molto di interessante da raccontare, quindi senza ridondanza.

Le voci di questo parco sono quattro, così come quattro le font scelte per ciascuna di esse, quattro i toni, quattro le prospettive e quattro le visioni: una madre, un padre, una bambina, un bambino.

Io, come tutti, immagino, ho trovato la mia preferita, sia a livello empatico che a livello di narrazione: la seconda, quella del padre. Sotto forma di scimpanzé il padre di Smudge che non ha nome, però è un papà bello e fatto, ci si presenta seduto in una poltrona: occhi mesti, guancia appoggiata al gomito, labbra serrate in una posa di rassegnazione, abiti umili, da lavoro, scarponi pesanti. Alle sue spalle l’ombra, che segna e allarga i contorni e asseconda lo sguardo nell’indugiare sul muso di un cane che da dietro alla poltrona fa capolino. Il muso di quel cane, che si chiama Albert, sembra puntare altrove e si percepisce, pur non vedendola, la frenesia delle zampe, pronte al primo cenno, a scattare in piedi e andare. Andare al parco.

Il papà e Smudge, e Albert, vanno dunque al parco. Il papà testa china e gravata da quel che si intuisce siano pensieri grevi, Smudge sorridente, il cane allerta. Tutto attorno sembra continuare l’opera di esortazione incominciata dal cane: gli alberi spogli si chinano a destra a indicare la strada; così fa il lampione, così le decorazioni in marrone sul muro in mattonelle. I quadri in basso a sinistra, che il terzetto si lascia alle spalle, piangono lacrime dolorosissime, nelle quali si riflettono, accompagnando il nostro sguardo su una povertà fatta di topi e spazzatura. L’accattone incrocia lo sguardo del papà ma, nonostante sia ironico, e molto, non riesce a mutarne l’umore.

Voci nel parco, Anthony Browne - 2017, Camelozampa

Voci nel parco, Anthony Browne – 2017, Camelozampa

Giunti al parco l’entusiamo del cane è evidente, quasi palpabile nello scodinzolio gioioso, e, mentre alle spalle del papà chino fa capolino Mary Poppins, entrano timidamente nella scena i piedini di Smudge, mentre esuberante sulla destra esce il muso di Albert. Libero tra gli alberi di impronta magrittiana Albert corre, velocissimo, in compagnia, sfrecciando tra tronchi sospesi, lampioni fuori contesto, zampe e proboscidi di elefanti.

Ed ecco che entra nella storia la speranza, che è di casa tra le pagine di Browne, per quanto possa sembrare schiacciata dagli accidenti della vita. Il papà legge il giornale in cerca di annunci di lavoro e mentre l’urlo di Munch ha fatto sua la prima pagina del quotidiano, dalla testa messa in moto dalle idee del papà si allungano degli alberi, dei rami, che tendono talmente in alto da non rientrare nella cornice. Quando arriva il momento di andare a casa tutto si scioglie, come un cane felice senza guinzaglio, in una danza colorata e pulita. Un limpido trionfo di cuori e luci in cui ogni cosa piroetta. E mentre Albert si chiede chi abbia sdradicato il lampione per sostituirlo con una campanula luminosa, noi seguiamo la stella sulla felpa di Smudge in una linea obliqua, ritrovandola sulla schiena del palazzo e poi alle spalle di King Kong (ecco chi ha divelto il lampione!) cadente, pronta a raccogliere un desiderio.

Voci nel parco, Anthony Browne - 2017, Camelozampa

Voci nel parco, Anthony Browne – 2017, Camelozampa

Tra tutte le voci, quella che ho scelto di raccontare è forse la più mesta ma è anche quella che più di tutte si nutre di speranza, che è ciò che cerco in un albo per bambini assieme alla verità. E qui le ho trovate entrambe.

Le altre voci sono di una madre ingerente, di una bambina dall’allegria contagiosa e di un bambino frenato nella sua fanciullezza ma ancora libero, capace di voltarsi indietro e porsi domande.

Non c’è mai un momento per smettere di leggere gli albi illustrati. Io da questo non credo potrei allontanarmi mai e così i bambini, che della surrealtà fanno lingua universale.

0159_VOCI_NEL_PARCO_COVERTitolo: Voci nel parco
Autore: Anthony Browne
Editore: Camelozampa
Dati: 2017, 36 pp., 16,00 €

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