L’orso e il piano (e un po’ di me)

Nel 2010 aprivo il mio blog, questo blog, per caso, per il desiderio di raccontare libri di qualità. Non ricordo un momento della mia vita in cui io non abbia letto. Incrociavo i libri, in casa ce ne sono sempre stati molti, e leggevo, di tutto. Dalle poesie di Prévert, alle novelle di Verga. Da Radici a Rodari. Da Boccaccio a Calvino. Capitava che io passeggiassi in un bosco, che era la mia casa, e mi imbattevo in questi oggetti che ho imparato a leggere per curiosità. Pura curiosità.

Dalla curiosità ho sviluppato una vera e propria tecnica, poi perfezionata con l’esercizio inconsapevole, e un mestiere, quello di scrivere, che senza quello di leggere non avrebbe mai avuto occasioni. In buona sostanza, se mia madre e mio padre non fossero stati disordinati e avessero riposto a scaffale i loro libri io non sarei qui a scrivere.

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L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Perché vi parlo della mia crescita coi libri? Perché è esattamente ai libri che vorrei tornare. E perché a riflettere attorno a questo ‘ritorno’, scevro dalle luci stancanti del parlottio da rete, mi ha condotta per mano un libro: L’Orso e il piano.

Un giorno, un piccolo orso trova qualcosa di molto strano nella foresta. Un oggetto misterioso che a toccarlo emette un suono terribile. Scoraggiato da quel ‘plonk’ il piccolo orso si allontana, per poi tornare il giorno dopo e poi l’altro ancora e l’altro a seguire, per mesi e anni. Finché quello strano oggetto non emise più terribili ‘plonk’ ma suoni bellissimi. E l’orso fu felice. Felicissimo.

L'Orso e il piano, David Litchfield - 2017 Zoolibri

L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Fino a quando un papà e una bambina a spasso per il bosco ascoltano l’orso suonare e lo convincono a trasferirsi in città. E in città l’orso diventa celebre, famoso, ma sente la mancanza degli amici e del bosco che lo ascoltavano. Gli si stringe il cuore nello spazio luccicante della città. E allora torna. Torna al suo bosco, torna al suo piano. Torna felice.

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L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Questo albo ha una sovracoperta in rosso vellutato di drappi e palcoscenici. La sfogli via e scopri il folto del bosco in cui i raggi penetrano tra i rami e illuminano la scena erbosa e fiorita in cui un orso dallo sguardo deliziato suona il piano. Le tavole di David Litchfield raccontano di un fitto sottobosco con radure soffici. Rami e tronchi e orsi e fiori si sovrappongono non contendendosi il respiro e il risultato è uno sguardo morbido che in alcuni momenti ricorda quello di Jon Klassen.

Il respiro ampio della foresta si contrappone a quello stretto della città. In cui, comunque, non mancano luci e sorrisi.

L'Orso e il piano, David Litchfield - 2017 Zoolibri

L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Si tratta di perseguire i propri sogni, di insistere, di farli crescere non sacrificandoli alla realtà delle cose; si tratta anche di riconoscere le proprie radici e coltivarle negli affetti delle persone e dei luoghi più cari.

Insomma
when you’re in the bigger room
You might not know what to do
You might have to think of
How you got started sitting in your little room (The White Stripes, Little Room)
Cantano i White Stripes che David Licthfield ha ascoltato con ispirazione.

516vD8aADHL._SX371_BO1,204,203,200_Titolo: L’Orso e il piano
Autore: David Litchfield
Editore: Zoolibri
Dati: 2017, 40 pp., 16,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

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