Nella pancia della balena

Quando l’angoscia investe ogni angolo del proprio presente è il momento in cui è semplice perdere la propria dimensione. Meglio, perdere del tutto una dimensione, quella che ci dà corpo, profondità, sostanza. Ci si appiattisce nell’essere bidimensionali e si spera di passare inosservati, o che quell’accidente che ci ha investito non si accorga più di noi, passi oltre. Così, appiattiti, è più semplice accovacciarsi nella pancia della balena che troneggia su un muretto, graffito imponente.

È nel tempo di realizzare un graffito, che si svolge questa storia struggente di Alice Keller.

Sono le 14.00 di un giorno qualunque, il giorno in cui tutto ha inizio. Quando il ragazzo della balena comincia a disegnarla. E lei all’inizio è solo un occhio, seppur enorme, che guarda ai palazzoni, così come all’inizio è solo una sensazione, seppur pressante, che qualcosa si sia rotto nel quotidiano del ragazzo.

D’altra parte il ragazzo e sua madre sono bravi a fare i conti coi cocci.

Perché, oltre alla disperazione, di questa storia sono protagonisti in tre: un ragazzo dai vestiti fuori moda e dalla caparbietà ingenua; una madre piccola, sola e fragile; una balena, che, formandosi pezzo dopo pezzo, tutto osserva, vede e ristà, immobile.

La madre sparisce, il ragazzo manda avanti le ore e i giorni, sperando che torni, rigettando l’idea che possa essere rimasto completamente solo. Anche quando tutto gli suggerisce il contrario, anche quando il graffito/balena è terminato e la mamma ancora non c’è.

Anche la storia incombe, s’affretta verso la fine, per inseguire la tensione dell’animo del ragazzo, i suoi passi e le sue corse, grazie anche al lessico, al ritmo che non cede, che parla con il tono di chi sta raccontando una brutta avventura a un amico.

La abbraccio. È fredda. Di porcellana.
Ho paura di romperla.
Mi guardo le mani.
Non romperti, mamma.
Parlo da solo. Lei mi si appoggia e basta.
Non torniamo a casa.

Lo so che non torniamo.

E arrivando in fondo si ritorna all’inizio, che ce lo anticipava. Purtroppo. Perché spesso a rendere belle le storie non è affatto il lieto fine.

Titolo: Nella pancia della balena
Autore: Alice Keller
Editore: Camelozampa
Dati: 2017, 80 pp., 9,90 €

 

 

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