Una favola di Natale

Freddo, fame e nostalgia sono le muse che ispirarono Giovanni Guareschi; fonti di ispirazione atipiche se si pensa che il frutto è una storia natalizia, anzi una favola di Natale, di un Natale lontano, del 1944.

E se non v’è piaciuta – non vogliatemi male,
ve ne dirò una meglio – Il prossimo Natale,
e che sarà una favola – senza malinconia:
“C’era una volta – la prigionia…”

Questa la conclusione della favola scritta su cencetti di carta a dicembre nello Stalag XB di Sanbostelm, un campo di prigionia, un campo di concentramento.

<em>La favola di Natale</em>, Giovanni Guareschi - Interlinea

La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

Una favola complessa, molto simbolica, zeppa di protagonisti predisposti alla disperazione, senza speranza, senza una visione del futuro: dalle vecchine ai funghi velenosi. A contrasto alberi dalle fronde protettive, funghi commestibili che si sacrificano per il bene comune, api che stanno di vedetta, collaborano alla buona riuscita del sogno, della fantasia.

La favola di Natale, Giovanni Guareschi - Interlinea

La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

Un sogno e una fantasia che raccontano il presente facendosene beffe, per quanto terribile possa essere, e diventano strumento pragmatico e dolcissimo del presente, del ricordo.

La prigionia, per comprenderla, bisogna viverla. E per ricordarla bisogna riviverla. […] Io credo che sia molto utile ricordare il male trascorso:ciò aiuta molto a ricordare i mali del presente e permette di ritrovare, tra le sofferenze trascorse, quei pensieri onesti e puliti che solo nella sofferenza si possono vivere”

Una favola per restituire un poco di speranza e leggerezza ai compagni di prigionia, un regalo meraviglioso, una via di fuga.

La “realtà” era tutt’intorno a noi, e io la vedevo seduta a tre metri da me, in prima fila, vestita da Dolmetscher: e quando il “rumorista-imitatore” cantava con voce roca la canzoncina delle tre Cornacchie e il poliziotto di servizio sghignazzava divertito, io morivo dalla voglia di dirgli che non c’era niente da ridere: «Guardi, signore, che quella cornacchia è lei».

Corredato dai disegni a china dello stesso Guareschi nell’edizione di Interlinea.

La favola di Natale, Giovanni Guareschi - Interlinea

La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

9788882122478-it-300Titolo: La favola di Natale
Autore: Giovanni Guareschi
Editore: Interlinea
Dati: 2000, 80 pp., 9,30 €

Una risposta a “Una favola di Natale

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