La scuola di Mario Lodi. Lasciare i banchi vuoti e guardare il mondo dalla finestra

L’articolo integrale è pubblicato su Libri Calzelunghe Letteratura per ragazzi… per filo e per segni. Rivista di approfondimento di letteratura per l’infanzia Autunno, 4 B. L. Schedario A, Mario Lodi e i suoi ragazzi, 1974
Autunno, 4 B. L. Schedario A, Mario Lodi e i suoi ragazzi, 1974

I bambini hanno una loro vita segreta, una loro filosofia, scriveva Mario Lodi nel 2011, nella prefazione a Cipì, in occasione dei cinquanta anni della celebre storia. Potrei partire da qui, per portare con molta semplicità il discorso a quello che è il principio fondante del metodo di Lodi: l’idea che il bambino e la sua quotidianità siano al contempo strumento e fonte della propria cultura.

Il bambino, fin dalla nascita, attraverso l’esperienza è “produttore di cultura”: a scuola egli porta le sue capacità di “ricercatore”, il suo bagaglio di esperienze già organizzate, una sua concezione del mondo [Mario Lodi e i suoi ragazzi, Il mondo (1), Universale Laterza, 1979].

Il Mondo, 21 ottobre 1974

Il Mondo, 21 ottobre 1974

Potrei partire da qui, invece questa scuola straordinariamente moderna sarà oggetto di questo scritto più avanti, perché leggendo, entrando nelle esperienze dei bambini di Vho, nella loro vita scolastica, ho incontrato una comunicazione in merito ai libri consigliati ai bambini e alle bambine (che da questo momento in poi definirò “bambini”) di sei anni.

Nel fosso, Gabriella Selvatico, ill. Ivo Sedazzari, Biblioteca di Lavoro nr. 8, aprile 1973

Nel fosso, Gabriella Selvatico, ill. Ivo Sedazzari, Biblioteca di Lavoro nr. 8, aprile 1973

Riporto integralmente la lista

libri senza parole

Il palloncino rosso, di Iela Mari
L’uovo e la gallina, di Iela Mari
La mela e la farfalla, di Iela Mari
Nel fosso, di G. Selvatico

Libri con breve testo

La storia più bella, di Palmira Maccarini
Era inverno, di Huber
Piccolo blu e piccolo giallo, di Leo Lionni

Leggere questa lista è stato per me illuminante. Sono libri che oggi nessuno proporrebbe in prima elementare. Nessun maestro, nessun genitore. Sono tutti libri che i bambini, in Italia, leggono dai tre ai cinque, che vengono loro proposti alla scuola dell’infanzia. Il confronto con gli anni Settanta è spontaneo. A tre anni oggi, come a sei allora, i bambini non sanno leggere ma non c’è alcun dubbio che se il libro è veicolato nel momento in cui i bambini lo richiedono, manifestando curiosità, desiderio di sfogare o implementare la propria immaginazione, esso li affascina, li coinvolge, li appassiona. [continua a leggere su Libri Calzelunghe]

 

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