Emil, il polpo gentile

Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer - 2019 Lupoguido

Questa storia incomincia con un palombaro, che ha un titolo e un nome, capitano Samofar, che danza lieve sul fondo del mare. Un mare che è verde e del suo verde tinge anche le alghe, i pesci, lo squalo che stava passando oltre ma poi torna sulle sue nuotate e realizza che stava per farsi sfuggire un bel bocconcino. Non ha fatto i conti con Emil, il polpo gentile, però, che interviene in suo aiuto salvandogli la vita.

Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer - 2019 Lupoguido
Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido

Il capitano, riconoscente, lo porta a casa sua e lo ospita in una vasca colma di acqua salata. Fuori dal mare domina il rosso, in molte delle sue sfumature. Sia dentro che fuori dall’acqua, invece, l’arguzia e la vena aspramente comica di Ungerer si spandono con naturalezza, così come naturalmente Emil si adatta alla vita sulla terraferma, al di fuori dal suo habitat naturale. Però sente la mancanza del mare e allora sceglie di lavorare in spiaggia, da bagnino.

Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer - 2019 Lupoguido
Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido

Lì, una coppia di bambini lancia contro una signora dal costume a strisce un granchio inviperito, che prontamente le pizzica il didietro; e mentre un aereoplano trancia di netto il filo di un aquilone, Emil sorveglia tutto dalla cima della torretta di avvistamento, mentre al limite della piega della pagina, una bagnante sembra accorgersi del nostro sguardo indagatore e lo incrocia, con fare interrogativo. Ogni tanto, Emil salva anche quattro bambini alla volta, in un surplus di gentilezza, mentre qualcun altro, molto meno gentile, lascia un pesce a boccheggiare mezzo sepolto sotto la sabbia.

Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer - 2019 Lupoguido
Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido

Oltre che gentile, Emil è un polpo straordinariamente versatile, riesce a cambiare persino forma, e da polpo in poche mosse diventare uccello o slitta, ma soprattutto non manca in coraggio: grazie al suo intervento sventa un colpo ordito da una banda di contrabbandieri e, quando la situazione si fa pericolosa e sembra che stiano per farla franca, ecco che interviene ancora una volta in maniera risolutiva. Per il suo coraggio gli intitolano una nave e organizzano un banchetto che Ungerer imbandisce di bevande e frutta e al termine del quale Emil decide di tornare sul fondo del mare. Lì il Capitano Samofar va a fargli visita ogni volta che gli è possibile, e assieme giocano placidamente a dama sotto lo sguardo implorante di un pesce in gabbia.

Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer - 2019 Lupoguido
Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido

Questa ultima tavola mi riavvicina più di tutte le altre all’Ungerer dissacrante che molto amo. Quello che trova la radice più intima e vera dell’animo umano nelle sue contraddizioni, che riesce a far convivere con naturalezza virtù innegabili e altrettanto innegabili debolezze. Un filo sottile di crudeltà senza il quale nulla sarebbe la gentilezza, ignorando il quale probabilmente ci si adagerebbe in un’amaca gonfia, resa soffice dalla banalità della narrazione lineare, dei protagonisti senza inciampi.

emil-cop-web.jpgTitolo: Emil, il polpo gentile
Autore: Tomi Ungerer (traduzione Gabriella Tonoli)
Editore: Lupoguido
Dati: 2019, 32 pp., 15,00 €

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