Une sieste à l’ombre

La prima pagina di quest’albo, cartonato non patinato, quadrato, è interamente dedicata a una copertina quadrata, gialla da una parte e rossa dall’altra. Quella che i bambini si trascinano ovunque, che parla di casa, che consola, avvolge e che all’occorrenza diventa tante, tantissime altre cose creando possibilità incredibili.

Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers - Seuil jeunesse, Parigi, 2019
Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers – Seuil jeunesse, Parigi, 2019

Qualcuno l’ha stesa sul prato, di quel bel verde intenso dell’erba croccante dell’estate, proprio là all’ombra del melo, dove il giorno si fa più fresco. Da una parte gialla e dall’altra rossa. L’ha accomodata badando che non ci fossero pieghe, perfettamente tesa; deve essere un grande intenditore di pisolini, un professionista della cura, qualcuno che i bambini li capisce al volo, così! Che sa cosa significa giocare nel prato un giorno d’estate e sa che si può essere presi all’improvviso da quella bella stanchezza che merita un sonnellino, una siesta all’ombra.

Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers - Seuil jeunesse, Parigi, 2019
Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers – Seuil jeunesse, Parigi, 2019

Ma questo qualcuno, chiunque esso sia, mamma o papà, nonno o nonna, è stato soprattutto un bambino e conosce e ricorda la bellezza della copertina, il fascino e l’affetto, la necessità fisica e tattile, di quell’accessorio che accompagna sin dai primi giorni. E quella copertina, gialla da una parte e rossa dall’altra, soffice e in attesa, sembra proprio chiamare.

Presto, già nella pagina accanto, una bambina risponde al richiamo. È il suo pensiero che si fa testo. Ha tolto i sandalini rossi, lasciandoli sul prato. Ha con sé il suo bicchiere con l’acqua e il suo fedele compagno d’infanzia, l’inseparabile cane di pezza, ha capelli e occhi neri, una piccola bocca rossa e indossa una maglietta a larghe righe color giallo. La troviamo sdraiata, il suo cane accanto, una mano è scivolata subito verso l’angolo della coperta ad afferrarne un lembo. L’altra mano si chiude a pugno mentre il braccio si rilassa, alto, e il torace si distende, l’aria fresca fluisce, tonifica, rilassa… la siesta sarà lunga sulla copertina gialla da una parte e rossa dall’altra.

Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers - Seuil jeunesse, Parigi, 2019
Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers – Seuil jeunesse, Parigi, 2019

Il pensiero si offusca godendo della situazione, mentre la copertina a ogni minimo movimento della bambina sembra cogliere la necessità di un abbraccio avvolgente. Il sonno sopraggiunge quando ancora la bambina sta assaporando il piacere dell’incontro con la sua copertina; il pensiero si fa sogno, la copertina gialla da una parte e rossa dall’altra, si fa bivacco sul quel prato, rigoglioso di arbusti, di fiori, erbe, dove piccoli e grandi animali vengono a salutarla. Si distinguono un cervo, un leprotto e una piccola lumaca.

Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers - Seuil jeunesse, Parigi, 2019
Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers – Seuil jeunesse, Parigi, 2019

Può diventare igloo in uno sbuffo, proprio lì nel giardino di casa, circondata da pinguini. Una grotta il cui ingresso sembra la bocca di un animale molto più grande, feroce. Una tenda degli indiani dove un gatto – volpe rossa – passa a annusarti un po’.
Quella copertina gialla da una parte e dall’altra rossa, può farsi deserto o collina, lago o mantello, può scatenarvisi sopra una tempesta, diventare una mongolfiera, una corazza, il mare profondo o il cielo infinito in una notte di luna piena. Rappresenta un viaggio, un pezzo di mondo: la fine di uno l’inizio di un’altro che nel sogno si esplorano. In quel giardino conosciuto, su quel quadratino giallo da una parte e rosso dall’altra, i giochi, uno ad uno, gli animali, dal gatto al coccodrillo, il pallone e il fido cane di pezza, concorrono all’avventura, si animano, il contatto con la copertina sempre presente sulla pelle della bambina si trasforma nel sogno, e nell’illustrazione dove il giallo e una fantasia a puntini rossi si fanno, tenda, capanna, grotta e nuvole. Via, via che il sonno avanza, sopra o sotto.

Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers - Seuil jeunesse, Parigi, 2019
Une sieste à l’ombre, di Françoise Legendre, Julia Spiers – Seuil jeunesse, Parigi, 2019

E poi si ritorna, ci si affaccia tutti assieme, il cane vero e di pezza, il gatto, le scimmie, ai confini del sogno, un attimo prima di sentire il mondo, una mongolfiera si allontana in un cielo rosso.
Stiracchiandosi la bimba ridefinisce i confini di sé e del reale. Il pisolino sulla copertina gialla da una parte e rossa dall’altra è terminato, in un attimo la copertina torna a essere sola lì sul prato sotto il melo alla frescura della sua ombra, ora un poco stropicciata. Un albo per i più piccoli che narra di un luogo e di un oggetto che a sua volta narra, rappresenta, è così fanciullo nel suo essere per tutta la vita giallo da una parte e rosso dall’altra. Un oggetto, primo regalo, inseparabile conforto per lungo tempo, luogo al quale si torna, accessorio del possibile e dell’impossibile, del sempre con sé da non essere quasi mai rappresentato dai conoscitori dell’infanzia nei libri dei piccoli.

unnamedUne sieste à l’ombre
testi: Françoise Legendre
illustrazioni: Julia Spiers
editore: Seuil jeunesse, Parigi
dati: 2019, pp. 30, lingua originale francese

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