Kai feiji de da tudou

Al ventottesimo piano di un palazzo il cielo lo tocchi con un dito e se in lontananza il sordo rombare di un aereo ti richiama alla finestra probabilmente lo vedrai sorvolare la tua testa, potrai vederne le ali possenti e il suo carrello che lentamente viene inghiottito nella pancia. E sicuramente ti domanderai dove mai andrà così bello e leggero. C’è un’età nella quale i mezzi di trasporto suscitano un fascino difficile da eguagliare così che tutti i bambini vorrebbero fare ì capotreno o i piloti. E questo è quello che sogna anche Daï Doudou, per tutti Grande patata ma non chiamatelo così, a lui, non fa piacere.

Kai feiji de da tudou, Mei Zihan, illustrato da Bu Jiamei, Jiangsu Shaonian Ertong Press
Kai feiji de da tudou, Mei Zihan, illustrato da Bu Jiamei, Jiangsu Shaonian Ertong Press

Così, nell’esercizio delle possibilità che offrono i mondi a cui l’infanzia può accedere, il giardino di scuola e la ricreazione sono il luogo e il tempo giusto per cimentarsi nella difficile impresa di essere un pilota e di voler raggiungere e sorvolare gli Stati Uniti d’America, il luogo più lontano dalla Cina che un bambino cinese possa immaginare! Ci sono però ricreazioni che trascorrono serene, altre dove la turbolenza è proprio nell’aria ancora prima di mettersi in volo!

Succede dunque, che nel gioco che si ripete quotidiano per affinare capacità e raggiungere competenze inaspettate, per poter tornare sempre e ancora a volare, che qualcuno, quel giorno magari nato un po’ storto, voglia fare lui il pilota.

Questa è la storia di un colossale litigio, di un botta e risposta estenuante e particolarmente innervosente, di un gioco che non riesce a partire sereno, in un giorno in cui tutti, ma proprio tutti, vogliono giocare all’aeroplano, salirci sopra, andare in posti diversi e dove tutti vorrebbero avere il ruolo del comando. Ma chi comanda di più il pilota o il comandante di bordo? Così Lin quel giorno non è disposto a far fare ancora il pilota a Daï, lo ha fatto già ieri e non sarebbe giusto. Ma ieri Daï non pilotava quell’aereo quello che va negli Stati Uniti, no, ne ha pilotato uno che andava solo a Pechino. Ed è così che tra urli e strilli Lin si guadagna il titolo di Comandante di Bordo, ben più importante di un semplice pilota. Almeno così dice Daï. E se è vero che tra i tre litiganti il terzo gode ecco che, appena trovato l’equilibrio interno alla cabina di pilotaggio, proprio mentre Daï annuncia l’imminente decollo, si vedono arrivare di corsa Ma e Yang entrambi pronti a giocare, a volare, entrambi desiderosi di imbarcarsi, entrambi che urlano per salire e che non è vero che l’aereo sta per decollare. Si va e si torna. Si torna quando l’ingiustizia diventa reale e si piomba a terra con un tonfo, quando lo sappiamo tutti che si fa per finta e che allora gioco anch’io. E poi si rivà quando servono una hostess e un poliziotto, ci sarà bene un poliziotto sugli aerei no? E poi però si è nervosi per la destinazione e il rumore dell’aereo non è quello che sembra invece una vecchia macchina. Insomma sembra sempre di esserci arrivati al punto di incontro, alla mediazione tra le parti, a partire finalmente e poi…qualcuno si arrabbia, qualcun altro si innervosisce, qualcuno dice qualcosa e un altro si mette a urlare. Ci vogliono equilibrio e diplomazia. Ma poi alzi gli occhi e vedi arrivare tutti quanti di corsa.

Tutti, ma proprio tutti, un’intera classe pronta a imbarcarsi strattonandosi, prestandosi i piedi, volendo arrivare prima, tirandosi per la maglietta… è qui che generalmente interviene la maestra. Quando i toni si alzano, le bocche si spalancano troppo e i bambini sembrano un tutt’uno polveroso e vociante. Quindi tutti in fila ad aspettare il proprio turno e in ordine di arrivo.

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Kai feiji de da tudou, Mei Zihan, illustrato da Bu Jiamei, Jiangsu Shaonian Ertong Press

Ma in queste giornate neppure l’ordine è una certezza soprattutto se ancora Lin e Daï discutono sulla meta e i bambini scalpitano, i turni saltano e si torna a gridare fino a che… succede sempre che a un bambino scappi detto di non voler più giocare a quel gioco e che forse preferirebbe andare in treno. Che idea! Il treno! Allora ecco che all’improvviso tutti corrono verso il treno, ridono, scherzano, qualcuno cade, si rotola per terra, c’è un che di frizzante nell’aria e nella pancia di tutti. Certo è che con il treno si arriverà solo a Parigi non negli Stati Uniti… va bene ma chi arriva prima: treno o aereo? Ci sono giorni che anche i giochi non hanno pace. E la pace non si trova se non per pochi minuti. Ci sono giorni che volevi arrivare lontano ma che arrivi solo un po’ più in là ma va bene lo stesso, hai dimostrato di saperlo fare. La particolarità dell’alba sta nell’entrare e uscire dal gioco, un attimo in un luogo l’attimo dopo sulla terra, qui e ora. Nei dialoghi che ripercorrono precisamente le dispute bambine e in quello scrivere come se pensassi di dire le cose a qualcuno a te che leggi o a Lin che oggi non fa che urlare e arrabbiarsi.

IMG-5964Titolo: Kai feiji de da tudou
Autore: Mei Zihan, illustrato da Bu Jiamei
Editore: Jiangsu Shaonian Ertong Press, 2012 Cina
Éditions du Centenaire – MilleFleurs, 2013
Dati: 2012, 32 pp, lingua cinese, 11,50 €

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