Passi da gigante

Passi da gigante, di Anais Lambert - 2019 Pulce edizioni

Se un gigante vuole andare alla scoperta di qualcosa di molto piccolo è bene che si munisca di lente di ingrandimento. Se poi vuol farlo in mezzo alla natura, anche le scarpe devono essere adatte e un bel paio di galosce verdi possono essere rivelarsi la scelta ideale.

Passi da gigante, di Anais Lambert - 2019 Pulce edizioni
Passi da gigante, di Anais Lambert – 2019 Pulce edizioni

Le sguardie sono piene di delicate minuzie: piume, foglioline, rametti, sassi, insetti, fiori. Il frontespizio è pieno invece di due piedi da gigante che ingombrano una pagina intera e la tingono di un bel verde brillante che invita a sfogliare. Ed ecco su fondo bianco un bambino visto di spalle, che su quello sfondo pare incollato. Ritagliato e poi incollato. Nei contorni sopravvivono sottili margini di ritaglio quando la resa e dettagliata, non accade con il maglione e il cappello, che sono invece macchie libere di colore.

Passi da gigante, di Anais Lambert - 2019 Pulce edizioni
Passi da gigante, di Anais Lambert – 2019 Pulce edizioni

Piccole frasi, chiuse da un punto o una virgola, accompagnano ciascuna doppia pagina, senza fare rumore, sussurrando. Il gigante si prepara e va, esce.

IN LONTANANZA; HO SORPRESO UNA LOTTA FEROCE

La lente ingrandisce un dettaglio del prato che s’avvicina al lettore come all’occhio del bambino protagonista, staccandosi dal contesto erboso. Poi, tra un fogliame a tratti trasparente, evanescente, i colori della natura si dividono gli spazi del foglio, sopra verde, sotto marrone.

Passi da gigante, di Anais Lambert - 2019 Pulce edizioni
Passi da gigante, di Anais Lambert – 2019 Pulce edizioni

Da perfetto essere ingombrante col proprio intervento devia il percorso studiato e faticoso di una carovana di formiche, attraversa con passo deciso, da gigante, fiumi, foreste, fino ad uscire dal contesto familiare della natura e spingersi in quello del sogno, laddove al verde, al marrone di tronchi che ad ogni passo divengono sempre meno tronchi e sempre più animali esotici, si sostituisce il bianco. Il gigante si rilassa, quasi s’assopisce, dimenticando che esistono giganti anche più grandi di lui…

è questione di prospettiva.

41t2nbZTqvL._SX337_BO1,204,203,200_Titolo: Passi da gigante
Autore: Anais Lambert
Editore: Pulce
Dati: 2019, 48 pp., 14,50 €

…È tutto quello che vuoi tu!

Una scatola è una scatola è una scatola è una scatola… così diceva Gertrude Stein, mi pare. Ah no! Il discorso semantico era riferito alle rose (o alle promesse?)! E infatti questa Non è una scatola; sebbene sia di cartone, quadrata, sia ben evidenziato il suo peso (250 gr) e un bel timbro rosso sul retro specifichi che non si debba capovolgerla.

Non è una scatola - Antoinette Portis

Pagina dopo pagina si apre la scatola, si va oltre l’imballaggio e una scritta rossa grande e grossa lo ribadisce: Non è una scatola.

Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Si continua così, con la voce, sempre più simile alla nostra, che chiede “Che cosa fai su quella scatola?” E perché te la sei messa addosso, e perché ci giri intorno… Non è una scatola, è il Monte Coniglio e io sono un robot, e un addestratore d’elefanti indiani. Una variazione sul tema che non stanca mai, piuttosto incuriosisce. Se non è una scatola allora cos’è? Facciamo finta che… è questo il gioco, naturale e spontaneo, che coinvolgerà certamente anche il genitore narrante.

Grafica e layout sono essenziali e fungono da guida: il coniglietto e la scatola sono il frutto di linee nere, senza ombra, e mostrano ciò che il genitore vede. Il rosso (che già ci aveva sgridati all’inizio quando ostinati continuavamo a parlare di scatole) manifesta invece la fantasia, la libertà dirompente dell’immaginazione: è grazie alle sue linee che vediamo la mongolfiera, il razzo spaziale, la nave dei pirati.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Antoinette Portis è un’autrice che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini, sarebbe come se mancasse Munari, se non proponeste loro mai Sendak. E Kalandraka a un prezzo equo, considerato l’allestimento complesso e raffinato, ci offre l’occasione di far loro un bel regalo. Sono certa che offrendo ai bambini prodotti di qualità, leggendoli assieme a loro, dando loro la possibilità di entrare in contatto con albi studiati, creati con intelligenza e affetto, essi avranno l’occasione di maturare un gusto personale e proprio, assolutamente distante dalla banale omologazione dai colori pacchiani, dalle linee banali e dalle parole urlate e mielose che affollano una (ahimè!) grande parte della produzione letteraria destinata ai piccoli lettori. Perché albi come questo fanno in modo che la lettura (e l’albo permette la lettura anche ai bimbi che non sanno leggere) diventi esperienza, gioco, confronto con la realtà, viaggio con l’immaginazione.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Infine la scelta del coniglietto piuttosto che del bambino: perché un animaletto? Perché non il bambino? Si tocca un punto fondamentale della narrazione ai bimbi: perché è un bambino? Potrebbe chiedere la bambina lettrice? Perché ha i capelli ricci questa bambina? Potrebbe chiedere la bimba coi capelli lisci; perché questo bambino è bianco? Potrebbe chiedere il bimbo nero Non sono io… non mi ci rivedo, è un altro bambino. Il coniglietto è un coniglietto è un coniglietto, è un coniglietto. E a furia di esserlo diviene ciascun bambino, simbolo di ciascuna bambina. Permette un’immedesimazione completa e perfetta.

No, questo libro non è affatto, affatto una scatola.

Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Editore: Kalandraka
Dati: 2011, 40 pp., 14,00 €

Ristampa, 2019

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I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori

È inutile, se tra tutti i protagonisti di un libro c’è un corvo, io lo seguo.

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

E ne I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner, sia d’autunno che d’inverno ce n’è uno, che tra il brulicare di personaggi subito m’appare e conquista. E allora è d’obbligo per me seguirne le vicende, che nella mia scelta “stagionale” e non cronologica (il primo edito dei due è stato Inverno) cominciano in Autunno, sulla punta del tetto di una casa a tre piani. Il corvo in alto guarda al cielo, subito in basso una gabbia cui sembra aver, per sua fortuna, rinunciato, o dalla quale è sfuggito grazie alla dimenticanza di qualcuno, e gli incipit cominciano a moltiplicarsi, lasciando spazio a prequel di natura completamente differente, l’uno drammatico, l’altro avventuroso. In alto il cielo, dicevo, e nel cielo uno stormo d’anatre bianche, in fila, a seguire il vento.

<em>Autunno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il nostro le guarda di uno sguardo a mezza strada tra chi anela e chi teme (e qui non so perché mi torna in mente un verso dei Pink Floyd: l’invidia è il legame tra chi spera e chi è dannato, per chi volesse ascoltarla mentre segue le avventure del corvo “Green is the Colour”, 1969). Le guarda, insomma, e per qualche istante si sente Mårten, l’oca di Nils Holgersson, e, stanco del suo domestico vivere quotidiano, si libra in volo per raggiungere le sue instancabili ed eleganti simili.

Sempre con l’occhio teso e anelante le raggiunge e, sia per modestia, sia per apertura alare, le segue un po’ discosto. Quando nella terza scena stanno ormai sorvolando il pieno della città, il nostro eroe fa i conti con la realtà e con il suo istinto. Mostra alle lontane parenti che con le grandi distanze non c’è gara, ma sugli scatti è capace di dar loro una pista, le supera e si lancia in picchiata.

Certamente c’è qualcuno in pericolo; sta andando a salvarlo. E invece no, con estremo disappunto mi accorgo di come certi istinti primordiali possano far dimenticare anche il più alto ideale, vale a dire la libertà: Il nostro ha appena sgraffignato un pezzo di formaggio dal piatto di un ragazzo che non può far altro se non allargare le braccia attonito.

Il corvo è ora appollaiato su un muretto e ascolta le lusinghe di una volpe. Le anatre intanto proseguono il loro volo. “Lasciale perdere quelle lì, sapranno anche volare in formazione ma non hanno una voce bella come la tua!”.

“Certo che no!”, avrà risposto beandosi il corvo, perdendo il formaggio, perché la volpe, infine, va via soddisfatta mentre lui mestamente fruga tra l’immondizia in cerca di un boccone.

Intanto soffia il vento e spoglia di tutte le foglie l’albero che maestoso si staglia sulla collina e che è portavoce del passare del tempo e delle stagioni e centro della città in cui ogni cosa si svolge.

<em>Inverno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Inverno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il corvo è ancora lì, tra i rami, in compagnia di un pappagallo, un gufo, uno scoiattolo, un passero, un picchio e un gatto. Sorridono tutti, sulla copertina dell’Inverno, tranne una bimba dalla lunga treccia, che le anatre bianche, tanto eleganti in volo, si rivelano oche  dispettose sul prato, le stanno strattonando, e il pupazzo di neve, che pervaso dalla magia dello straordinario del quotidiano, sembra animarsi e volge uno sguardo perplesso alla scena.

Ad aprirlo ci ritroviamo nella stessa città che avevamo imparato a conoscere in Autunno, e le storie da raccontare sono sempre tantissime: ci sono genitori e figli, tipi sportivi in motocicletta, ginnasti in tuta e baffoni, musicisti, innamorati, portafogli smarriti da recuperare.

Il paesaggio è innevato, il lago ghiacciato, la natura è immobile mentre tutt’attorno il resto brulica, di sensazioni, di avventure, di piccoli accidenti quotidiani che tingono ogni cosa di magia. E il nostro corvo? Beh, lui naturalmente c’è ma forse ha imparato qualche lezione e si limita a far da spettatore, appollaiato ora su un tetto, ora su una staccionata, ora su un albero. Io credo alla ricerca di un pezzo di formaggio da sgraffignare.

Ogni tavola è molto ampia si svolge su doppia pagina e, aiutata dal grande formato, risulta chiara in ogni più piccolo dettaglio. Le scene ricordano i diorama; c’è un elemento, la strada, che si sovrappone in primo piano a un recinto, un marciapiede, che a sua volta lascia il passo a una costruzione e così via in una zoommata prospettica che arriva fino all’orizzonte, in cui si incontra il cielo.

Sono tra i miei prediletti i Wimmelbuch. Su queste pagine ne ho parlato in diverse occasioni. Qui Thé Tjong-Khing e l’arte di raccontare per immagini e qui Un giorno nella vita di tutti i giorni. Credo non dovrebbero mai mancare in casa, che dovrebbero essere posti in un luogo accessibile ai bambini e che siano occasione di fantasticherie libere e appassionanti.

 

Titolo: Inverno. I libri delle stagioni; Autunno. I libri delle stagioni
Autore: Rotraut Susanne Berner
Editore: Topipittori
Dati: 2018, 14 pp., 16,00 €

Li trovate entrambi tra i nostri scaffali in libreria, Il Giardino Incartato, via del Pigneto 180, Roma

Il Signor Bastoncino

Julia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere un essere mostruoso e renderlo incantevole, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi.

Un rametto. Con esso si possono fare mille cose e i bambini lo sanno bene, così come lo sanno bene i cani per i quali un rametto è fonte infinita di lancia-e-riporto; un rametto può diventare vascello, un rametto può diventare una spada, una penna, il braccio di un pupazzo di neve; se fosse un normale bastoncino sarebbe tutte queste cose, in realtà questo particolare bastoncino protagonista della storia che, non a caso, ne porta il nome, è un bastoncino vivente con tanto di principi, casa e famiglia.

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Dal malaugurato momento in cui capita sott’occhio a un cane, il signor Bastoncino ne passa di tutti i colori, attraversa tutte le stagioni, passa da una città a un’altra per poi tornare (con l’aiuto di una persona molto speciale) alla propria famiglia.

Mentre, senza più speranze di ritrovare la strada di casa, Il Signor Bastoncino langue nel camino in attesa di un triste destino qualcuno rimane incastrato nel camino. Chi? Babbo Natale! Bastoncino, rinvigorito dalla generosità tira e tira per gli scarponi e salva il buon Babbo che per gratitudine e per il suo essere Babbo Natale lo riporta dalla Signora Bastoncino e dal resto della famiglia legnosa in slitta!

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Questa storia catturerà certamente l’immaginazione dei bimbi più piccoli i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Anche le illustrazioni di Axel Scheffler, ricchissime di dettagli e molto colorate, attrarranno la curiosità dei piccoli lettori/ascoltatori. Quelli da poco investiti dalla passione per il far di conto, per esempio, si divertono moltissimo a contare le foglie, le anatre, le conchiglie. Quelli con velleità di poeti inventano rime aggiuntive strampalate e divertenti.

91KAEUxJEuLTitolo: Bastoncino
Autore: Julia Donaldson, Axel Scheffler
Traduttore: A. Remondi
Editore: Edizioni El
Dati: 2008, 40 pp., 13,90 €

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Il presepio

Il Presepio di Emanuele Luzzati - 2017 Gallucci

Un libro pop up di Cristina Làstrego e Francesco Testa, ispirato ai bozzetti realizzati da Emanuele Luzzati quando nel 1997 su richiesta della città di Torino realizzò il presepe che da allora lo espone tutti gli anni per le feste natalizie.

Il Presepio di Emanuele Luzzati - 2017 Gallucci
Il Presepio di Emanuele Luzzati – 2017 Gallucci

Ricchissimo e robusto svela attraverso il sorgere della stella cometa il Bambino, mentre dispiegando un’aletta laterale arrivano i Re Magi.

Il progetto cartotecnico è di Massimo Missiroli.

Il Presepio di Emanuele Luzzati - 2017 Gallucci
Il Presepio di Emanuele Luzzati – 2017 Gallucci


5_il-presepio-gallucci.jpgTitolo: Il presepio
Autore: Emanuele Luzzati, Làstrego, Testa
Editore: Gallucci
Dati: 2017, 23,40 € (con finestre e pop up)

 

Un giorno nella vita di tutti i giorni

In città e Un giorno nella vita di tutti i giorni di Ali Mitgutsch a confronto (1995, 2016)
In città e Un giorno nella vita di tutti i giorni di Ali Mitgutsch a confronto (1995, 2016)

Qualche anno fa ho fatto una cernita tra i libri che ancora conservavo in Calabria, nella mia vecchia stanza a casa dei miei genitori. Tra i tanti classici illustrati per ragazzi (nella loro versione integrale) che rientrarono nella prima scelta, fece capolino un libro minuscolo, rettangolare e senza parole. Si trattava di In città di Ali Mitgutsch, edito da Ravensburg. Lo lessi e rimirai, mi piacque enormemente. Poche pagine cartonate di immagini fitte fitte. Delizioso. Chiesi a mia madre e lei (maestra alla scuola materna), mi riportò anche una copia che aveva usato a scuola di Al mare, costituita da due sole pagine, anch’esse piuttosto sdrucite, e mezza copertina. Ottimo segno, i bambini degli anni Novanta avevano apprezzato come me.

Per questo non ho dubbi: Un giorno nella vita di tutti i giorni  è un libro che non può mancare nella libreria dei vostri bambini.

Sono scene di vita quotidiana, densissime di dettagli e, naturalmente, rispondenti ai giorni cittadini del 1968. L’edizione portata in italia da Gallucci (in Germania i titoli di Ali Mitgutsch sono stati riediti lo scorso anno) è di grande formato e il confronto con i miei piccoli è contrastante. Inizialmente mi sono trovata spiazzata da questa differenza così macroscopica; ritengo che la dimensione ridotta fosse un valore aggiunto all’idea del rendere le scene nelle minuzie. In realtà, questa è una considerazione legata a quell’affetto, un po’ innamoramento, di cui vi raccontavo poco sopra. Le grandi dimensioni rendono efficace la lettura alla ricerca dei dettagli.

Un giorno nella vita di tutti i giorni, di Ali Mitgutsch- 2016, Gallucci
Un giorno nella vita di tutti i giorni, di Ali Mitgutsch- 2016, Gallucci

In una piscina affollata da un centinaio di bambini, sotto lo sguardo vigile di qualche nonna piuttosto svampita e di una bagnina, mentre i pochi adulti prendono bellamente il sole o pensano agli affari propri, molti bimbi scivolano, altri nuotano altri scherzano abbassando le mutande ai propri amici, scoprendo sederini in netto contrasto con la pelle rossastra, chiaro segno di errato utilizzo della crema solare. Mentre un bimbetto sorridente annaffia con la sua pipì un cespuglio, dall’alto del trampolino una bimba lo annaffia a sua volta sputacchiandogli in testa.

Un giorno nella vita di tutti i giorni, di Ali Mitgutsch- 2016, Gallucci
Un giorno nella vita di tutti i giorni, di Ali Mitgutsch- 2016, Gallucci

Si possono leggere molte storie, tutte diverse e tutte contenute nello spazio di una doppia pagina. Certamente tutte divertenti.

C’è poi una festa di paese, un cantiere, un mercato e una scena che racconta un pomeriggio al parco. Qui mi sono divertita a confrontare la nuova edizione con quella vintage. Il Circo è diventato un più politically correct Circo delle pulci e il costo del biglietto è drasticamente diminuito di conseguenza, passando dalle 5 mila lire a 50 centesimi di euro. La bella edicola, aperta ancora alle 16 del pomeriggio, è diventata giornali e infine, sul pontile di un laghetto troneggia un barche a noleggio che esplicita il processo di semplificazione della lingua diventando noleggio barche.

In città, di Ali Mitgutsch- 1995, Ravensburg
In città, di Ali Mitgutsch- 1995, Ravensburg

La tavola conclusiva è un paesaggio montano, innevata e degna conclusione di questo delizioso Wimmelbuch (libro che brulica), ispirato ai miei amati pittori fiamminghi del Cinquecento, che consiglio a partire dai 2 anni.

img2400-gTitolo: Un giorno nella vita di tutti i giorni
Autore: Ali Mitgutsch
Editore: Gallucci
Dati: 2016, 25 pp., 14,90 €

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I libri che porto in vacanza per il mio bimbo di 3 anni

Verrebbe da dire: “È tutto pronto! Si parte!”, in realtà di pronto non c’è molto, anzi, il disordine sembra aumentare mano a mano che si smista tra i vestiti, che si considerano i pro e i contro di un bagaglio leggero. Sui libri da leggere però ci siamo organizzati e non badiamo a ingombri (sebbene molto utili siano i Bababum di Babalibri, che permettono di avere sempre con sé delle belle storie).

Partiamo tra una decina di giorni e staremo via a lungo, quindi bisogna attrezzarsi di un buon numero di titoli, pur considerando i loop di rilettura che ne impegnano alcuni anche per più di una settimana.

Ecco quelli che ho selezionato per Roberto, il mio bimbo di tre anni:

  • Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani …sonno e poesia, protagonisti di questo soffice e avvolgente albo illustrato. Sonno & Poesia, direi meglio, per sottolineare un altro affiatato duetto: Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani, l’una, Giovanna,  autrice esperta di quartine senza ricami e ugualmente raffinate, tese a fermarsi nella memoria e a danzare in un passo a due coordinato e ritmico assieme all’altra, Simona, le cui tavole (in acquaforte & acquerello, altro connubio elegante) si susseguono tra un piumone a fiori e leggere copertine stellate, tra letti a castello, letti singoli, letti enormi e condivisi (come quello dell’elefante) letti minuscoli, che stanno nella corolla di un fiore, letti sconfinati, come l’oceano che culla e protegge un delfino (tanto dolcemente simile alla balena che canta e si sente a un oceano di distanza incontrata tra le pagine di Vorrei avere, la ricordate?) e un tonno. []

    Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani
    Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani – Topipittori
  • Non è una scatola, di Antoinette Portis …Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa. []

    Non è una scatola, di Antoinette Portis - Kalandraka
    Non è una scatola, di Antoinette Portis – Kalandraka
  • Tortintavola, ma la torta dov’è? di Thé Tjong-KhingTortinatavola, Ma la torta dov’è? è un albo che racconta per sole illustrazioni. E ogni illustrazione racconta una storia diversa a seconda di ciò che il lettore scorge, di ciò che il suo sguardo preferisce. Tutte le altre piccole storie si svolgono parallele a quella principale: due ratti furfanti che rubano la torta della famiglia dei cani; e ognuna si svolge e conclude compiutamente in un insieme di piccole cose e piccoli elementi che assieme creano un complesso impianto narrativo e visivo. []

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    Tortintavola, di Thé Tjong-Khing – Beisler
  • Oh-Oh!, di Chris Haughton …Il gufetto se ne sta in cima a un albero stilizzato, un po’ albero un po’ trespolo, assieme alla sua mamma. Dormono tranquilli; fin troppo tranquilli, visto che… Oh – Oh! Succede che a sollevare la mezza pagina di destra ci si accorge che il gufetto,tump… tump… tump… è caduto dall’albero. Da un ramo assiste alla scena uno scoiattolo che dal modo in cui si tende verso il piccolo già lo sappiamo: è uno di quegli esseri generosi e prodighi, certamente lo aiuterà. Dal folto del bosco, un po’ come noi, spettatori in trasparenza un orso, una ranocchia e una lepre si meravigliano e preoccupano: cosa ne sarà ora del piccolo pulcino? []

    Oh-Oh!, di Chris Haughton - Lapis
    Oh-Oh!, di Chris Haughton – Lapis
  • In ogni Pinocchio di Giuseppe Caliceti, Gaia Stella comincia a raccontare sin dalla copertina, giacché da essa prende le mosse per suggerire una regola (senza le regole giocare non ha molto senso): la “o” centrale di Pinocchio, di cui non si può far senza, è l’ultima del pino e la prima dell’occhio, questo lo suggerisce piuttosto chiaramente la parola. L’immagine Pinocchio, dal canto suo, si costituisce burattina per mezzo di tanti pezzetti, ci guarda con un occhietto nero e vispo che ben s’illumina sul grigio e col naso e col moto ci indica, gamba sinistra arancione e berretto verde, come partire si slancio. []

    In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
    In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori
  • E già impacchettato con la grande responsabilità di essere stato scelto come regalo da leggere per il compleanno Piccolo elefante va in Cina di Sesyle Joslin, Leonard Weisgard …Piccolo elefante è in spiaggia, pantaloncino nero e maglietta a righe; un po’ fa il bagno, un po’ passeggia (a sentir lui in realtà sono anni che passeggia), un po’ si annoia. Chiede che la mamma risolva la questione e ottiene in cambio un’idea meravigliosa: scavare una buca che porti fino in Cina. Dov’è la Cina? Beh, dall’altra parte del mondo, ma scavando bene e a lungo ce la si fa ad arrivarci, a visitarla e anche ad assaggiare qualche prelibatezza. []

    Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard - 2016 Orecchio Acerbo
    Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard – 2016 Orecchio Acerbo

Se vuoi mettere anche tu questi libri in valigia:

Piccolo elefante va in Cina, zài jiàn!

Bianco nero e color sabbia (o anche bianco nero e laccato in oro come certi dragoni da parata), testi che dicono con fare familiare, una traduzione attenta  e un tocco esotico di cinese bastano a raccontare lievemente e con una certa accuratezza il mondo dell’infanzia.

I testi sono di Sesyle Joslin, le illustrazioni di Leonard Weisgard, la traduzione di Carla Ghisalberti.

Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard - 2016 Orecchio Acerbo
Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard – 2016 Orecchio Acerbo

I due protagonisti, anzi i quattro protagonisti, sono invece piccolo elefante, mamma elefante, una buca sulla spiaggia che porta in Cina, e, lo dicevo prima, l’infanzia.

Quella che sogna, quella che pone mille domande e a ciascuna pretende una risposta che sia reale, certo, ma che abbia un sapore fantastico, esotico. Che possa essere di supporto quanto più possibile all’immagine che si figura dentro di sé, che le dia un contorno tangibile, un profumo, un sapore. Che non tenga conto del tempo e che di esso non risenta, che abbia il tocco fresco dell’avventura e quello morbido dei ritorni. Che come il mare sul bagnasciuga arriva, rinfresca e torna indietro lasciando terreno morbido per le impronte, cancellando le precedenti e preparando lo spazio per le nuove.

Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard - 2016 Orecchio Acerbo
Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard – 2016 Orecchio Acerbo

Piccolo elefante è in spiaggia, pantaloncino nero e maglietta a righe; un po’ fa il bagno, un po’ passeggia (a sentir lui in realtà sono anni che passeggia), un po’ si annoia. Chiede che la mamma risolva la questione e ottiene in cambio un’idea meravigliosa: scavare una buca che porti fino in Cina. Dov’è la Cina? Beh, dall’altra parte del mondo, ma scavando bene e a lungo ce la si fa ad arrivarci, a visitarla e anche ad assaggiare qualche prelibatezza.

Ovviamente in Cina tutto e tutti sono a testa in giù, ciò non toglie che si possa mangiare cibi buonissimi, noleggiare un risciò, navigare su una giunca e incominciare a masticare qualche ideogramma, in modo da poter essere cortesi, far merenda e, all’occorrenza,  chiacchierare di draghi.

E poi tornare, in spiaggia, laddove c’è un mondo che sta a testa in su e una mamma che lo aspetta sorridente e disponibile a viaggiare ancora assieme.

zài jiàn -> arrivederci

51MyJLGgbcL._SX424_BO1,204,203,200_Titolo: Piccolo elefante va in Cina
Autore: Sesyle Joslin, Leonard Weisgard
Traduttore: Carla Ghisalberti
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 48 pp., 13,00 €

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In ogni Pinocchio

In ogni PEnSierO c’è un peso, per questo bisogna ben considerare l’esprimerlo. E io ho meditato a lungo su questo, perché, sarà l’estate, ma mi ritrovo a produrne di molto partecipati, e quando entra in gioco la partecipazione personale è sempre piuttosto rischioso. Il rischIO è un accidente che contiene l’io, e talvolta è piacevole correrlo.

In ogni Pinocchio, quindi, c’è un pino, ma c’è anche un occhio, ci sono delle noci, e, se si fosse toscani, come il ben noto burattino, non faticheremmo a trovarvi dei pici.

Il gioco è questo, l’anima del libro è questa; e considera le radici rodariane così come una delle regole compositive della filologia, per fare un gioco, che come tutti quelli ben giocati, poco impiega a diventare una storia.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

E In ogni Pinocchio comincia a raccontare sin dalla copertina, giacché da essa prende le mosse per suggerire una regola (senza le regole giocare non ha molto senso): la “o” centrale di Pinocchio, di cui non si può far senza, è l’ultima del pino e la prima dell’occhio, questo lo suggerisce piuttosto chiaramente la parola. L’immagine Pinocchio, dal canto suo, si costituisce burattina per mezzo di tanti pezzetti, ci guarda con un occhietto nero e vispo che ben s’illumina sul grigio e col naso e col moto ci indica, gamba sinistra arancione e berretto verde, come partire si slancio.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

Un lavoro molto ben riuscito di sincronia, quello di Giuseppe Caliceti e Gaia Stella, che si nutre di dettagli, di sillabe, di fonemi, di pezzetti e forme, che, insieme, montano in un’architettura equilibrata e narrativa. In ogni Pinocchio c’è un pino, che è fatto di lettere, del cappellino verde e della gamba arancione. La storia, la conosciamo tutti. In ogni duomo, c’è un uomo, e cosa ci faccia possiamo provare a immaginarlo; e la storia può essere d’amore, come di distacco, come anche di riconciliazione.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

Comincia dalla copertina, dicevo, e continua nei risguardi, coerente con il suo stesso impianto, suggerendo parole in cui ne abitano altre, spiegando come realizzare dei timbri per disegnare, invitando a proseguire il gioco, inventare altre storie.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, TopipittoriTitolo: In ogni Pinocchio
Autore: Giuseppe Caliceti, Gaia Stella
Editore: Topipittori
Dati: 2016, 48 pp., 14,00 €

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