…È tutto quello che vuoi tu!

Una scatola è una scatola è una scatola è una scatola… così diceva Gertrude Stein, mi pare. Ah no! Il discorso semantico era riferito alle rose (o alle promesse?)! E infatti questa Non è una scatola; sebbene sia di cartone, quadrata, sia ben evidenziato il suo peso (250 gr) e un bel timbro rosso sul retro specifichi che non si debba capovolgerla.

Non è una scatola - Antoinette Portis

Pagina dopo pagina si apre la scatola, si va oltre l’imballaggio e una scritta rossa grande e grossa lo ribadisce: Non è una scatola.

Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Si continua così, con la voce, sempre più simile alla nostra, che chiede “Che cosa fai su quella scatola?” E perché te la sei messa addosso, e perché ci giri intorno… Non è una scatola, è il Monte Coniglio e io sono un robot, e un addestratore d’elefanti indiani. Una variazione sul tema che non stanca mai, piuttosto incuriosisce. Se non è una scatola allora cos’è? Facciamo finta che… è questo il gioco, naturale e spontaneo, che coinvolgerà certamente anche il genitore narrante.

Grafica e layout sono essenziali e fungono da guida: il coniglietto e la scatola sono il frutto di linee nere, senza ombra, e mostrano ciò che il genitore vede. Il rosso (che già ci aveva sgridati all’inizio quando ostinati continuavamo a parlare di scatole) manifesta invece la fantasia, la libertà dirompente dell’immaginazione: è grazie alle sue linee che vediamo la mongolfiera, il razzo spaziale, la nave dei pirati.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Antoinette Portis è un’autrice che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini, sarebbe come se mancasse Munari, se non proponeste loro mai Sendak. E Kalandraka a un prezzo equo, considerato l’allestimento complesso e raffinato, ci offre l’occasione di far loro un bel regalo. Sono certa che offrendo ai bambini prodotti di qualità, leggendoli assieme a loro, dando loro la possibilità di entrare in contatto con albi studiati, creati con intelligenza e affetto, essi avranno l’occasione di maturare un gusto personale e proprio, assolutamente distante dalla banale omologazione dai colori pacchiani, dalle linee banali e dalle parole urlate e mielose che affollano una (ahimè!) grande parte della produzione letteraria destinata ai piccoli lettori. Perché albi come questo fanno in modo che la lettura (e l’albo permette la lettura anche ai bimbi che non sanno leggere) diventi esperienza, gioco, confronto con la realtà, viaggio con l’immaginazione.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Infine la scelta del coniglietto piuttosto che del bambino: perché un animaletto? Perché non il bambino? Si tocca un punto fondamentale della narrazione ai bimbi: perché è un bambino? Potrebbe chiedere la bambina lettrice? Perché ha i capelli ricci questa bambina? Potrebbe chiedere la bimba coi capelli lisci; perché questo bambino è bianco? Potrebbe chiedere il bimbo nero Non sono io… non mi ci rivedo, è un altro bambino. Il coniglietto è un coniglietto è un coniglietto, è un coniglietto. E a furia di esserlo diviene ciascun bambino, simbolo di ciascuna bambina. Permette un’immedesimazione completa e perfetta.

No, questo libro non è affatto, affatto una scatola.

Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Editore: Kalandraka
Dati: 2011, 40 pp., 14,00 €

Ristampa, 2019

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Basta un bastone

70 attività da fare all’aria aperta con l’ausilio di un solo bastone? Beh… in realtà i bastoni, bastoncini, che occorrono sono spesso di più ma è semplice trovarli, non costano nulla e i giochi realizzabili molto belli. L’idea di questo libro è molto più profonda di quanto a prima vista possa apparire. Sembra sulle prime un volumetto illustrato adatto a trovare spunti di gioco e divertimento.

Si rivela uno strumento adatto a suggerire ai bambini come sia rasserenante e divertente giocare all’aria aperta; scoprire tutti gli oggetti (tutti diversi tra loro per forma o consistenza o colore o profumo) che in bosco, in un prato, sulla spiaggia o comunque all’aria aperta, possono essere trovati e utilizzati per realizzare giochi e costruzioni. Basta un bastone e un po’ di immaginazione per realizzare un flauto, una zattera per gli scoiattoli, una fionda, una scopa della strega…

Basta scegliere con attenzione il bastone giusto ed esso diventerà ciò che si vuole. Ci sono i bastoni avventurosi, quelli combattivi, quelli parlanti, quelli musicali. Ci sono anche i bastoni rifugio e quelli acchiappasogni. Un libro pieno di idee e suggerimenti per scoprire abilità inaspettate e divertirsi nella natura, lontani da negozi e aria condizionata.

Titolo: Basta un bastone. 70 attività da fare all’aria aperta
Autore: Fiona Danks, Jo Schofield
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 128 pp., 12,90 €

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Illusione ottica? No! Eclissi di sole!

Quale giorno migliore per parlare di vista, occhi e illusioni ottiche se non quello in cui centinaia di persone hanno rivolto uno sguardo al cielo chi schermando con le radiografie della nonna, chi con vetri da saldatore, chi (terribilmente sbagliato!) con gli occhiali da sole per vederlo scomparire a poco a poco, quasi completamente, dietro alla luna?Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen - 2015 Editoriale scienza

Ma come funziona l’occhio, perché è così importante preservarne la salute? Probabilmente la vista è il più curioso dei sensi: si sbircia, si guarda, si osserva, si scruta, si ammira… per scoprire, per conoscere, per vederci chiaro. Però non sempre tutto quello che vediamo è reale, talvolta si tratta di illusioni ottiche e in questo libro (con relativo corredo di attrezzi per disvelarne molte) si scopre passo passo tutto quello che avviene nei nostri occhi (come arriva l’immagine, come la si scompone e ricompone, come la si comunica al cervello…) per comprendere cosa può ingannarli e dar loro l’illusione di vedere altro.

Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen - 2015 Editoriale scienza
Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen – 2015 Editoriale scienza

Per esempio: che cosa genera le illusorie immagini di salvezza nel deserto, i miraggi? Come si costruisce un’immagine tridimensionale? Come è possibile nascondere immagini dai contorni ben definiti in carta quadrettata o linee? Un approccio scientifico che rende molto accessibili informazioni dalla natura complessa per poi stuzzicare il processo di sperimentazione e la curiosità dei piccoli scienziati in erba.

illusioni-ottiche-cop_piattaTitolo: Illusioni ottiche
Autore: Jon Kirkwood, Shaw Neilsen
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2015, 32 pp., 15,90 €

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Giochi di parole, humour, poesia vivono assieme ne L’isola di Bestierare

L'isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi - 2012, Edt Giralangolo
L’isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi – 2012, Edt Giralangolo

Prima di qualsiasi altra osservazione in merito a L’isola di Bestierare devo necessariamente considerare la traduzione di Giusi Quarenghi, che, giustamente, viene definita “versione italiana”, giacché il lavoro fatto dalla traduttrice è effettivamente di riscrittura; una riscrittura che immagino faticosa e impegnativa il cui risultato, però, è raffinato e brillante.

Le poesie di Jack Prelutsky sono, infatti, complesse, per la realizzazione non per la fruizione, giacché nascono da giochi di parole, o meglio, dall’incrocio di due parole a crearne una nuova. Questa nuova parola, che nasce dall’incrocio di un animale con un vegetale, dà vita a una nuova specie vivente, a una bestia rara, per l’appunto, sulla quale si innesta di volta in volta una poesia che è una storia.

L'isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi - 2012, Edt Giralangolo
L’isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi – 2012, Edt Giralangolo

Alla volta dell’isola di Bestierare salpano due bambini, ma sul loro skateboard c’è posto per un altro passeggero. E qui, esattamente in questo invito palese, che ristà la profonda bellezza di questo albo illustrato: quell’incoraggiare a fantasticare e creare che è, o dovrebbe essere, fulcro e motore di qualsiasi libro destinato all’infanzia.

Ci sono le Pescammelle, eleganti nel passo pur sulla sabbia bruciante; ci sono gli Ippofunghi, piuttosto ingombranti che preferiscono stare sempre nello stesso posto, beati e in tranquillità; c’è la Rinocerosa, affascinante, profumata, meravigliosa. Alla regola animale/ortaggio o frutto sfuggono solo il Ghepastruzzo, le Pappalontre e il Cardinaltonno, maniaco della velocità il primo, chiacchierone le seconde e con seri problemi con l’umidità l’ultimo.

L'isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi - 2012, Edt Giralangolo
L’isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi – 2012, Edt Giralangolo

Le illustrazioni di Peter Sís sono ricche in dettagli: i cieli sono composti da centinaia di piccole linee e così i mari; la terra è un trionfo di punti; le piume e i manti delle bestierare un intreccio fitto di righe e quadretti in cui si direbbe che il nero la faccia da padrone. In realtà le tracce scure non fanno che sottolineare i colori tenui ma brillanti che rimangono tali anche quando le espressioni sono cupe o pensose. 

L'isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi - 2012, Edt Giralangolo
L’isola di bestierare, Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi – 2012, Edt Giralangolo

La quarta di copertina riassume per mezzo di icone tutte le bestierare dell’isola: un avocado più un dodo crea un avocadodo; un rinoceronte più una rosa crea una rinocerosa… e qui la parola passa ai piccoli lettori che potranno creare decine e decine di nuove bestierare (per non dire infinite) e con esse nuove storie, sempre diverse, stavolta non rare, bensì uniche. L’invito è chiaro ed è accolto con entusiasmo dai piccoli lettori ben felici di abbandonare la via prescritta dell’ordine razionale delle cose per perdersi in un’avventura (con tanto di mappa alla mano) che è fantastica ma paradossalmente arricchita da una logica profonda e scientifica che presume una conoscenza concreta degli esseri che si incrociano oltre a una capacità di astrazione profonda della quale i bambini sono abbondantemente provvisti.

Cover_BestierareTitolo: L’isola di bestierare
Autore: Jack Prelutsky, Peter Sís, Giusi Quarenghi
Editore: Edt Giralangolo
Dati: 2012, 32 pp., 13,50 €

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Il libro bianco di Minibombo

Il libro bianco - 2013 Minibombo
Il libro bianco – 2013 Minibombo

Dietro a un libro bianco o c’è un grande progetto editoriale, oppure il rischio che si scivoli sul già visto è molto serio. Per questa ragione il mio approccio è stato cauto; a complicare le cose (laddove con “cose” si intendono le aspettative) ha contribuito anche il fatto che questo, della nuova nata Minibombo, è un albo senza parole. E anche questo è un punto di partenza ambizioso. Incomincio col dire che il libro bianco entra subito nel vivo della storia: non c’è tempo nemmeno per i convenevoli, per le presentazioni, non c’è posto per i nomi degli autori (Silvia Borando, Lorenzo Clerici, Elisabetta Pica).

Il libro bianco - 2013 Minibombo
Il libro bianco – 2013 Minibombo

Il libro bianco Incomincia, nemmeno a dirlo, con due belle pagine bianche, poi compare, sull’angolo in basso a sinistra, un bimbetto dal caschetto nero tratteggiato a carboncino con in mano un rullo da imbianchino. Sembra riflettere, l’espressione è seria e concentrata; al voltar pagina si manifesta un bel sorriso di soddisfazione e nel margine sinistro anche una striscia di colore fucsia. Il bambino continua a colorare la parete e su quella base fucsia da lui stesso creata compaiono degli uccellini, uccellini che da appisolati divengono sognanti e si librano in volo macchiando di rosa lo spazio bianco e lasciando le loro sagome bianche laddove è già fucsia, in un divertente gioco d’alternanza di vuoti e pieni.

Il libro bianco - 2013 Minibombo
Il libro bianco – 2013 Minibombo

Il bimbo passa all’azzurro e le pagine divengono mare, un mare popoloso di pesci, poi al verde di un dinosauro. Quando sceglie il grigio si palesa un sonnecchiante, quanto ingombrante, elefante e così di pagina in pagina (di doppia pagina in doppia pagina direi meglio), di colore in colore, si giunge a un caldo e morbido arancione che è preludio di un finale tenero e avvolgente. Il libro bianco si chiude con il rullo adagiato a terra ancora intriso di colore, come a voler invitare il piccolo lettore a proseguire nell’opera creativa.

Il libro bianco - 2013 Minibombo
Il libro bianco – 2013 Minibombo

E qui si ritorna al principio, con un diverso protagonista/autore. E si ritorna anche all’incipit di queste considerazioni: il progetto editoriale si rivela raffinato e completo, curato in ogni dettaglio, spiritoso e delicato. Le parole non ci sono e al contempo ce ne sono tante, visto che la struttura dell’albo fa sì che il piccolo lettore (si può leggere sin dai due anni autonomamente) chiacchieri molto, legga molto tra il bianco delle pagine e il colore. Avventure che non si ripetono, piuttosto si rinnovano e arricchiscono a ogni nuovo confronto.

Inoltre, chi l’ha detto che una storia finisce quando il libro si chiude? Intanto possiamo seguire le istruzioni per costruire un bel cappello da imbianchino con la carta, poi si può andare in rete alla ricerca di altre attività da libro bianco: qui trovate l’app.

cover.bianco.bigTitolo: Il libro bianco
Autore: Silvia Borando, Lorenzo Clerici, Elisabetta Pica
Editore: Minibombo
Dati: 2013, 48 pp., 12,90 €

Una spiaggia magica che sfugge alla marea

“Che Spiaggia magica [di Crockett Johnson] sia riemerso e veda nuovamente la luce, è un vero miracolo.” (Dalla prefazione di Maurice Sendak)

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

È stato necessario che molto tempo passasse dal 1965 affinché editori capaci di vivere con levità sia nella realtà che nell’irrazionalità, raggiungendo un equilibrio che è sana attitudine, pubblicassero Spiaggia magica (che allora era Castle in the sand) con le tavole originali del suo autore. Orecchio acerbo ha avuto l’equilibrio, la sana attitudine, di munirsi di sabbia e dita e soprattutto della capacità di scrivere sulla sabbia “tavole autentiche e dall’indiscussa genialità”: ed ecco apparire la bellissima edizione italiana di Magic Beach di Crockett Johnson. Certo, il mio incedere potrebbe dar adito a un sospetto surrealismo. Non lo nego, faccio molta fatica in questo caso a distinguere le varie facce e i vari protagonisti di quest’opera: Crockett Johnson, l’autore; la storia narrata e i suoi due (tre, quattro) protagonisti; la casa editrice; Maurice Sendak che ne introduce la lettura; Elena Fantasia, che lo traduce; Philip Nel che ne firma la postfazione.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Crockett Johnson è l’autore di Harold e la matita viola, Maurice Sendak fu uno dei suoi più grandi sostenitori, nonché collaboratori. Partirei da qui, mi sembra sufficiente, per passare direttamente alla storia che è quella di un bambino e una bambina che su una spiaggia incantata (magia che potremmo ritrovare anche nella nostra, di spiaggia, quella familiare) scoprono il potere delle parole; si cimentano con la scrittura, creandole e associando ad esse una carica fortemente magica. In inglese il parallelo è molto più intuitivo e immediato Ann e Ben giocano e imparano a usare lo spell-ing e lo spell: ortografia e incantesimo.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

“Non mi dispiacerebbe se fossimo in una storia” disse Ann. “Perché nelle storie le persone non vanno in giro tutto il giorno in cerca di una vecchia conchiglia. Succedono cose interessanti”.

“Nulla accade realmente in una storia” disse Ben “le storie sono parole. E le parole sono lettere. E le lettere sono diversi tipi di segni”.

Ann è portatrice di magia, la storia per lei è la possibilità di evadere da una realtà semplice e forse un po’ noiosa. Le parole che compongono la storia sono incantesimi. Ben è portatore, invece, della tecnica, della razionalità per cui la storia non è che un insieme di parole e via via all’indietro fino ai segni, semplici e lineari che le compongono. Entrambi, con i diversi approcci che li caratterizzano, hanno una qualità comune: il coraggio, lo stesso che ho tirato in ballo all’inizio di queste mie considerazioni, di vivere nel reale e nell’irreale allo stesso tempo. Lo sottolinea lo stesso Sendak che attribuisce a questo libro, così come alle altre opere di Crockett Johnson, l’aver “contribuito a cambiare il volto imbalsamato dell’editoria per ragazzi”.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Ben e Ann sono sulla spiaggia. Ann ha fame e anche Ben, considerato che scrive sulla sabbia “marmellata”. Un’onda leggera arriva a coprire e cancellare la scritta di Ben. Al suo posto però, non la luminescenza del sole sullo strato trasparente della risacca, non lo schiarirsi della sabbia mano a mano che l’acqua ritorna al suo mare, piuttosto un bel vassoio pieno di marmellata. Ben e Ann lo fissano perplessi: certe cose succedono solo nelle storie e nemmeno in tutti i tipi di storie… Ben allora scrive “pane”, la marmellata è piuttosto buona, e dopo aver ottenuto il pane, scrive anche latte, ed esso appare in due calici di cristallo.

Dopo un pic nic all’ombra di una quercia (meglio scrivere “quercia” piuttosto che “ombrellone”, l’ombra è più profumata), Ann suggerisce di scrivere “re”, e il re effettivamente compare. È un re malinconico, incompleto: non ha un regno, di conseguenza non regna su villaggi e foreste: ma i bambini sono capaci di evocare anch’esse. Il re si allontana a cavallo: “dovete lasciare questo regno”. I bambini non sono affatto d’accordo ma interviene la realtà. Interviene la marea a ricondurli, per mezzo di un breve viaggio, nei pressi di casa. La magia è scomparsa, ma c’è stata. Con essa sono scomparsi il re e il suo regno; rimane la consapevolezza di poter ricreare un’altra storia, rimangono le parole e la possibilità di scriverle sulla sabbia confondendo in maniera creativa incantesimi e ortografia.

Spiaggia magica, Crockett Johnson - 2013, Orecchio acerbo
Spiaggia magica, Crockett Johnson – 2013, Orecchio acerbo

Le illustrazioni raccontano sfruttando lo stesso processo: non spiegano, non indugiano in sterili suggerimenti. Si limitano, nella loro linearità d’inchiostro, a vivere nei segni con semplicità e coerenza, sfruttando la carica magica dell’immaginazione.

copertinaTitolo: Spiaggia magica
Autore: Crockett Johnson
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2013, 64 pp., 16,00

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Il bestiario immaginario di Roger McGough

Per quanto appaia (e sia) semplice da leggere e guardare, è altrettanto complesso da recensire questo libricino di versi, questo Bestiario immaginario di Roger McGough. Del resto i risultati semplici, molto spesso, sono il frutto di un lavoro e una composizione complessi. Ed è proprio questa complessità a mettere in gioco chi scrive, ma, molto in precedenza, ad aver messo in gioco chi ha tradotto, Franco Nasi in questo specifico caso, che mi sento di definire, per l’eccellente lavoro autoriale, co-autore, appunto.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013
Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

È necessario, quindi, procedere con ordine. Roger McGough, per cominciare, è uno dei più celebri poeti britannici, una personalità dalla produzione vivace, entusiasta e prolifica che ha sempre saputo accostarsi alla letteratura per l’infanzia con il rispetto e la premura che questo severo e delicato pubblico esige. Il Bestiario immaginario è il suo ultimo frutto destinato al consumo partecipato dei bambini; sono sue anche le illustrazioni (in bianco e nero, lineari e trasparenti).

Della tradizione dei bestiari immaginari, McGough conserva e applica la “mescolanza”, l’ibridazione, sfruttando con arguzia i nomi composti in quel processo creativo cui accennavo per cui un elemento complesso, composito appunto, diviene semplice e autonomo, assumendo un significato nuovo e bislacco, stravagante e surreale. Il primo animale immaginario è l’allivator (nato dal gioco che fonde un alligator/alligatore con un escalator/scala mobile) che, per mezzo di una poesia “concreta”, un calligramma, in cui le parole sono disposte sulla pagina a formare un disegno rappresentativo di ciò di cui si parla (di carrolliana memoria, penso a The Mouse’s Tale…), in italiano si trasforma e traduce in una divertente Squala Mobile, la cui illustrazione è stata creata su misura proprio da McGough che ha realizzato tutte le illustrazioni necessarie a completare il lavoro di traduzione quando essa non coincideva con l’originale.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013
Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

Con tecniche di composizione diverse, tutte le poesie sono in rima. A parte i calligrammi ci sono le bestie immaginarie nate da parole matrioska, parole quindi che hanno in sé altre parole, come nel caso del tasso (badger) che contiene la parola bad  e quindi per gioco diventa il tasso cattivo, che in rima si contrappone al goodger, il tasso buono. Insomma, se la lingua madre di McGough fosse l’italiano il biancospino potrebbe diventare un istrice albino; il calcestruzzo uno struzzo di calce (idea del traduttore), una bella statua animale.

Bestiario Immaginario, McGough - Gallucci, 2013
Bestiario Immaginario, McGough – Gallucci, 2013

Il testo in inglese è a fronte e la sequenza è quella originale, in ordine alfabetico, scelta dall’autore.

Parole libere di zampettare e svolazzare in qualsiasi direzione le porti la fantasia (sottobraccio alla scienza compositiva) che indurranno certamente i vostri bambini a mettersi alla prova, a giocare sia con la penna che con la matita.

img1405-gTitolo: Bestiario Immaginario
Autore: Roger McGough
Traduttore: Franco Nasi
Editore: Gallucci
Dati: 2013, 160 pp., 15,00 €

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Mondo scarabocchio, L’enciclopedia tutta da disegnare e colorare

Le enciclopedie sono tra i libri che i bambini amano di più consultare e sfogliare per la loro naturale tendenza alla scoperta. I bambini che ho osservato alle prese con la lettura di queste particolari pubblicazioni manifestavano diversità di approccio: alcuni cercavano i dinosauri e si concentravano in una lettura approfondita dell’argomento, altri preferivano le navi, altri ancora aguzzavano la vista sulle carte geografiche per poi correre, sfogliando rapidamente, alla ricerca degli animali e dei loro habitat. Tutti però mostravano una tendenza: dopo la lettura si munivano di matita per aggiungere appunti (spesso saputelli!), per disegnare elementi aggiuntivi e fantasiosi. Però nello spazio striminzito dei margini del testo o fra i vari paragrafi.mondo scarabocchio- Elinor Duffy - Editoriale scienza 2013

Con  Mondo scarabocchio – L’enciclopedia tutta da disegnare e colorare, invece, lo spazio per aggiungere, intervenire, colorare, disegnare, giocare c’è, eccome. Anzi, è un’enciclopedia realizzata proprio per assecondare il lato creativo della conoscenza e dello studio; molto utile, peraltro, a fissare nella memoria tutte le nozioni e le informazioni che, comunque, come in qualsiasi enciclopedia che si rispetti, si leggono.  E su ogni tipo di argomento:  i dinosauri, gli animali, le piante, la storia delle civiltà umane, la scienza,  il corpo umano, le invenzioni,  il sistema solare e i pianeti… Senza una vera e propria sequenzialità, che lascia, appunto, il bambino libero di sfogliare alla ricerca dell’argomento preferito: si passa dalle giostre, e dai principi fisici che le fanno funzionare, allo spazio, alle piante, alle piramidi, alle emozioni.

A questo si aggiungono gli spazi per colorare, le domande a cui rispondere, i labirinti, i disegni da completare, i robot da costruire.mondo scarabocchio- Elinor Duffy - Editoriale scienza 2013

Una lettura libera e creativa adatta a partire dai sei anni, consiglia Editoriale scienza. Io direi sin da quando i bambini sono capaci di leggere autonomamente, giacché molte delle attività proposte sono anche utili esercizi di prescrittura.

Elinor Duffy consiglia una scaletta d’azione:

prendi matite e pennarelli e dai libero sfogo alla tua immaginazione
scopri perché gli squali hanno denti di riserva e disegna quello che hanno mangiato
progetta la tua stazione spaziale e vedi che cosa orbita intorno alla Terra
crea una mostruosa pianta insettivora e conosci i suoi trucchi per catturare le prede
impara curiosando tra le sorprendenti pagine del libro.mondo scarabocchio- Elinor Duffy - Editoriale scienza 2013

copertinaTitolo: Mondo scarabocchio – L’enciclopedia tutta da disegnare e colorare
Autore: Elinor Duffy
Illustratore: E. Atkinson, H. Blackman, N. Farrel, E. Nave, J. Wright
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2013, 112 pp., 12,90 €

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Machecosè? Machefaràn? Machicè?

Machecosè, di David McNeil e Tina Mercié

Machecosè questa musica? Machecosè questo ritmo delle rime che par melodia? Machiè che le ha scritte? Machiè che le ha illustrate?

Beh… la musica c’è, e si sente, perché David McNeil oltre che narratore è anche musicista (oltre ad essere il figlio di March Chaghall); la melodia è quella tipica delle frasi musicali e brevi che nello spazio ridotto di un paio di righe riescono a meravigliare, e Tina Mercié, l’illustratrice, infonde ad ogni tavola il tocco onirico della sorpresa surrealista.

Machecosè di David McNeil e Tina Mercié - Gallucci 2012
Machecosè di David McNeil e Tina Mercié – Gallucci 2012

A farla da padrone tra le pagine sembrerebbe il nero. Su ogni pagina di sinistra delle brevi parole composte da altre parole, novelle portmanteau, che invitano e inducono a fantasticare su ciò che oltre la tavola illustrata di sinistra si nasconde. Più che ‘oltre’, direi meglio ‘dentro’ ciò che è proprio di ciascuna illustrazione ma in essa stessa si cela. E infatti, dopo aver trascorso qualche tempo a fantasticare (cosa che ritengo sia il punto di forza centrale di questo albo), si può svolgere la piegatura e scoprire se la piccola storia in rima è proprio quella cui si pensava, o un’altra, altrettanto sorprendente.

Manonmidire
Che quel che sembra uno sguardo malinconico di una fiera in gabbia verso un mondo verde, giallo e aperto, in realtà disvela il Brasile di sabbia dorata e foreste lussureggianti abitato da un bellissimo pappagallo variopinto e libero.

Machicè
Dietro a quel raffinato ventaglio? Una dama accaldata con una parruccona coi boccoli o piuttosto un pavone?

Machecosè di David McNeil e Tina Mercié - Gallucci 2012
Machecosè di David McNeil e Tina Mercié – Gallucci 2012

Consiglio questo albo, che a prima vista potrebbe sembrare per la sua eleganza e complessità poco adatto a bimbi di 4 anni (così come consigliato da Gallucci, la casa editrice che lo pubblica), anche a partire dai 3. Ritengo infatti che il gusto dei bimbi molto piccoli in fatto di illustrazioni e libri sia molto più complesso e raffinato di quanto noi adulti si possa pensare, e soprattutto è un albo che apre al gioco, conferendo alla lettura uno dei suoi compiti più nobili: la capacità di dar luogo alla creatività; possibilità molto apprezzata dai piccoli lettori.

copertina machecosè

Titolo: Machecosè
Autore: David McNeil, Tina Mercié
Editore: Gallucci
Dati: 2012, 20 pp., 18,00 €

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