Sei zampe e poco più

Sei zampe e poco più, laddove il “poco più” sarebbe a dire qualche antenna, talvolta un paio d’ali, ed ecco fatto un insetto, pronto per essere osservato, classificato, ritratto.

Questa guida pratica per aspiranti entomologi, scritta e illustrata da Geena Forrest, è la prima della nuova collana ideata da Topipittori: PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori.

Mi rendo conto che non sarebbe stato più PiNO ma GiNO ma avrei preferito che piuttosto che ‘piccoli’ i naturalisti osservatori fossero definiti ‘giovani’; ovvio che la conifera sia più rispondente del Signor Gino al contesto per cui…

Certo questo è l’unico appunto che la mia indole ipercritica non poteva esimersi dall’esprimere, perché tutto il resto (che non è affatto poco più) è ben ideato, ben strutturato, ben reso.

Sei zampe e poco più, di Geena Forrest - 2016 Topipittori
Sei zampe e poco più, di Geena Forrest – 2016 Topipittori

Non ha l’aspetto, che ho più volte ravvisato in altre pubblicazioni dal taglio naturalistico, del manuale o dell’enciclopedia, questo libro è uno strumento, è un luogo in cui scoprire e imparare a osservare in base a ciò che si è scoperto.

Questa estate ho trascorso molto tempo nei musei del Parco nazionale della Sila, in Calabria. La biodiversità di quei luoghi di cui i bambini sono testimoni nei musei così come all’aperto è meravigliosa; tutti i bambini chiedevano di fotografare, altri prendevano appunti su taccuini più o meno improvvisati, realizzando schizzi più o meno fedeli di quanto osservavano.

Ecco, se quei bambini avessero avuto l’occasione di leggere Sei zampe o poco più, l’approccio sarebbe stato altrettanto spontaneo ma meglio impostato: cosa osservare? Come distinguere? A cosa prestare attenzione? Sono Coleotteri, Imenotteri, Ortotteri? Come si nutrono? Pungono, succhiano, leccano? Quali sono le cose da segnare, cosa li differenzia l’uno dall’altro?

Ciò che questo libro ha in comune con i manuali è la resa degli insetti: sono veritieri e sono belli, perché realmente belli in natura. L’ambizione è che i giovani entomologi si ispirino a queste pagine per apprezzare il disegno dal vero. E si tratta di ambire e di imitare (alla maniera dei classici però) distinguendo le piccole parti, riuscendo a riconoscerle, apprendendo piccoli trucchi: i Ropaloceri, per esempio, hanno colorazioni sgargianti e complesse. Il disegno sull’ala aperta è diverso, però, da quello sull’ala a riposo (sì, i Ropaloceri sono Lepidotteri, che a loro volta sono farfalle), il suggerimento è di ritrarle in entrambi i modi. Ciò richiede abilità ma anche pazienza e rispetto. Poi non vorrei farmi bella di informazioni apprese di fresco per cui non sto a dirvi grazie a cosa si distinguano Lepidotteri Ropaloceri da Lepidotteri Eteroceri, perché sennò che gusto c’è?

Sei zampe e poco più, di Geena Forrest - 2016 Topipittori
Sei zampe e poco più, di Geena Forrest – 2016 Topipittori

In coda al libro una serie di cartellini per appuntare gli avvistamenti e per costruire la propria scatola dell’entomologo.

sei-zampeTitolo: Sei zampe e poco più
Autore: Geena Forrest
Editore: Topipittori
Dati: 2016, 48 pp., 14,00 €

 

Bocche (di animali straordinari)

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Scopro sin dall’indice, anzi, dall’albero della vita che lo precede, che le mie battaglie contro l’abbandono di meduse sul bagnasciuga non sono per nulla prive di fondamento: esse sono esseri viventi appartenenti, come i coralli e gli idroidi, alla famiglia dei cnidari addirittuta un gradino al di sopra delle porifere, meglio note come spugne di mare.

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Bene, a parte questo mio piccolo atto di rivalsa, e dopo aver letto questa mappa per gruppi del regno animale, osservo, con un misto di curiosità e fascino odontoiatrico, le bocche di 12 animali straordinari che popolano la Terra tra l’equatore e i poli, che si adattano al contesto, che hanno il pelo, che sono mastodontici o minuscoli, che vivono sott’acqua o volano, carnivori, erbivori, insomma, assolutamente diversi tra loro ma accomunati da un unico motto che è regola di vita. Letteralmente.

mangiare e non essere mangiati

Bocche è il primo libro di una nuova collana di divulgazione scientifica a firma Kalandraka. I testi sono del biologo Xulio Guterriez e le illustrazioni, dal tratto molto naturalistico che ricorda i grandi classici della divulgazione scientifica per bambini e ragazzi degli anni della mia infanzia, degli anni Ottanta, di Nicolas Fernandez. Molto originale l’approccio, mi ha incuriosita e colpita sulle prime; ma sono essere dai gusti difficili in quanto a questo genere di pubblicazioni per cui ho annusato, direi meglio assaggiato, la struttura, il lessico, le informazioni, per comprendere se questa scelta originale si traducesse in una narrazione funzionale o artefatta.

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

È quindi un libro che regalerei, certa di fare un bel regalo a bambine e bambini appassionati di animali, per dar loro la possibilità di scoprire, tra le altre cose, che i piragna hanno denti affilati come coltelli;  che la megattera, pur essendo molto pesante, per pescare e nutrirsi usa ciò che più leggero esista: le bolle d’aria; che tra tutti gli animali più feroci, quello capace di incutere un primitivo terrore è un essere relativamente piccolo, viscido e lungo: la lampreda.

Chiudono il libro un glossario e le schede per la consultazione rapida di ogni animale raccontato.

portada BOCASTitolo: Bocche. Animali straordinari
Autori: Xulio Gutiérrez (testo), Nicolás Fernández (illustrazioni), Francesca Masai, Eurico De Donà (traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2016, 32 pp., 17,00 €

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La balenottera azzurra

La balenottera azzurra, Jenni Desmond - 2016, Lapis
La balenottera azzurra, Jenni Desmond – 2016, Lapis

Questo libro mi ha sorpresa. Mi aspettavo una storia e invece ho trovato una storia e un accurato saggio scientifico. L’ho letto e l’ho riletto godendomi il piacere della scoperta, toccata nelle corde più intime della mastodontica grandezza di questo mammifero grigio che il mare rende azzurro. Al mondo non c’è e non c’è mai stato essere più grande della balenottera azzurra. Ciononostante se malauguratamente toccasse terra il suo stesso peso la schiaccerebbe. Il mare la protegge, la culla, la sostiene. Il mare la nasconde nonostante la sua mole, le da un intimo rifugio.

Il cuore di una balenottera azzurra è il più grande del mondo.
È grande come un’automobile e pesa circa 600 chili.

Quante emozioni può contenere il cuore di una balenottera è un segreto che rimarrà sempre racchiuso nel suo canto, percepibile solo con l’uso di sofisticati strumenti ma al contempo potentissimo. Però, se avessero il coraggio di farlo, nella sua bocca potrebbero entrare 50 persone e starvi paradossalmente tranquille, giacché esse si nutrono di solo krill.

È l’animale degli opposti: è enorme ma leggiadro, possiede una voce assordante ma non percepibile a orecchio umano, vive nel mare ma non può starvi immersa a lungo, necessita di tornare a galla per respirare ogni 30 minuti. E, altra cosa piuttosto sorprendente, ha degli occhi minuscoli (se confrontati al resto del corpo) che l’autrice, Jenni Desmond, ci propone in una riproduzione fedele. Dopo aver appreso quanto conti il sale nella vita di una balena, e non solo nella sua, possiamo voltar pagina e incontrarne lo sguardo profondo e fragile, un onice nero e ovale di appena 15 centimetri incastonato tra le pieghe della sua pelle sensibilissima.

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La balenottera azzurra, Jenni Desmond – 2016, Lapis

Si tratta di un albo da non perdere, che incontrerà certamente la fantasia dei vostri bambini e delle vostre bambine, accompagnandoli molto lievemente in un mondo enorme e affascinante, fortissimo e fragile, con un realismo che, sebbene non esattamente in contesto, mi piace definire magico perlomeno nell’efficacia comunicativa.

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La balenottera azzurra, Jenni Desmond – 2016, Lapis

Le illustrazioni, realizzate in tecnica mista, raccontano anch’esse di una realtà che può trasformarsi in sogno. È ben chiaro sin dalla copertina: il mare è imponente, il suo azzurro la occupa quasi tutta, lascia solo una striscia sottile al grigio della terra e a una piccola barca verde, dalla quale si sporge a osservare attentamente il nostro lettore protagonista. Sembra che la balenottera azzurra, col suo respiro, sostenga la barchetta, la culli e la mantenga in equilibrio in uno scambio di attenzione tra uomo e animale profondo e intenso. Equilibrio perfetto che si specchia nella riuscita combinazione di arte, meraviglia e divulgazione scientifica. La realtà si riflette sulla superficie del mare ma non resta lì, non galleggia. Placida affonda, approfondisce, cura, si fa immaginazione.

cop balenotteraTitolo: La balenottera azzurra
Autore: Jenni Desmond
Traduttore: Sara Marconi
Editore: Lapis
Dati: 2016, 40 pp., 14,50 €

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Che genio! Storie di personaggi straordinari

C’è un momento nella vita di ogni bambina e di ogni bambino che, non c’è dubbio, prima o poi arriva. Fa capolino intorno agli 8 anni e consiste nel voler sapere tutto su tanti specifici argomenti. Certo le passioni sono diverse, ma ce ne sono alcune ricorrenti e di solito sono: animali, esistenti ed estinti, luoghi meravigliosi, biografie di personaggi celebri o eroi.

Di libri che cataloghino tra gli scaffali delle librerie se ne trovano molti, ma tanti sono prodotti di facile consumo, piuttosto superficiali, destinati a soddisfare curiosità che si intendono passeggere.

Credo invece che il metodo di ricerca e studio (sì, ho detto proprio “studio”) per un bambino o una bambina si formi anche grazie a questo genere di pubblicazioni; per questa ragione se ne devono scegliere di ben strutturate, piacevoli, che forniscano informazioni corrette in un lessico accurato e accattivante. Dei libri, insomma, che i bambini abbiano voglia di leggere, rileggere e che ritornino ne tempo a consultare.

Che genio! di Guido Sgardoli potrebbe diventare uno di questi libri tra le mani di bambini interessati alle storie di personaggi straordinari. Diciotto per l’esattezza; diciotto storie di uomini e donne che con la loro caparbietà, il loro talento, la loro passione hanno rivoluzionato il mondo, hanno scoperto continenti, hanno fatto le rivoluzioni, hanno creato opere straordinarie. A ciascuna storia un colore pastello, dei caratteri dal bell’effetto tipografico e pagine sufficienti a rapire con racconti che hanno i toni del fantastico e invece narrano di gesta e imprese reali.

Scopro che Nelson Mandela in realtà si chiamava Nelson Rolihlahla Mandela e che questo nome dal suono di un cantilena, scelto per lui dalla madre che lo aveva partorito in riva al fiume, significa “attaccabrighe”. Nelson, amava quel nome, sebbene non avesse un riscontro nel suo modo di essere, e brighe ne avrebbe attaccato, e molte, con coloro che sostenevano l’apartheid. Scopro che Stanley Kubrick ha iniziato la sua carriera nel mondo delle immagini scattando fotografie; che Rita Levi Montalcini si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia contro il volere dei genitori.

Scopro, soprattutto, che in ogni vita straordinaria c’è una vita semplice, tanto simile a quelle di ciascuno di noi, e che, molto raramente i veri geni, quelli capaci di cambiare il mondo, pensavano di esserlo o erano ritenuti tali, specie da bambini. Una lettura che consiglio a bambine e bambini di grandi speranze. A tutti i bambini, quindi.

9788847733435Titolo: Che genio!
Autore: Guido Sgardoli
Editore: Edizioni El
Dati: 2016, 181 pp., 14,90 €

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La trottola di Sofia

A chi – poco esperto di formule e numeri – mi chiedeva di cosa si trattasse, dicevo ridendo: – Devo capire come funziona una trottola, come si muove un pendolo. In realtà si trattava di un vero e proprio rebus, una “sirena matematica”, come la chiamavano, ironicamente, gli studiosi.

Sofia Kovalevskaja è una donna che riesce a realizzare i propri sogni. Grande matematica russa vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, è un’eroina della Storia e della scienza. La trottola di Sofia, di Vichi de Marchi,  che ne narra la vita, è uno dei 5 libri candidati quest’anno al Premio Strega (categoria+11), la cui premiazione avverrà a breve, durante la Bologna Children’s Book Fair.

Sofia Kovalevskaja racconta in prima persona e il processo di immedesimazione percorso dall’autrice si intuisce lungo e profondo. È impegnativo “diventare un altro”, specie nel caso delle biografie, e talvolta si rischia di investire troppo dell’autore nella vita di chi si racconta. Qui l’equilibrio, invece, si mantiene saldo, non ci sono toni distaccati o altri patetici. Sofia ci si racconta e appare in tutta la sua passione per la matematica, in tutto il suo coraggio, in tutta la sua determinazione.

la trottola di sofia
La trottola di Sofia, Vichi de Marchi, Simona Mulazzani – 2014 Editoriale Scienza

Sofia rinuncia e rifugge i ruoli che la società le impone. Ruoli stereotipati, di moglie, di donna, per vivere liberamente la propria intelligenza, le proprie passioni, il proprio talento. Nasce in Russia e sempre tenterà di riconnettersi alle proprie radici, ma durante la propria vita e in nome della matematica valicherà, spesso correndo rischi altissimi, moltissimi confini. Da un Paese all’altro cercando lo spazio giusto per poter studiare, per poter accedere alle università (allora precluso alle donne); e lo fece con tale caparbietà da riuscire a spezzare quelli metaforici e reazionari. Sacrificando la propria vita personale, rinunciando persino alla propria figlia, riuscì ad emanciparsi, e fu la prima donna a ottenere una cattedra di matematica nell’ateneo di Stoccolma, non senza l’opposizione di docenti conservatori.

Quando Sofia sale in cattedra, il 30 gennaio 1884, l’aula è gremita di gente venuta ad assistere a un momento storico, la prima lezione tenuta da una donna.

Non ho alcuna competenza in matematica, ma non ne ho avuto bisogno per leggere con gusto questo romanzo biografico che scorre con un ritmo molto sostenuto e rinfocola lo spirito che in ciascuno c’è di rivalsa e audacia. È una lettura che consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che vogliano scoprire cosa significhi davvero essere e rendere sé stessi liberi.

Screenshot 2016-03-22 12.20.28Titolo: La trottola di Sofia
Autore: Vichi De Marchi
Illustratore: Simona Mulazzani
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2014, pp. 128, 12,90 €
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Illusione ottica? No! Eclissi di sole!

Quale giorno migliore per parlare di vista, occhi e illusioni ottiche se non quello in cui centinaia di persone hanno rivolto uno sguardo al cielo chi schermando con le radiografie della nonna, chi con vetri da saldatore, chi (terribilmente sbagliato!) con gli occhiali da sole per vederlo scomparire a poco a poco, quasi completamente, dietro alla luna?Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen - 2015 Editoriale scienza

Ma come funziona l’occhio, perché è così importante preservarne la salute? Probabilmente la vista è il più curioso dei sensi: si sbircia, si guarda, si osserva, si scruta, si ammira… per scoprire, per conoscere, per vederci chiaro. Però non sempre tutto quello che vediamo è reale, talvolta si tratta di illusioni ottiche e in questo libro (con relativo corredo di attrezzi per disvelarne molte) si scopre passo passo tutto quello che avviene nei nostri occhi (come arriva l’immagine, come la si scompone e ricompone, come la si comunica al cervello…) per comprendere cosa può ingannarli e dar loro l’illusione di vedere altro.

Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen - 2015 Editoriale scienza
Illusioni ottiche, Jon Kirkwood, Shaw Neilsen – 2015 Editoriale scienza

Per esempio: che cosa genera le illusorie immagini di salvezza nel deserto, i miraggi? Come si costruisce un’immagine tridimensionale? Come è possibile nascondere immagini dai contorni ben definiti in carta quadrettata o linee? Un approccio scientifico che rende molto accessibili informazioni dalla natura complessa per poi stuzzicare il processo di sperimentazione e la curiosità dei piccoli scienziati in erba.

illusioni-ottiche-cop_piattaTitolo: Illusioni ottiche
Autore: Jon Kirkwood, Shaw Neilsen
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2015, 32 pp., 15,90 €

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Da dove vengono i vestiti che indossiamo e i cibi che mangiamo? Scienza e consapevolezza per bambini curiosi

Da dove viene questo calzino? Si chiede un bimbo in copertina con sguardo sospettoso. Da sotto al letto, ovvio! In realtà il calzino in questione, più in generale, viene da enormi piantagioni di pianta del cotone, come le magliette, come le lenzuola, come tutti i tessuti in cotone, bianchi o colorati che siano. E come diventi un calzino possiamo saperlo sfogliando le pagine di Da dove viene?, un libro con tante finestrelle per scoprire l’origine di oggetti di uso quotidiano, di cibi, di vestiti.

Da dove viene? Federica Friedrich, Ilaria Falorsi - 2014, Editoriale Scienza
Da dove viene? Federica Friedrich, Ilaria Falorsi – 2014, Editoriale Scienza

Diviso in tre parti, Da dove viene? segue la giornata di un bambino e ne anticipa le domande: si parte dalla colazione e allora, da dove viene il latte? E il pane? Lo zucchero? Poi ci si veste e prepara per andare a scuola magari indossando un pile caldo caldo che, indumento sintetico, viene dalla plastica. Quindi si entra in classe e si scopre che un tempo la gomma era fatta con la gomma arabica, oggi quasi tutte le gomme per cancellare sono realizzate con il petrolio.

Ad ogni argomento sono dedicati degli approfondimenti. Col classico linguaggio semplice e diretto, ma assolutamente ricco in significanti e dati, cui questa bella collana ci ha abituati (e di cui ho parlato anche qui e qui) tutti gli argomenti sono trattati in modo vivace ed esaustivo. Le illustrazioni rese con una scelta che cade sui colori brillanti sono semplici ed efficaci e non si limitano a fare da spalla al testo ma piuttosto ne sono parte integrante.

Da dove viene? Federica Friedrich, Ilaria Falorsi - 2014, Editoriale Scienza
Da dove viene? Federica Friedrich, Ilaria Falorsi – 2014, Editoriale Scienza

Dopo tante domande, tante alette sollevate e tante risposte, anche tre giochi da fare con un adulto per mettere in pratica quanto scoperto durante la lettura. Un libro che consiglio ai bimbi curiosi e appassionati di scienza; ai bimbi che amano ottenere risposte precise e pronte; a quelli che non si accontentano di informazioni sbrigative. Dai 4 anni in su.

copertinaTitolo: Da dove viene?
Autore: Federica Friedrich, Ilaria Falorsi
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2014, 28 pp., 12,90 €

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Il mondo segreto delle piante

Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini - 2014, Editoriale Scienza
Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini – 2014, Editoriale Scienza

È un’ammissione che faccio in prima persona: molto spesso le piante, gli alberi, sono presenze silenziose e discrete che passano inosservate. Non alla mia vista, beninteso, della loro bellezza, della loro imponenza a volte, infatti godo penso come tutti, ma do per scontato che esse siano lì, di rado mi soffermo per toccarle, per accarezzarne tronchi o sfiorarne petali e fusti. So che c’è molto altro dietro alla loro presenza immobile e bella, ma leggendo questo volume dal titolo intrigante, Il mondo segreto delle piante, ho scoperto con divertita e curiosa meraviglia che sono molte, moltissime, le cose che delle piante ignoravo.

Sono stata trasportata per mezzo di illustrazioni, testi e foto divertenti, in un mondo sfaccettato fatto di emozioni e contrasti che palesa quanto sia sfacciata la visione antropocentrica che l’uomo ha della Terra, quanto sia erronea.

Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini - 2014, Editoriale Scienza
Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini – 2014, Editoriale Scienza

Le piante sono forti e fragili, imponenti e minuscole, sono maschio e sono femmina, si riproducono, mangiano e comunicano tra di loro. Alcune fondano associazioni di beneficenza, altre non si fanno scrupolo di calpestare qualche simile (o a fagocitarlo all’occasione) se serve a crescere e vivere con più spazio o tranquillità. Certo è molto più semplice intenerirsi dinanzi agli occhioni sgranati di un gattino piuttosto che dinanzi all’inerme delicatezza di una gemma che sboccia, ma le piante hanno una loro sensibilità, una loro cocciutaggine, persino, grazie alla quale conquistano territori, si difendono, sopravvivono e vivono molto a lungo. “Se è l’esperienza del mondo a conferire saggezza e intelligenza, allora le creature più sagge dovrebbero essere le piante, che popolano la Terra da molto più tempo di noi umani…”

Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini - 2014, Editoriale Scienza
Il mondo segreto delle piante, Jeanne Failevic, Véronique Pellissier, Cécile Gambini – 2014, Editoriale Scienza

Ogni capitolo è introdotto da una fotografia dal tono umoristico a piena pagina che suggerisce la domanda del titolo che apre ogni capitolo. A ciascuna domanda (Le piante sono maschi o femmine? Le piante mangiano ? Le piante sono intelligenti?) segue un nutrito capitolo illustrato in cui dalla scienza si passa alle note curiose, dagli schemi, alle illustrazioni divertenti. Il tono è molto comunicativo, il lessico adatto ai bambini: tutte le informazioni arrivano e si fissano con naturalezza, invogliando al’approfondimento, alla ricerca, ogni volta sorprendendo.

Ritengo che sarebbe un regalo di qualità e profonda bellezza da mettere sotto l’albero a Natale.

il mondo segreto delle pianteTitolo: Il mondo segreto delle piante
Autore: Jeanne Failevic, Véronique Pellissier
Illustratore: Cécile Gambini
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2014, 96 pp., 18,90 €

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Lindbergh, l’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano

Quando facevo da assistente personale al Professor Giuliano Bonfante, celebre filologo, mi capitava spesso di godere delle sue memorie private, dei suoi racconti di studioso, di scienziato sfuggito alle persecuzioni naziste, assieme alla moglie, Dompè, dall’Italia verso New York, e mentre lo ascoltavo non potevo fare a meno di riflettere, forse ingenuamente, su un pensiero che già avevo maturato da studentessa di letteratura tedesca: gran parte delle idee geniali arrivano dagli USA, perché? Perché le nostre menti geniali, tante, le abbiamo perseguitate, le abbiamo scacciate, le abbiamo costrette a fuggire, a brillare altrove.

Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014
Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014

La premessa è piuttosto personale e ha radici assai lontane da quel che è questo albo, però è stato inevitabile per me parlarne, giacché leggendo la storia del topo Lindberg non ho potuto fare a meno di pensarvi. Giacché prima di immergermi nelle splendide illustrazioni, che giocano con tutte le varianti del color cuoio del cappello da aviatore, prima ancora di tendermi, proprio fisicamente, verso questo eroico roditore, non ho potuto fare a meno di valutare lo spreco perpetrato dalle civette nello sfruttare lo splendido dono della visione notturna nel controllo della vita altrui: il giallo intenso, la rotonda perfezione degli occhi rapaci si perde, si fanno vacui, invadenti. Non ho potuto fare a meno di indugiare sugli artigli mollemente persi del gatto, splendido in uno dei tanti closeup che arricchiscono la narrazione per immagini, la cui felina sveltezza si sfuma in una caccia che non è fiera, piuttosto ubbidiente.

Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014
Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014

Tutte energie sprecate ma funzionali purtroppo allo sterminio dei topi per mezzo di sorveglianza continua, rastrellamenti, trappole. Un topo però riesce a districarsi, riesce a ingegnarsi e sfuggire al controllo, trovando riparo non in un luogo bensì in sé stesso, nella propria curiosità, nella propria intelligenza.

Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014
Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014

Il topo in questione, infatti, trascorre la maggior parte del suo tempo tra i libri, certo ogni tanto li rosicchia, ma intanto li legge e fa scorta di cellulosa e scienza. Un giorno, appena sfuggito alle grinfie di un gatto, si imbatte in uno stormo di pipistrelli: si direbbero quasi topi, però hanno le ali. Da qui l’idea: munirsi di ali per raggiungere l’America. Ma le ali non bastano, il topo fallisce la sua prima prova ma non demorde e ci riprova; stavolta costruendo un vero e proprio velivolo col quale si alza nel cielo di Amburgo, che ci appare morbida e antica nei suoi panorami virato seppia, e se la lascia alle spalle per avventurarsi nei cieli dell’Atlantico. Ad attenderlo in America il successo, la libertà, la notorietà.

Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014
Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014

Si racconta persino, e qui non è tanto la storia che diventa leggenda ma la leggenda che dà luogo alla storia, che un bambino, leggendo dell’impresa compiuta dal topo decidesse che anche lui avrebbe solcato il cielo, e che il suo nome fosse Charles Lindebergh.

Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014
Lindberg, Torben Kuhlmann -Orecchio acerbo, 2014

Un albo illustrato magnifico, una narrazione che arriva alle orecchie intensa, limpida all’immaginazione; una storia che si fa sogno elegante, avvincente, acquerelli con movimenti di presa entusiasmanti. A parer mio l’albo più bello che io abbia avuto modo di leggere nel 2014, che consiglio, e vivamente, a tutti i bambini con il senso dell’avventura, con il coraggio dell’entusiasmo, con lo slancio dell’intraprendenza. A tutti i bambini, insomma.

Lindbergh_cover_itaTitolo: Lindbergh, l’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano
Autore: Torben Kulhmann
Traduttore: Damiano Abeni
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2014, 96 pp., 19,50 €

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