Il regno delle api

Il regno delle api di Piotr Socha, Wojciech Grajkowski - 2016, ElectaKids

Formato grande. Illustrazioni a pagina doppia e quasi piena, dettagliate e coloratissime senza mai risultare confusionarie o ridondanti. Rispondenti insomma all’eleganza e alla pragmaticità del soggetto protagonista, l’ape. Fitte, fitte, lo dicevo, come le api quando sciamano, quando si spostano assieme o quando, operose, si concentrano sui favi per depositare accudire, costruire, riparare.

Il regno delle api di Piotr Socha, Wojciech Grajkowski - 2016, ElectaKids
Il regno delle api di Piotr Socha, Wojciech Grajkowski – 2016, ElectaKids

È un regno, questo delle api, narrato per tappe. La cui storia comincia proprio dai primordi, dal tempo in cui le api tenevano compagnia ai dinosauri e precisamente 100 milioni di anni fa. A quell’epoca le api erano carnivore come le vespe contemporanee, e si nutrivano di altri insetti. Poi, presumibilmente per caso, una di loro deve aver assaggiato il nettare e non ha più saputo rinunciarvi… Le api di quel tempo così lontano sono arrivate ai nostri giorni invischiate nell’ambra; erano già a strisce nere e gialle, ma non avevano ancora sviluppato quella soffice peluria di cui siamo abituati a vederle ricoperte. E che ha uno scopo ben preciso, che ha reso le api tra le principali responsabili dell’evoluzione e della sopravvivenza di numerosissime specie animali come vegetali.

Il regno delle api di Piotr Socha, Wojciech Grajkowski - 2016, ElectaKids
Il regno delle api di Piotr Socha, Wojciech Grajkowski – 2016, ElectaKids

Come allora, anche oggi le api non esisterebbero senza i fiori così come i fiori non esisterebbero senza le api, che sono grandi esperte di impollinazione. E di fiori bellissimi questo libro è pieno. Sono loro che intervengono a completare il ritmo del nero e del giallo rendendo l’armonia di questo regno perfetta.

Il segno dell’illustratore, molto attento ma anche molto ironico (di radice “fumettistica”), rende la lettura del testo scientificamente accorto, molto piacevole e divertente. Ci sono anche degli inserti che mimano le pagine dei quotidiani in cui scoprire curiosità su questi insetti che riservano molte sorprese. Lo sapevate voi che Sherlock Holmes, il celebre investigatore, dopo essere andato in pensione divenne un apicoltore talmente informato da scrivere un manuale di apicoltura? E che e api sappiano contare?

Le api danzano in questo libro che l’editore giustamente definisce di edu-tainment, la cui lettura consiglio a bambine e bambine dai sei anni in su.

Ps. Reputo sia fondamentale eucare i bambini alla consapevolezza che nel nostro ecosistema tutto sia connesso. Le api possono essere lo strumento giusto, vista la velocità con la quale il loro numero si riduce di anno in anno. Dobbiamo loro moltissimo, lo scopriranno leggendo questo albo, è necessario proteggerle.

il-regno-delle-apiTitolo: Il regno delle api
Autore: Piotr Socha, Wojciech Grajkowski
Editore: ElectaKids
Dati: 2016, 72 pp., 22,00 €

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Mio nonno era un ciliegio

Quando avevo quattro anni, avevo quattro nonni: due nonni di città e due nonni di campagna.Quelli di città si chiamavano Luigi e Antonietta e assomigliavano spiccicati a tutta la gente di città. Quelli di campagna si chiamavano Ottaviano e Teodolinda e non assomigliavano a nessuno, nemmeno ai loro vicini di casa.

Tonino ha quattro nonni, due dei quali vivono in campagna, sono degli splendidi e affettuosi anticonformisti e lo amano per il bambino che è. La nonna Teodolina massiccia e imponente, sorridente, il nonno Ottaviano strambo e orgoglioso. Insieme avevano dato vita a Felicità, la mamma di Tonino, e avevano piantato un albero di ciliegio; bambina e albero crescevano assieme e i nonni se ne prendevano cura perché il ciliegio era come un secondo figlio e piangeva e rideva come un bambino. Del resto “Se gli alberi respirano, perché non dovrebbero anche ridere?”.

<em>Mio nonno era un ciliegio</em> di Angela Nanetti, ill. Anna e Elena Balbusso - Einaudi ragazzi
Mio nonno era un ciliegio di Angela Nanetti, ill. Anna e Elena Balbusso – Einaudi ragazzi

Quando la nonna Teodolinda muore, il rapporto tra il nonno Ottaviano e Tonino diventa ancora più forte, unico, senza fronzoli e pieno. Ma interviene uno sfortunato evento: il Comune vuole togliere la terra al nonno, e tagliare il ciliegio. Questo fa piombare il nonno in un senso di disperazione che lo porterà alla malattia. Ma dopo la sua scomparsa Tonino e la mamma combatteranno coraggiosamente, con lo stesso strambo cipiglio del nonno, per riuscire a salvare il ciliegio che tanto amava e, insieme, riusciranno a farlo.

<em>Mio nonno era un ciliegio</em> di Angela Nanetti, ill. Anna e Elena Balbusso - Einaudi ragazzi
Mio nonno era un ciliegio di Angela Nanetti, ill. Anna e Elena Balbusso – Einaudi ragazzi

In questo bellissimo romanzo per bambini e bambine dai 7 anni, intervengono a rendere la lettura intensa e piacevole il senso della memoria, le differenze tra generazioni, la distanza tra la campagna e la città. Ne consiglio la lettura anche perché offre un assaggio di una scrittura, quella di Angela Nanetti (premio Andersen nel 2003 proprio come migliore scrittrice), che è piuttosto diversa dalle scritture contemporanee per respiro e per stile.

Mio nonno era un ciliegio è un romanzo del 1998, tradotto in oltre venti paesi non può mancare nella libreria dei vostri bambini.

51yuuqliw0l-_sx334_bo1204203200_Titolo: Mio nonno era un ciliegio
Autore: Angela Nanetti, ill. Anna e Elena Balbusso
Editore: Einaudi ragazzi
Dati: 2009, 137 pp., 11,90 €

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Il mio primo Charles Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica

È il 1868 quando Charles Dickens inventa due storie, una tutta azzurra e una tutta rosa. Una per maschietti di nove anni, più o meno, l’altra per femminucce di sei, sette.

State strabuzzando gli occhi pensando che sia io e sia, peggio, Charles Dickens, si sia perso il senno? Allora aggiungo al pacchetto conformista anche una bella cornice azzurra per ogni pagina della storia di pirati e una altrettanto bella cornice rosa per la storia di principesse. E la frittata dello stereotipo di genere è fatta.

Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio - La lisca magica. Illustrate da Hilary Knight - 2016, Donzelli
Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica. Illustrate da Hilary Knight – 2016, Donzelli

Per fortuna si tratta della sana ironia (che mai è sarcasmo) di Dickens, qui esasperata e tradotta anche in segno grafico atto proprio a fuorviare (o attrarre per poi portare su un’altra strada?) la consuetudine, i preconcetti e il perbenismo. Perché le cornici sono sì azzurra e rosa, ma contengono due storie che non sono portatrici di alcuna tinta pastello. Però sono due storie scritte apposta per i bambini, che dei bambini manifestano la freschezza, e che Dickens ha affidato proprio alle loro penne, cimentandosi in un esercizio narrativo difficile quanto ben riuscito, talvolta assurdo per occhi adulti ma di una disarmante efficacia da risate pancia all’aria e nasi arricciati per quelli dei giovani lettori.

La prima storia è dissacrante, spassosa e divertente. È composta di avventure strampalate, coraggio, sogni, audacia, sbruffonerie bambine e momenti di sadica e succulenta vendetta, specchio e sfogo di pensieri bambini anch’essi. Illustrata con toni freddi e truculenti (o pirateschi che dir si voglia) dettagli. La seconda smonta ogni luogo comune in un rincorrersi di situazioni paradossali e surreali. I toni delle illustrazioni sono caldi, primeggiano il rosso e il giallo.

Il capitan Cuordicoraggio, per dirne una approda su di un’isola i cui verdognoli abitanti erano grandi timorati di Dio, giacché il loro inno era:

Spancia, spanciati, span!
Gnamme, gnammete, gnam!
Spancia, spanciati , span!
Gamme, gnammete, gnam!

Che, altro non è che la loro versione del “Dacci oggi il nostro pane quotidiano…”. L’unica piccola differenza è che si tratta di un popolo dalle abitudini alimentari cannibaliche, che peraltro sta per cuocere in pentola il professore di latino del capitano, con il quale non scorre buon sangue e che, sebbene non in questo momento, comunque farà una brutta fine. Ma questa è un’altra storia.

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Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica. Illustrate da Hilay Knight – 2016, Donzelli

La lisca magica si conclude con la morte, ben accolta, di un carlino. Odioso vieppiù, tanto tanto insopportabile da morir strozzato eppur con naturalezza.

Non sono storie dalla semplice lettura. Specie se gli adulti volessero fare da filtro. Bisogna lasciarle leggere a coloro cui sono destinate così, come acqua che sgorga dal fianco della montagna: è fresca e disseta e talvolta ci si trovano dei sassolini dentro, basta non farci caso.

Le illustrazioni sono di Hilary Knight cui va il merito di aver concepito graficamente il llibro e di aver associato queste due storie in un unico volume nel 1964.

7c57603da4a87a8f9e736d5c6a2a631e_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica
Autore: Hilary Knight
Traduzione: Bianca Lazzaro
Editore: Donzelli
Dati: 2016, 48 pp., 22,00 €

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Sei zampe e poco più

Sei zampe e poco più, laddove il “poco più” sarebbe a dire qualche antenna, talvolta un paio d’ali, ed ecco fatto un insetto, pronto per essere osservato, classificato, ritratto.

Questa guida pratica per aspiranti entomologi, scritta e illustrata da Geena Forrest, è la prima della nuova collana ideata da Topipittori: PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori.

Mi rendo conto che non sarebbe stato più PiNO ma GiNO ma avrei preferito che piuttosto che ‘piccoli’ i naturalisti osservatori fossero definiti ‘giovani’; ovvio che la conifera sia più rispondente del Signor Gino al contesto per cui…

Certo questo è l’unico appunto che la mia indole ipercritica non poteva esimersi dall’esprimere, perché tutto il resto (che non è affatto poco più) è ben ideato, ben strutturato, ben reso.

Sei zampe e poco più, di Geena Forrest - 2016 Topipittori
Sei zampe e poco più, di Geena Forrest – 2016 Topipittori

Non ha l’aspetto, che ho più volte ravvisato in altre pubblicazioni dal taglio naturalistico, del manuale o dell’enciclopedia, questo libro è uno strumento, è un luogo in cui scoprire e imparare a osservare in base a ciò che si è scoperto.

Questa estate ho trascorso molto tempo nei musei del Parco nazionale della Sila, in Calabria. La biodiversità di quei luoghi di cui i bambini sono testimoni nei musei così come all’aperto è meravigliosa; tutti i bambini chiedevano di fotografare, altri prendevano appunti su taccuini più o meno improvvisati, realizzando schizzi più o meno fedeli di quanto osservavano.

Ecco, se quei bambini avessero avuto l’occasione di leggere Sei zampe o poco più, l’approccio sarebbe stato altrettanto spontaneo ma meglio impostato: cosa osservare? Come distinguere? A cosa prestare attenzione? Sono Coleotteri, Imenotteri, Ortotteri? Come si nutrono? Pungono, succhiano, leccano? Quali sono le cose da segnare, cosa li differenzia l’uno dall’altro?

Ciò che questo libro ha in comune con i manuali è la resa degli insetti: sono veritieri e sono belli, perché realmente belli in natura. L’ambizione è che i giovani entomologi si ispirino a queste pagine per apprezzare il disegno dal vero. E si tratta di ambire e di imitare (alla maniera dei classici però) distinguendo le piccole parti, riuscendo a riconoscerle, apprendendo piccoli trucchi: i Ropaloceri, per esempio, hanno colorazioni sgargianti e complesse. Il disegno sull’ala aperta è diverso, però, da quello sull’ala a riposo (sì, i Ropaloceri sono Lepidotteri, che a loro volta sono farfalle), il suggerimento è di ritrarle in entrambi i modi. Ciò richiede abilità ma anche pazienza e rispetto. Poi non vorrei farmi bella di informazioni apprese di fresco per cui non sto a dirvi grazie a cosa si distinguano Lepidotteri Ropaloceri da Lepidotteri Eteroceri, perché sennò che gusto c’è?

Sei zampe e poco più, di Geena Forrest - 2016 Topipittori
Sei zampe e poco più, di Geena Forrest – 2016 Topipittori

In coda al libro una serie di cartellini per appuntare gli avvistamenti e per costruire la propria scatola dell’entomologo.

sei-zampeTitolo: Sei zampe e poco più
Autore: Geena Forrest
Editore: Topipittori
Dati: 2016, 48 pp., 14,00 €

 

Klaus e i ragazzacci

In questa storia ad alta leggibilità di David Almond si parla spesso di due muri: quello che separava Berlino Est da Berlino Ovest e quello tirato su da un gruppo di ragazzini, capeggiati da Joe Gillespie, pià grandicello ma soprattutto più prepotente, tra le proprie, differenti, personalità e gli altri: gli adulti, gli altri ragazzini.

Cosa spinge un ragazzino a diventare un ragazzaccio? Qual è il momento in cui ci si convince che si possa ottenere un riconoscimento a livello sociale solo se si combina qualche pasticcio (specie se il pasticcio è a spese di qualcun altro)?

I ragazzacci fanno squadra sul campo di calcio che, negli anni in cui è ambientata questa storia (fine degli anni Sessanta) era sport molto diverso da come si intende ora, e per strada, a scuola. I ragazzacci prendono di mira chi sembra loro più debole e se ne prendono gioco. O meglio, i ragazzacci ubbidiscono ciecamente al proprio capo Joe senza colpo ferire, senza farsi domande, senza opporre resistenza. E chi, timidamente, prova a farlo, corre il rischio di essere allontanato, di passare dall’altra parte del muro, di diventare bersaglio piuttosto che cacciatore.

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Klaus e i ragazzacci, di David Almond M. Coppo – 2015, Sinnos

Come nelle ricorrenze cicliche che diventano abitudini, basta poco a spezzare il cerchio e interrompere il flusso di prepotenze e pregiudizi: da Berlino Est arriva a Londra un ragazzino, Klaus Vogel, che a guardarlo giocare sembra Pelè, anzi, sembra Gerd Müller, che è capace di usare i “no” quando è il momento giusto e ama la musica classica. Senza timore, conscio delle conseguenze. E quando c’è qualcuno che il buon esempio lo da generosamente, allora ci sarà sempre qualcun altro che sarà capace di esprimersi liberamente, assecondando la propria indole piuttosto che lusingare quella di qualcun altro. E la musica che ne consegue pare Mozart.

Sebbene nello spazio di poche pagine, Almond riesce a caratterizzare i personaggi come di consueto. Klaus Vogel è ritratto nei minimi dettagli sebbene sembri che siano poche e cose dette su di lui. Persino il protagonista, voce narrante di questo racconto, di cui si fa fatica a scoprire il nome, si rivela in tutte le sue insicurezze, nelle sue abitudini, nel tono che usa nel raccontare, nel raccontarci di come fose un ragazzaccio e abbia smesso di esserlo.

Lettura consigliata per la quarta elementare

klaus-e-i-ragazzacci_web-199x300Titolo: Klaus e i ragazzacci
Autore: David Almond
Traduttore: L. Russo
Editore: Sinnos
Dati: 2015, 61 pp., 9,00 €

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L’undicesimo passo

L'undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian - 2016 Valentina editore

Talvolta i frutti più aspri lasciano in bocca un persistente senso di dolcezza. Forse si tratta della consapevolezza che mordendo la sensazione sarà di pizzicore, di freschezza, non di appagante tenerezza. Forse è per questo.

Oppure si tratta della speranza che sempre alberga negli animi liberi.

L'undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian - 2016 Valentina editore
L’undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian – 2016 Valentina editore

Talvolta certe storie illudono il lettore. Chi narra sa quali corde toccare per tenere accesa la speranza, per non lasciare che il filo rosso della tensione verso una risoluzione piena si spezzi. L’undicesimo passo è una di quelle. ‘Illudere’ però forse non è la parola giusta, perché ritengo che possa far travisare a chi legge l’affetto che nutro per questo tipo di storie a mezza strada tra il realismo e la leggenda. Più calzante sarebbe “dare l’impressione”. Quindi riformulo: talvolta, certe storie danno l’impressione al lettore che tutto andrà per il meglio, e questa impressione è l’elemento capace di trasfomare la disillusione in speranza; che è poi il persistente senso di dolcezza che lasciano in bocca i frutti più aspri.

L'undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian - 2016 Valentina editore
L’undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian – 2016 Valentina editore

Si racconta di un leoncino, nato per davvero e cresciuto per davvero in uno zoo, e il “per davvero” è quello delle storie antiche (questa ha origini persiane). Nato da una mamma amorevole e cresciuto felice. Il leoncino passeggiava nella sua gabbia: dieci passi per percorrerla tutta, da un lato al suo opposto. Non poteva fare un passo in più, perchè altrimenti avrebbe sbattuto il musetto contro le sbarre. E le sbarre sono in ogni pagina, difficile dimenticarsene; in ogni pagina segnano il confine tra quello che è all’interno e quello che è oltre e condizionano la prospettiva, domano lo sguardo.

I blocchetti di testo si appoggiano sul fianco destro di queste sbarre scure, esse danno il ritmo e segnano il passo.

Un giorno il custode dimentica la porta della gabbia aperta e il piccolo leoncino, un po’ curioso un po’ intimidito, esce. Esce e fa dieci passi. Poi si ferma e si addormenta ai piedi di un grande cespuglio. Non sa come compiere l’undicesimo passo, nessuno glielo ha insegnato. Non ne sente proprio il bisogno.

L'undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian - 2016 Valentina editore
L’undicesimo passo di Sousan Taghdis, Ali Reza Goldouzian – 2016 Valentina editore

Lo zoo intero è in subbuglio; tutti sono in apprensione. Il piccolo leoncino dorme e si sveglia solo all’odore del cibo; si sveglia e torna nella gabbia, passo dopo passo fino a dieci. E le sbarre sono lì a tenere il tempo. Il leone cresce, ha dei cuccioli, non ha idea di quello che ha perduto. Tra i suoi cuccioli però ce n’è uno che infila il naso tra le sbarre e guarda oltre, continuando a contare tra sé e sé undici, dodici, tredici… regalando a noi e sé stesso una persistente dolcezza, e la visione, libera da sbarre, di un mondo da scoprire, liberi.

41ph64ks5nl-_sx463_bo1204203200_Titolo: L’undicesimo passo 
Autori: Sousan Taghdis, Ali R. Goldouzian
Editore: Valentina Edizioni
Dati: 2016, 24 pp., 12,00 €

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Ricordati del gatto!

Voi che non siete smemorati e distratti come la signora e il signor Frettini, certamente ricorderete A caccia dell’orso di Michael Rosen o La piccola principessa di Tony Ross. Ebbene, eccoli assieme, questi due intelligenti autori, per raccontare un’avventura illustrata ironica, d’amicizia, d’affetto.

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids
Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

La famiglia Frettini va sempre di fretta, per riuscire a fare tutto per tempo, certo. Nel farlo però si complicano molto la vita. Specie alla mattina quando anche i signori Rossi o Bianchi guardano in continuazione l’orologio; fanno tutto velocemente e in fretta: colazione, pulizia, escono, tutto di corsa.

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids
Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

Che andrebbe anche bene, se non fosse stressante e se non fosse che i signori Frettini hanno un bimbo che non è ancora grande a sufficienza per restare da solo in casa o, peggio, per andare autonomamente a scuola. Per fortuna che c’è il gatto! Tigre si chiama, nome scelto, non c’è bisogno di dirlo, di fretta, che dimostra però un temperamento e un affetto per il suo padroncino che lo rende coraggioso e intraprendete proprio come una tigre. [In stampatello minuscolo e diviso in capitoli, procede con brevi blocchetti di testo che rendono la lettura autonoma molto scorrevole].

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Titolo: Ricordati del gatto!
Autore: Michael Rosen, Tony Ross (trad. Gamba)
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2016, 95 pp., 9,00 €

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Lupo e cane insoliti cugini

Cane si veste perbene, vive in una bella casetta, è riflessivo e assennato. Lupo se ne va in giro vestito della sua sola pelliccia selvaggia e ne sa una più della volpe (che però in queste storie non c’è).

Lupo e cane. Insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, M. Tolman  – 2015 Beisler editore
Lupo e cane. Insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, M. Tolman – 2015 Beisler editore

I due sono cugini, ma molto insoliti, perché tra di loro non hanno in comune nulla se non una buona parte di patrimonio genetico e vivono avventure semplici, da cane e da lupo, ma molto divertenti, in cui lupo si mostra intelligente e cialtrone, talvolta un po’ dispettoso, e cane orgoglioso, paziente, con una propria personalità ligia, e come non potrebbe?, a se stessa.

Lupo e cane. Insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, M. Tolman  – 2015 Beisler editore
Lupo e cane. Insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, M. Tolman – 2015 Beisler editore

I due litigano, poi fanno pace, poi bisticciano ancora, come due veri amici, insomma! Sono 9 avventure in cui il testo (accompagnato da belle illustrazioni a colori) si sviluppa in verticale, come se si trattasse di una filastrocca. Il fatto che sia spesso in forma dialogica permette al giovane lettore di esercitare piacevolmente la lettura espressiva. [Questo libro fa parte della collana Leggogià in cui si usa un carattere più facile da leggere, si chiama Testme, che non affatica gli occhi].

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Titolo: Lupo e cane. Insoliti cugini
Autore: Sylvia Vanden Heede, M. Tolman (trad. Pignatti)
Editore: Beisler editore
Dati: 2015, 94 pp., 14,00 €

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Storie di fantasmi per il dopocena

Prendete in parti uguali ironia e mistero, mescolatele e otterrete un composito e succulento libretto pauroso quanto basta e divertente anche di più. Diverse storie di fantasmi, perfette per i dopocena, narrate da bislacchi cantastorie con protagonisti talvolta teneri, talvolta sciocchi, talvolta dispettosi e ostinati.

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Storie di fantasmi per il dopocena, Jerome K. Jerome, Umberto Mischi – 2016, Biancoenero

Che poi, a metà agosto, trattandosi di storie narrate nella più classica tradizione della Vigilia di Natale, potrebbe sembrare un po’ anacronistico, ma trattasi di ‘chicca’ nel vero e proprio senso della parola per cui non potevo non proporle. I fantasmi, peraltro, per antonomasia, non conoscono tempo e stagioni e questi, in particolare, si aggirano ancora molto legati al loro passato di viventi: più che paurosi, presi da varie faccende da far quadrare, che sia Natale o meno, senza contare che non mi lascerei sfuggire l’occasione di scoprire un autore di grande spessore che in questo breve libro riesce a costruire una vera e propria poetica della narrazione “di paura”.

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Storie di fantasmi per il dopocena, Jerome K. Jerome, Umberto Mischi – 2016, Biancoenero

Una narrazione che scorre veloce dalla penna sapiente di un grande umorista inglese: Jerome K. Jerome, che nella scrittura ha trovato il proprio successo, sapendosi rialzare da circostanze piuttosto sfavorevoli. Una lettura che consiglio a bambine e bambini dotati di senso dell’umorismo, certa che sull’esempio di queste storie ne inventeranno di proprie, altrettanto divertenti e paurose. [È un libro ad alta leggibilità, con puntuali accortezze sintattiche e grammaticali, capitoli brevi e paragrafi spaziati in stampatello minuscolo]

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Titolo: Storie di fantasmi per il dopocena
Autore: Jerome K. Jerome
Editore: Bianconero
Dati: 2016, 80 pp., 9,50 €

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