Sibilla nel cappello

Prendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa.sibilla nel cappello2

Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia.

Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

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Titolo: Sibilla nel cappello
Autore: Luisa Mattia
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 64 pp., 8,00€

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Il Cavaliere Saponetta

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Il Cavalier Saponetta si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto.

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino, ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

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Titolo: Il cavaliere Saponetta
Autore: Kristien In-‘t-Ven
Editore: Sinnos
Dati: 2015, 96 pp., 9,50 €

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Strisce e macchie

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo
Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

Fin quando ci saranno tra gli scaffali delle librerie libri di Dahlov Ipcar, io non smetterò mai di consigliarne l’acquisto e la lettura. Sono libri che danzano, che portano con sé un bagaglio di originalità e pregnanza non comune; creati con una cura editoriale altrettanto rara e originale e pregnante.

Sono libri che i bambini scelgono tra tanti, dalle illustrazioni potenti con colori ricercati ce sono come un marchio: blu, turchini che sono solo suoi; immagini che si muovono e rincorrono su sfondi pieni, parole che seguono il ritmo.

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo
Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

È un portatore, Dahlov Ipcar, di meraviglia, ed essa non si fa remore di attraversare la storia del cucciolo di tigre e quella del cucciolo di leopardo che in maniera autonoma intraprendono la stessa strada; una strada che è fatta di esplorazione, avventura, amicizia, indipendenza e scoperte (talvolta dal sapore non proprio piacevole, talvolta straordinarie), e di ritorni, cura, famiglia. Una strada fatta soprattutto di macchie e di strisce.

Per bambine e bambini capaci di inanellare di seguito (come ho sentito con le mie orecchie durante una lettura ad alta voce di Carla Ghisalberti) almeno tre animali a macchie e tre a strisce. Per tutti i bambini, dunque!

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo
Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

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Autore: Dahlov Ipcar (trad. D. Abeni)
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2016, 44 pp., 14,90 €

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Furbo, il Signor Volpe

In una vallata ci sono tre fattorie; Olio alleva polli, Lupino oche e anatre, Pertica tacchini e mele. Cattivi nella media degli allevatori, ricchi. Molto.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud
Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

Poco distante, su una collinetta, un albero;  sotto all’albero una famiglia di volpi, papà volpe, mamma volpe e i loro quattro volpacchiotti, avevano scavato la propria tana, perché le volpi, questo tenetelo a mente perché servirà dopo, sanno scavare benissimo.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud
Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

Quotidianamente il Signor Volpe, col suo bagaglio volpino di furbizia e intelligenza, fa un’incursione in una delle tre fattorie, a seconda di quello che il menù della Signora Volpe prevede. Ma la pacchia dura fino a quando i tre fattori non decidono di dargli la caccia, di sterminarlo. Intanto il Signor Volpe ci rimette la bellissima coda, poi… beh… l’avventura è rocambolesca, ironica e divertente. Fossi in voi non me la perderei. Illustrato in bianco e nero da Quentin Blake, da questo libro di Roald Dahl è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

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Titolo: Furbo, il Signor Volpe
Autore: Roald Dahl, Quentin Blake
Editore: Nord Sud
Dati: 87 pp., 2007

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Jenny e il club dei gatti

Jenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill.

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill- Il Castoro
Jenny e il club dei gatti, Esther Averill- Il Castoro

Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà nel suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia e sfruttando i propri talenti.

Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrate in rosso e nero con tocchi di giallo. È molto raffinato, di un’eleganza vintage; non a caso è stato edito per la prima volta nel 1944. Da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time. Non si trova facilmente tra gli scaffali, se riusciste ad avvistarne una copia non fatevela sfuggire. Io ho trovato la mia su una bancarella in Sila, tra libri stracchi e polverosi.

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Titolo: Jenny e il club dei gatti,
Autrice: Esther Averill
Editore: 2005, Il Castoro

Il mio primo Don chisciotte

Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux, B. Lazzaro, Donzelli
Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux, B. Lazzaro, Donzelli

Questo libro illustrato che vi consiglio anche per la sua storia e che definirei “un classico di un classico” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1930, e racconta di Don Chisciotte, che, come tutti i bambini ben sapranno, amava combattere contro i mulini a vento. E contro i prepotenti e contro ogni ingiustizia, con una perseveranza e un coraggio che solo la follia…

È un libro dal formato importante che riporta anche tutte le tavole originali di Félix Lorioux, uno dei più grandi illustratori per l’infanzia tra Otto e Novecento, tradotto da Bianca Lazzaro. I bambini avranno tra le mani un libro che riconosceranno come “importante”, vi si appassioneranno e ne avranno cura.

 

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Titolo: Il mio primo Don chisciotte
Autore: Félix Lorioux , Bianca Lazzaro
Editore: Donzelli
Dati: 2014, 22,00 €, 74 pp.

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Una zuppa di sasso

“È notte. È inverno. Un vecchio lupo si avvicina al villaggio dove vivono gli animali”.

Si apre così un piccolo albo (anche nelle dimensioni e nel prezzo) riedito da Babalibri nel 2012 (la prima edizione risale al 2001) dal titolo evocativo Una zuppa di sasso. Lo scorso anno spopolava nei nidi della Capitale. I bambini adoravano la storia, le maestre ne erano entusiaste. Per questa ragione lo riprendo in mano oggi: per farmi un’opinione su questo successo. Ebbene, la risposta più immediata che dopo la prima lettura sono riuscita a darmi è che il successo di questa fiaba risieda nella sua semplice “logica che non c’è”.

Il lupo che s’affaccia con un sacco sulle spalle alle porte del villaggio innevato e dai camini fumanti è un vecchio lupo, molto esperto della vita, e della vita da lupo nella fattispecie. A prima vista non sembra molto in forma, le costole sono in bella vista, protette solo da un sottile strato di pelle e peli grigiastri. Il naso, però, è all’insù, a indagare l’aria, a cercare tracce di odori… di cibo. Devo ammetterlo, tremo per la sorte degli animali che, il blocchetto di testo in apertura me lo racconta, abitano questo villaggio.

Il lupo è tra i principali antagonisti dei nostri eroici bambini che assieme alle streghe e ad alcuni non ben definiti mostri, inevitabilmente, per quanto, appunto si cerchi di evitarlo, raggiungono e si insediano nell’immaginario dei bimbi più piccoli. Sono feroci, imprevedibili, sempre lividi e soprattutto sempre affamati. Comprendo bene, dunque, come nell’animo dei piccoli lettori/ascoltatori, la comparsa di questo antieroe possa creare tensione e una sorta di aspettativa scontata e preconcetta.

Però voltiamo pagina e scopriamo che questo lupo non ricorre a macchinazioni (oppure oltre che essere affamato come un lupo è anche furbo come una volpe?) e, dopo aver bussato alla porta della gallina, candidamente al suo chiocciante “chi è?” risponde: “Sono il lupo”. La gallina ovviamente si spaventa, ma incuriosita, e rassicurata dal fatto che il lupo le confessa di non aver più nemmeno un dente, di essere vecchio, di voler solo preparare la sua zuppa di sasso, apre la porta. Lo sguardo del lupo è in tralice, sembra voler infilare il muso prima di ogni altra parte di sé nello spiraglio aperto dalla gallina, sembra voler abbandonare velocemente la parte a sinistra dell’illustrazione su doppia pagina, dov’è al freddo, sulla neve, per invadere quella a destra, tiepida e dolce, con un paio di sedie su cui riposare e un bel fuoco acceso davanti cui ristorarsi e cuocere la zuppa di sasso (ma non aveva perso tutti i denti?); oppure semplicemente per mangiare l’elegante gallina in un sol boccone, com’è uso.

Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade - Babalibri
Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade – Babalibri

Il lupo invece comincia a preparare la zuppa con un bel sasso dall’aspetto non tanto succulento a dir la verità, con l’aiuto esitante della gallina (d’altra parte a essere gallina e a portare una pentola da mettere sul fuoco a un lupo, chi non esiterebbe…), quando alla porta bussa un maiale, che ha visto entrare il lupo ed è preoccupato per le sorti dell’amica gallina. Sorprendentemente, il maiale si aggrega e partecipa alla preparazione chiedendo di aggiungere delle zucchine, per niente insospettito dallo sguardo del lupo che tradisce una sorta di fastidio per il suo intervento. E la preparazione della zuppa continua in una collaborazione tra cuochi improvvisati sempre più nutrita e partecipe: arriva anche il cavallo, arriva l’oca, arriva la capra… ciascuno aggiunge un ingrediente alla zuppa.

Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade - Babalibri
Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade – Babalibri

Dall’ambiguità e dalla tensione delle prime scene si passa a una surreale e calda cordialità: attorno al fuoco in attesa che la zuppa sia pronta, gli animali hanno ormai abbassato ogni difesa nei confronti del lupo che, anzi, è al centro dell’attenzione di tutti, affascina e racconta. La zuppa è pronta, il sasso chiaramente si rivela solo un espediente, nulla ha a che vedere con la riuscita della zuppa, eppure, una volta consumata, il lupo ci tiene molto a riporlo nel suo fagotto. Così com’era giunto il lupo se ne va. Non fosse che un coltello spunti da sotto al suo braccio si sarebbe certi del fatto che questo lupo è senza dubbio sui generis

Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade - Babalibri
Una zuppa di sasso, Anaïs Vaugelade – Babalibri

L’albo non termina qui, le domande rimangono aperte, il lupo riprende il suo peregrinare nella neve e bussa a un altro uscio, in un altro villaggio. Dietro alla porta si intravede un tacchino: gli aprirà per preparare assieme una zuppa di sasso?

copertinaTitolo: Una zuppa di sasso
Autore: Anaïs Vaugelade
Editore: Babalibri
Dati: 2012, 26 pp., 5,80 €

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