ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #14

Dove andrà il gusto per i libri di Elisa? In quale direzione? Io ho cercato di indirizzarla, di darle consigli, suggerirle letture. Ho letto tanto per lei e con lei, e sempre nel suo sguardo coglievo un’opinione, spesso non detta, talvolta spietata. Fino al momento, per me amarissimo, del: “No, mamma, sto leggendo altro”.

Cocciuta; cocciuta anche io. E dunque l’opera silenziosa del disordine ragionato è partita e, signori miei, ha dato i suoi frutti. Lasciar sparsi i libri, lo diceva anche Munari. Io silenziosamente indico una strada. Buon viaggio, dunque.

#ElisaAttraversoLoSpecchio #Mondadori #StarGirl #lettureautonome #foto_recensione #recensioni #JerrySpinelli
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*StarGirl è com’è
*è d’amicizia
*è d’amore
*in alcuni momenti è commovente

Il sapore della Luna

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
silenziosa luna?*

Oltre a far venire l’acquolina in bocca a quelle nove paia di occhi che rilucono del tuo pallido bagliore, s’intende. Perché che sia d’oro e d’argento è chiaro, così come ruvida e un po’ liscia, a volte a spicchio a volte piena, ma è dolce? È salata?

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Gli animali del bosco guardano ogni notte alla luna chiedendosi che sapore abbia; tutti provano a raggiungerla per conquistarne un pezzetto, dare una leccatina…, stirandosi, allungandosi, tendendo colli e zampe, ma nulla, ogni tentativo si rivela vano.

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Fino a quando la tartaruga non ricorda la fiaba dei fratelli Grimm, quella del cane che sale sulla groppa dell’asino e il gatto sulla schiena del cane e il gallo in cima a tutti, e idea! Se, pur salendo su una collinetta, e mettendosi sulle punte, lei da sola non riesce nemmeno a toccare la luna ci riuscirà senz’altro mettendosi sulle spalle dell’elefante. Funziona!… Quasi. Serve la giraffa, e poi la zebra e poi il leone e poi altri ancora, e infine il topo, che aggiunge quel mattoncino in più alla torre, sufficiente a staccare un pezzetto di Luna.

Il sapore della luna, di Michael Grejniec - Kalandraka 2019
Il sapore della luna, di Michael Grejniec – Kalandraka 2019 Qui il sole si è intrufolato a volere sottolineare con un suo raggio la tenacia degli animali.

La luna dal canto suo è stupefatta dal successo degli animali, nè è sorpresa e un poco irritata. Per notti aveva giocato a farsi rincorrere dagli animali, illudendoli e ridacchiando di loro, sottovalutandone infine, annoiata dal gioco, le possibilità, specie se affidate a un esserino lungo pochi centimetri. E adesso? bocca all’ingiù in un lampo si ritrae e assottiglia fino a diventare uno spicchio, allontanandosi, sola. Irragiungibile.

Un po’ fiaba, un po’ leggenda, questa storia illustrata e scritta da Michael Grejniec dalla struttura classica, cumulativa, offre un pezzettino, dal sapore che più si preferisce, di lavoro di cooperazione, tenacia, meraviglia. E si conclude nel riflesso di un lago che ospita un pesce.

“Perché hanno fatto tutti quegli sforzi
per raggiungere in cielo la luna?
Quaggiù, nell’acqua, ce n’è un’altra
e io la mangio ogni notte”

Sarà pur vero, caro pesce, ma tu la luna non la mangi stringendoti ai tuoi amici, la mangi da solo. Qui sta la differenza, la tua luna ha un sapore diverso, senz’altro meno croccante.

Le illustrazioni hanno una texture dal sapore speciale, morbido. La luna ha una sua consistenza, se ne percepisce la rotondità la caratteristica luminescenza.

64926 A QUE SABE LA LUNA PortadaTitolo: IL SAPORE DELLA LUNA
Autore: Michael Grejniec, (Gabriella Manna traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2019, 36 pp., 16.00 €

 

 

 


*cit. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Giacomo Leopardi

Papà, a ciascuno il suo. Oggi il mio

Voci nel parco, Anthony Browne - 2017, Camelozampa

Oggi è il compleanno del mio papà, a lui voglio dedicare 3 libri con protagonisti papà verissimi, a volte imbronciati, a volte buffi, a volte tristi, a volte felici di una felicità piena. Cuori di papà che si colgono mano nella mano, sguardo contro sguardo (o sguardo nello sguardo), in risate grasse, porte sbattute con fracasso, abbracci frettolosi e premure indimenticabili.

Voci nel parco, Anthony Browne – 2017, Camelozampa
Mio padre il grande pirata di Quarello, Calì – 2013 Orecchio acerbo
I figli del mastro vetraio, di Maria Gripe, illustrazione di Harald Gripe

Niente paura, Little Wood!

Genie ed Ernie sono in vacanza dai nonni in campagna, in Virginia. I genitori devono partire per la Giamaica per una vacanza che li aiuti a ritrovarsi, a cercare di porre rimedio alla distanza che il tempo ha messo tra di loro (da qui il “devono”). Per i due fratelli lasciare New York per la Virginia rurale è uno strappo consistente in abitudini e contesto; per Genie non avere il wi-fi, per uno come lui che a Google pone almeno tre domande al giorno, è cosa inconcepibile, per Ernie non avere un pubblico nutrito a considerarlo fico, altrettanto fastidioso, ma tant’è. Senza fronzoli o periodi di adattamento i due fratelli si ritrovano a vivere in una campagna solitaria, con una nonna energica coltivatrice di piselli e un nonno cieco, che indossa sempre gli occhiali da sole e nasconde più di un segreto.

In quella che non tarda a diventare la routine dei due ragazzi, si inserisce una ragazza che subito fa breccia nel cuore di Ernie e che per Genie rappresenta una possibilità di rimanere connesso, di avere qualche risposta: a casa sua c’è il wi-fi. Ma anche una madre patologicamente ipocondriaca. Attorno a queste case popolate da sofferenze e misteri, boschi fitti e una natura che si conserva selvaggia e con la quale gli uomini interagiscono con ferina spontaneità (il nonno di Genie prima di diventare cieco era un cacciatore, così come a caccia, perfino di scoiattoli, va il suo migliore amico).

Genie è di natura curioso e molto empatico. Per una distrazione rompe una macchinina rossa, oggetto molto prezioso per la nonna; da questo imprevisto una scoperta amara, la morte dello zio in guerra, che sarà la maglia di aggancio tra lui e il nonno, che di quella morte non ha ancora maturato il dolore e per la quale si sente in colpa.

Un passo incerto dopo l’altro, Genie scopre che ogni adulto con il quale ha a che fare nasconde in sè molte fragilità e che esse paradossalmente possono rivelarsi terreno fertile tra l’età adulta e l’infanzia, la fanciullezza di cui lui è invece l’orgoglioso portatore. Con molta pazienza e altrettanto amore, riesce a far uscire il nonno dalla casa in cui si era recluso, riesce a darsi spazio, coraggio.

La principale maestria dell’autore, Jason Reynolds, è quella di rendere vere le voci di Genie, Ernie, del nonno; di non indugiare in ricami, di passare lievemente, invece, sulla realtà, con un tono e un timbro che induce il lettore ad addentrarsi in questi boschi, in cui i Wood, grandi e piccoli, tra intraprendenza e rischiosi riti di passaggio, fronteggiano e vincono le proprie paure.

81vExsHICrLTitolo: Niente paura, Little Wood!
Autore: Jason Reynolds (traduzione Giuseppe Iacobaci)
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2018, 328 pp., 14,90 €

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Macaroni!

Per Romeo, undicenne di città, si prospetta una settimana di vacanza a casa del nonno,  che vive in una grigia cittadina belga, da solo, in una casa con l’orto, il porcile e nessuna televisione. Romeo scongiura il padre di risparmiargliela, ma la settimana dal nonno è programmata, decisa e necessaria. Il nonno si chiama Ottavio, segaligno e scorbutico alterna a borbottii in francese frasi e parole scandite a viva voce in italiano. “Maledetti!”, la più frequente. Rivolta soprattutto a chi manca di rispetto alla memoria.

Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus - 2018 Coconino Press
Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus – 2018 Coconino Press

E la sua, di memoria, custodisce i ricordi di una storia piena di sofferenze e sacrifici che stenta a riportare di sua sponte ma non si esime dal raccontare nel momento in cui gli si chiede: racconta di dita tagliate di proposito per recuperare i soldi necessari a curare il figlio (padre di Romeo), di dissenteria, di polvere nera che dal ventre buio della miniera sfugge per ricoprire tutto: i tetti, le strade, le piante, il cibo, i polmoni.

È la storia di un migrante, Macaroni!, della perdita delle proprie radici, della sofferenza della lontananza, dello sfruttamento, del razzismo, di tedeschi, di fascismi (di cui Ottavio si vendica chiamando ogni suo maiale Mussolini, perché non c’è nome più adatto per un maiale), del disprezzo, dei pregiudizi. Ma è anche la storia di tre generazioni di uomini, nonno, padre e nipote, che si intreccia e poi dipana da un avvenimento che segna il destino di tutti loro: un gesto di egoismo.

Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus - 2018 Coconino Press
Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus – 2018 Coconino Press

Pagina dopo pagina Ottavio di tanto in tanto si siede e sogna e le strisce vengono occupate da treni dai contorni sfumati, dal volto di una donna, dall’immagine di una madre che tiene in braccio un bambino e dalla voce disperata di Ottavio che invoca: Giulia!

E chi legge si chiede se sia la moglie, l’amore perduto prima del tempo. Se sia la storia di un abbandono. E infine comprende che sì, un po’ la storia di un abbandono lo è, nel momento in cui scopre che Giulia, la moglie di Ottavio, gli ha nascosto l’arrivo di una lettera d’assunzione come ferroviere in Italia, per il desiderio egoista di andare oltre confine, in Belgio, laddove tutto s’immagina sia meraviglioso; condannando Ottavio alla miniera, allo sradicamento.

Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus - 2018 Coconino Press
Macaroni!, di Thomas Campi, Vincent Zabus – 2018 Coconino Press

Un graphic novel che incomincia con una tavola che alla luce della lettura anticipa quanto in maniera toccante sarà poi narrato: Il ricordo struggente di una terra perduta, la pianta di pomodoro; la bombola d’ossigeno cui è costretto Ottavio a causa della silicosi contratta in miniera; Ottavio alla finestra con le spalle basse, segnate dal rimpianto; il cassetto finalmente aperto, il contenuto svelato, con la lettera d’assunzione rimasta senza risposta.

Una settimana in Belgio con un “vecchio rompiscatole” per riannodare amicizia, amore filiale, storia. E per ricordare il valore insultante, e contemporaneo, di parole e atteggiamenti, modi e soprusi.

Macaroni-COVER-OK-DEF-570x771Titolo: Macaroni!
Autore: Thomas Campi, Vincent Zabus (Traduttore E. Caillat)
Editore: Coconino Press
Dati: 2018, 143 pp., 20,00 €

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ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #13

Elisa ha compiuto 10 anni e ha maturato un gusto per la lettura tutto suo che rifugge dal mio e che si radica in una ribellione a “i libri che mi consiglia mamma”. Ha trascorso la terza elementare in compagnia esclusiva di Harry Potter  (oggi legge piccoli saggi, spin off e sceneggiature per non perdere la mano); la quarta elementare con gatti guerrieri (in merito a Warrior Cats ha scelto di scrivere un suo post) con qualche incursione nei fumetti. L’ultimo letto rispolvera la sua rubrica.

#ElisaAttraversoLoSpecchio #IlCastoro #InScena #lettureautonome #foto_recensione#recensioni #RainaTelgemeier
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*è coinvolgente
*è d’amicizia
*è accogliente e divertente

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Io sono Mare

Io sono Mare è il nuovo volume della collana Dino Buzzati, dedicata ai lettori più giovani di Canicola Edizioni. È un racconto breve a fumetti realizzato da Cristina Portolano che racconta con tenerezza la scoperta e la ricerca della propria identità sessuale.

Io sono Mare di Cristina Portolano - 2018 Canicola
Io sono Mare di Cristina Portolano – 2018 Canicola

Mare è una bambina dal nome evocativo che non sarà detto ad alta voce se non nel pieno della storia, Mare nel mare, quando con il suo amico Franky, un pesce pagliaccio antropomorfo, lo attraversa per raggiungere un anemone, che è la casa di Franky, nel quale egli possa ritrovare la libertà, il suo posto, il suo ruolo.

Io sono Mare di Cristina Portolano - 2018 Canicola
Io sono Mare di Cristina Portolano – 2018 Canicola

Franky viveva in una boccia di vetro prima di partire per il suo viaggio onirico verso casa che incomincia con una metamorfosi che dall’essere munito di pinne e branchie lo porta a diventare un bipede con braccia e capelli. Mare lo accompagna, stanca di non poter toccare, scoprire, fare da sé. Non appena si tuffa nel mare si sente libera di esprimere se stessa, si toglie tutti i vestiti e si muove nell’acqua con naturalezza, respirando, parlando come in un sogno, in un mondo nuovo in cui non ci sono regole fisiche, ma solo altri elementi con i quali confrontarsi e da superare. Meduse e anemoni urticanti, palloni gonfiati, pesci in evoluzione.

Mano a mano Mare acquisisce consapevolezza di sé, degli altri, corre qualche rischio e si sveglia felice e cresciuta ed entusiasta di andare, di tornare al mare.

copertina_sitoTitolo: Io sono mare
Autore: Cristina Portolano
Editore: Canicola
Dati: 2018, 20 pp., 16,00 €

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Lupinella, la vita di una lupa nei boschi delle Alpi

La lupinella è una pianta molto resistente, che si adatta anche a terreni aridi, bella di una bellezza selvaggia, con fiori a spiga rosa, lucenti.

Indugio sul ricordo che ho di questo fiore perché l’ho sempre avuto in mente mentre leggevo Lupinella di Giuseppe Festa, trovando tra la pianta e la lupa che ne porta il nome tanti incroci e scambi. Primo tra tutti il nodo primordiale e selvaggio di un animale fiero e coraggioso, resistente e bellissimo.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

Lupinella è una lupa che racconta di se stessa e della sua vita nei boschi delle Alpi, dal momento in cui viene al mondo a quando compie due anni. Dal tepore della tana, che condivide coi fratellini, alla vita di branco, con le sue regole ferree, dure, fino al confine con l’età adulta, la maturità, che attraversa esitante ma al contempo decisa, guidata dall’istinto che la conduce verso una nuova famiglia, una nuova avventura.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

La narrazione è avvincente; arricchita dalle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio e da riquadri informativi con gli approfondimenti di una lupologa esperta del Progetto Life Wolf Alps, Francesca Marucco, che racconta con molta semplicità e immediatezza la vita dei lupi ma anche il territorio in cui abitano, i pericoli che corrono.

In coda al libro alcuni giochi e attività per conoscere la natura esplorandola; schede di approfondimento sul ritorno del lupo sulle Alpi e sul progetto europeo Life Wolfalps e un bel poster con alcune illustrazioni del libro.

lupinella-cop---310-310Titolo: Lupinella
Autore: Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2018, pp. 64, 11,90 €

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Il sentiero

La Signora Tasso è molto vecchia. Ma questo non lo si direbbe né dal portamento, né dal manto, bello grigio, folto. Che sia vecchia però si deduce da tutte le cose che ha visto e di cui conserva i ricordi sugli scaffali: una foglia, un pezzo di maiolica, un sasso molto tondo…

<em>Il Sentiero</em>, di Marianne Dubuc - 2018, Orecchio Acerbo
Il Sentiero, di Marianne Dubuc – 2018, Orecchio Acerbo

La Signora Tasso ha una consuetudine: ogni domenica imbocca il sentiero che parte proprio dal suo giardino e si avvia verso la cima della montagna. Mentra avanza con passi quieti ma ben sicuri, incrocia i suoi amici di sempre. Per primo Federico, lo zigolo dalla gola bianca e poi Alessandro, per il quale strada facendo raccoglie dei bei funghi profumati.

<em>Il Sentiero</em>, di Marianne Dubuc - 2018, Orecchio Acerbo
Il Sentiero, di Marianne Dubuc – 2018, Orecchio Acerbo

La Signora Tasso si prende il suo tempo, fa ogni cosa con calma, sorridente e sempre attenta al bosco che la circonda e che conosce molto bene non solo nei suoi sentieri, ma anche nei suoi suoni, profumi, colori. E un gatto, per di più con la testa arancione, non può passare inosservato al suo occhio attento. Capita che incontri qualche amico in difficoltà, allora, con la premura che la contraddistingue, si ferma, soccorre, e riparte.

Ma oggi si sente osservata. “Ce n’è per tutti e due, se hai fame.” La Signora Tasso è così. Divide tutto, perfino la merenda.

E Lulù, che non svela subito il suo nome ma si mostra molto sincero nel dirsi impreparato, ancora piccolo, accetta la merenda e chiede, si informa, con frasi piccine, curiose, esitanti. Da come socchiude gli occhi, da come poi intreccia le zampe, da come ancora torna a incupirsi, ecco, da tutto questo sottolineare inconsapevolmente ciò che dice, traspare il fortissimo desiderio di accompagnarsi alla Signora Tasso, verso la cima del Pan di Zucchero e il timore di non esserne capace, di non essere ancora pronto.

<em>Il Sentiero</em>, di Marianne Dubuc - 2018, Orecchio Acerbo
Il Sentiero, di Marianne Dubuc – 2018, Orecchio Acerbo

E la Signora Tasso sa ascoltare tutto: quello che Lulù dice, quello che sottintende. E sa quando è il momento di lasciar fare al tempo, di non essere insistente.

Il sentiero di Marianne Dubuc è un albo delicato, che racconta con molta naturalezza la nascita e l’evolversi di un rapporto di amicizia, in cui la complicità matura letteralmente passo dopo passo; forse filosofico, forse addirittura capace di raccontare uno dei tanti sensi della vita, delle sue tante possibili direzioni.

Non è una parola che amo usare quella che invece ho scelto per definire Il sentiero, ma mi sono interrogata a lungo e ritengo sia la più adatta, se spogliata dalla banalità di cui la consuetudine la riveste. Si tratta di un libro dolce. Per la grazia delle sue parole, per la lievità delle sue illustrazioni, per quel Pan di Zucchero che è così meraviglioso raggiungere da soli, assieme.

266 Il sentieroTitolo: Il Sentiero
Autore: Marianne Dubuc
Traduttore: Paolo Cesari
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2018, 68 pp., 17,50 €

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La canzone di Orfeo

La canzone di Orfeo sin dal titolo cita in maniera esplicita il mito di Orfeo ed Euridice ma non si ferma nell’intessere una narrazione che ne riprende i temi: la morte, l’amore, la disperazione, il cedere alla passione, la fragilità dell’essere vivi. Prosegue sulla strada del mito ripercorrendone i modi: chiamando in causa per poi svicolare, dando sempre l’impressione di arrivare a una soluzione, portando la tensione fino al punto di spezzarla, far intendere che si possa allentare e invece tendere sino alla rottura. E lasciare smarriti, con un monito non detto incombente, incerti sul da farsi, incerti sul destino dei protagonisti, sulla vera verità.

È un romanzo complesso che parla d’amore. Dell’amore tra Claire, che racconta la vicenda per essere l’unica sopravvissuta, ed Ella, amiche sin dall’infanzia, innamorate sin da allora l’una dell’altra di un amore che resta senza parole e si nutre di sguardi e di baci, capace di lasciar andare, capace di dirsi addio. Dell’amore tra Ella e Orpheus ammaliato dalla musica della lira, dalle parole cantate, sussurrate, che incomincia con una conversazione telefonica durante la quale Orpheus induce Ella, restata a casa per volere dei genitori mentre gli altri amici “hipster” sono in vacanza in spiaggia, a dire ad alta voce il proprio nome, mettendo in atto un vero e proprio incantesimo, costringendola a scoprirsi nella sua nuda essenza, e legandola per sempre a lui facendole recitare una formula che è fatta di musica e due parole: Ella Grey.

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È un romanzo composito che cambia spesso ritmo, assieme al tono, che alterna momenti di furia intensa, di narrazione esasperata, cruda, diretta, a momenti di quiete, in cui il contingente si ricompone a momenti quotidiani semplici, familiari, scolastici.

È un romanzo lirico, visionario, che ricorda il timbro di William Blake. «L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa.» (W. Blake)

È un continuo sognare, immaginare, vivere pienamente il sogno e l’immaginazione con naturalezza, senza tracciare un confine con la realtà o attraversandolo di continuo, senza porsi domande, anche quello tragico e drammatico tra la vita e la morte.

Mi raccontò la sua storia quel mattino, quando lo trovai che giaceva fuori dal cancello, mentre l’Ouseburn scorreva e le sbarre tintinnavano e vibravano e la luce s’intensificava su tutto il Tyneside. Non mi domandò neanche una volta se gli credessi.

Al risveglio, con la testa ancora impastata della materia dei sogni, Orpheus racconta e racconta un sogno che è vero, visionario e credibile, realtà oggettiva.

È una storia di morte, tragica e intensa; che lascia soli e accompagna, che si nutre di disperazione, assenza e ricordo. Che credo indurrà i lettori a rileggere il mito, Milton e il suo Paradiso Perduto, William Blake. Che li indurrà a chiedersi, forse a non rispondersi mai.

“Sono felice” disse. “È una cosa accettabile? È questa la cosa più assurda di tutte adesso. Sono maledettamente felice, Claire. Com’è mai possibile?”

51FXHJ0JixL._SX331_BO1,204,203,200_Titolo: La canzone di Orfeo
Autore: David Almond
Traduzione: Giuseppe Iacobaci e Wendell Ricketts
Editore: Salani
Dati: 2018, 248 pp., 14,90 €

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