Il mio vicino è un cane e mi porta a casa il giornale

Non ci sono ombre (se non quelle del pregiudizio) né sfumature in questo albo portato in Italia da la Nuova frontiera Junior da quel Planeta Tangerina che (se avete avuto modo di conoscerlo) si conferma inimitabile. Tutto è affidato alla pienezza dei colori (rosso e azzurro quelli predominanti) e alla nettezza geometrica delle forme su una luminosissima base bianca.

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

In azzurro, arriva un giorno a prender posto in un palazzo un cane, e sul suo terrazzo rosso tranquillo fuma la pipa, legge il giornale. Dalle finestre sguardi tra lo sbieco e il curioso, a parte quelli di una bimba entusiasta del suo nuovo vicino che peraltro si distingue per gentilezza e affabilità. Di diverso parere i genitori della piccola che di quel vicino cane non vogliono proprio sentir parlare e anzi, ne giudicano assai malamente i modi (specie quando si gratta poco garbatamente in pubblico).

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

Poco tempo dopo arrivano in quello stesso palazzo una coppia di elefanti. Uno è rosso, l’altro azzurro; “saranno fratelli, cugini, fidanzati?” Ancora una volta i genitori della bambina li trovano strani così come strano par loro il vicino coccodrillo.

Ma cos’è strano? Chi stabilisce chi sia a modo e chi no? Che cosa si nasconde dietro la diffidenza e la sfiducia dei genitori della bimba? E, soprattutto, chi dice loro che il vicino cane, così come i vicini elefanti e il signor coccodrillo non li vedano come dei collilunghi, giraffe dai soffitti troppo alti, dagli zoccoli troppo rumorosi nell’androne delle scale?

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

Un albo molto divertente destinato alla lettura dei bimbi più piccoli che ben si trasforma in finestra da cui osservare stavolta (non giudicare come avveniva dalle finestre del palazzo in questione) gli altri, scoprendone i talenti, godendo delle altrui gentilezze e della propria dolce e giovane fiducia.

 

il-mio-vicino-c3a8-un-canecop1Titolo: Il mio vicino è un cane
Autore: Isabel Minhós Martins, Madalena Matoso
Traduttore: Francesca di Giuseppe
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Dati: 2012, 32 pp., 14,00 €

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Passo a due per gatto e bambino

Balla questo bambino di Remy Charlip, così come ballava il protagonista di Fortunatamente (anch’esso edito da Orecchio acerbo). Il primo danza al ritmo delle fusa del suo unico specialissimo gatto, il secondo in balia di accidenti fortunosi quando non. Entrambi flessuosi si chinano, avvolgono, s’allungano e distendono, compiono capriole e balzi. Ma con una sostanziale differenza, Fortunatamente era tutto un grand jeté solitario, qui si tratta di un pas de deux in cui un ballerino esperto vorrebbe che un ballerino per nascita, quale è il suo gatto, s’adattasse alla coreografia da lui pensata: Stai ben dritto, girati un po’, resta fermo, lasciati portare. Il bimbo insiste, gli prepara un carretto per trasportarlo, vorrebbe costringerlo in un maglione, gli prepara addirittura un bel lettino. La confusione all’inizio sembra dettata da un fraintendimento: non si tratta di un peluche, ma di un gatto vero. Morbido, sì, soffice, certamente, ma vivo eccome! Quel gatto è assolutamente il suo gatto e perciò deve fare quello che lui gli ordina.

Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip - Orecchio Acerbo
Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip – Orecchio Acerbo

Ma non funziona, non va e non va, Mio Miao è un gatto e in quanto tale danza seguendo una musica che è sua propria e che pochi altri sentono, uno solo ascolta. Tutto sta a mettersi nella pelle degli altri, proprio come ha fatto in una fortunata e bizzarra giornata Peter, il protagonista de L’inventore di sogni di Ian Mc Ewan: entrato nella pelle del proprio gatto ronfante scopre come sia fastidioso essere afferrati e portati da una stanza all’altra o come sia complessa la giornata altrui, sebbene sembri semplicissima. Non è sempre possibile entrare materialmente nella pelle degli altri ma qualcosa si può provare a fare in questo senso.
Perché se nelle pagine a sinistra, in maiuscolo (talvolta grassetto della voce del bimbo) su un fondo giallo si stagliano ben ferme e in nero le parole del bimbo, esplicato il punto di vista (che ingenuamente e teneramente altro non vuol significare se non: ti adoro e sei il mio unico specialissimo gatto) si passa all’altra campana, sulla destra, stesso sfondo giallo intenso, stesso maiuscolo deciso, stavolta rosso, del gatto.

Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip - Orecchio Acerbo
Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip – Orecchio Acerbo
E per chi abbia anche solo avuto un’unica occasione di accarezzare un gatto dalla testa lungo la schiena fino alla punta della coda pensando di avergli donato la gioia più intensa per poi vederlo scappar via all’inseguimento di un pezzetto di carta smosso dall’aria sarà chiaro: i gatti amano, amano profondamente, e per questo loro saper amare sanno qual è il limite da non valicare per restare sé stessi, per godere delle proprie abitudini, per andar fieri delle proprie capacità, per potersi fidare e essere degni di fiducia. E Mio Miao non lesina i miagolii per spiegarsi per bene: “[e] se voglio dormire|mi trovo un nascondiglio|dove nessuno possa|gridarmi: ora ti piglio”; “mi piace quel che mangio|mangio quel che mi piace|gioco quando mi va”.

Le due prospettive sono chiare, ma il rapporto è a due, la danza pure, per cui le voci cominciano a danzare anch’esse nel delizioso ritmo della domanda e della risposta. Io ti miagolo, tu mi ascolti e rispondi, mi comprendi e per questa ragione sei il mio unico amico speciale “e io non lo dimentico:| mio miao, ti puoi fidare”. Quando tra le pagine scende la notte col suo nero profondo e si acquieta la frenesia del giorno, si torna gatti dopo essere stati tigri, ci si addormenta dopo aver corso veloce, ma anche piano, camminato sulle mani e aver sputato lontano, tutto si rischiara alla luce di una splendida luna gialla che dalla finestra illumina due teneri ballerini accoccolati a letto, insieme, felici.

Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip - Orecchio Acerbo
Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip – Orecchio Acerbo

È un albo che parla con grazia questo Mio Miao, il mio unico specialissimo gatto fatto dal testo di Sandol Stoddard e dalle illustrazioni di Remy Charlip (ballerino oltre che autore di libri per bambini) e riesce a farlo anche grazie allo spendido (e immaginiamo laborioso) adattamento di Francesca Lazzarato. Qualche tempo fa ho avuto l’occasione di leggere questo libro nella sua versione originale in lingua inglese e mi chiedevo come un traduttore potesse riuscire a rendere con rispetto e fedeltà quel testo così ritmico a mezza strada tra la poesia e la prosa, laddove la prosa è già poesia e la poesia non lesina ampi respiri. Ancora come la traduttrice abbia fatto non lo so, di certo è riuscita nell’impresa. La danza è una questione di libertà e impegno. Mi pare che lo si possa dire anche per questa traduzione.

Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip - Orecchio Acerbo
Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto, di Sandol Stoddart, Remy Charlip – Orecchio Acerbo
Mio Miao è adatto a bambini dai tre anni in su, le parole del bimbo e del gatto arrivano forti e chiare anche se i genitori potrebbero trovarsi un po’ smarriti dinanzi a bimbi che affermano con aria decisa: “hai visto, mamma? Posso mangiare quando mi pare e dormire dove voglio io!”. Smarriti sì, ma sorridenti giacché in fondo il punto di vista del gatto alla ricerca dell’indipendenza e dell’affermazione di sé rimane condivisibile, è quello dei bambini è sempre un altro punto di vista.

Titolo: Mio miao. Il mio unico specialissimo gatto
Autore: Sandol Stoddart, Remy Charlip
Traduzione: Francesca Lazzarato
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2012, 48 pp., 14,00 €

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Vent’anni per il Battello a vapore

I battelli necessitano di controlli continui, soggetti come sono ai danni dell’acqua e del tempo. Specie se sono destinati al trasporto di carichi delicati e se navigano da anni, quando non decenni. Ci sono però battelli a vapore che si conservano scattanti e allegramente sbuffanti e arrivano a compiere vent’anni senza accusare i colpi del tempo. È il caso del battello a vapore  della Piemme, che proprio quest’anno compie vent’anni e li festeggia con l’edizione speciale di di dieci titoli selezionati con la collaborazione della rivista Andersen. Louis Sachar, Buchi nel deserto; Mira Lobe, Il fantasma del castello; Roberto Denti, Cappuccetto oca; Christine Nöstlinger, Un gatto non è un cuscino; Emanuela Nava, Mamma nastrino, papà luna; Jules Feiffer, La mia stanza è uno zoo!;  Pinin Carpi, Cion cion blu; Lia Levi, La ragazza della foto; Mino Milani, L’ultimo lupo; Robert Westall, La grande avventura.

Questa selezione di titoli riassume la variegata gamma proposta negli anni da Piemme ne Il Battello a vapore e la linea editoriale di quest’ultima: nuovi titoli e nuovi autori, narrativa contemporanea, titoli declinati in base alle fasce d’età, classici ritrovati altrimenti trascurati di firme celebri. Sono proprio questi ultimi i preferiti di AtlantideZine:  Cion cion blu di Pinin Carpi, il contadino cinese con la passione per il blu e l’arancione che quando dopo una nevicata si ritrova tutti i suoi alberi d’arancio ricoperti di neve ne fa un gustosissimo gelato all’arancia (arancione) e parte verso la città per venderlo. Cappuccetto oca di Roberto Denti in cui ci imbattiamo in una Cappuccetto Rosso alla quale la celebrità conseguente all’avventura con il lupo ha dato alla testa; adesso si comporta come un’oca e alla nonna (e anche a noi) questa metamorfosi non piace tanto. Bisogna trovare il modo di farla rinsavire e la magia è la strada ideale! Il nostro preferito è stato e rimane, però, La grande avventura di Robert Westfall, un’intensa narrazione che da un evento drammatico (la distruzione della propria casa e la perdita della famiglia a causa di una bomba durante la guerra) si dipana su diversi fronti: quello della crescita e della formazione di un bambino rimasto solo, quello della metafora della guerra come vita nella sua interezza, quello dello sconvolgimento dei ritmi e delle consuetudini in favore della creazione di un ritmo altro fatto di piccole imprese, grandi avventure, nuovi legami, sopravvivenza. Il bambino protagonista cerca e trova diversi rifugi e sopravvive vivendo pienamente con la coscienza e la capacità di essere utile e sé stesso così come con la maturità della scelta di vivere con un compagno animale e nutrendo fiducia nelle persone.

Venti anni, dunque, e centinaia di titoli che hanno tenuto compagnia a generazioni di bambini e ragazzi con intelligenza, promuovendo al contempo il lato divertente della lettura.

Editore e dati: Piemme 2012, 10,00 € (in media)

Adelaide, la strana creatura del Signor Urgerer

Non appena ho incominciato a leggere la storia di Adelaide, cangurina alata, ho subito pensato a The Artist di Michel Hazanavicius. Qual è il legame tra un albo illustrato (uno strampalato albo come sempre, magnificamente, è per Tomi Ungerer) per bambini del 1959 e un film fresco fresco di Oscar del 2012? Beh, la storia di Adelaide procede proprio come se la cangurina in questione fosse una star di Hollywood e la pellicola delle sue avventure virato seppia scorre proprio di pagina in pagina come se si trattasse dei fotogrammi della pellicola biografica e spettacolare della vita di una star del cinema o di un eroico aviatore dall’aura magica alla Saint-Exupéry.

Adelaide, Tomi Ungerer - Donzelli
Adelaide, Tomi Ungerer – Donzelli
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Adelaide, Tomi Ungerer – Donzelli

Adelaide non è solo alata, è anche intraprendente e affascinata dal volo, quindi non esita a salutare mamma e papà e spiccare il volo alla ricerca di avventura. Si aggrega a un aviatore e assieme visitano paesi esotici; poi approda a Parigi e decide di stabilirsi lì. Per un caso fortuito incontra un gentile signore che le mostra la città. Monsieur Murius ricorda il Signor Racine di matrice sempre ungereriana, rimane intenerito e subito s’affeziona ad Adelaide e alle sue belle ali. Insieme visitano Parigi e Adelaide scopre come siano tante le creature alate che, esattamente come lei, hanno le ali sebbene non siano uccelli. La Nike di Samotracia, i Tori alati di Khorsabad al Louvre, i gargoyle e gli angeli di Notre Dame, inquietanti i primi, paciosi gli altri.

Adelaide si sente creatura meno sola all’idea che le ali rendano così originali da meritare splendide statue; paga dell’essere se stessa le mancava solo l’amore di un canguro come lei, giacché d’amore verso gli altri e di generosità il suo cuore da cangurina era ricolmo: non esita a mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella di due bimbi da un incendio e proprio quest’atto eroico le varrà l’incontro tanto atteso con il canguro della sua vita, Leon, con il quale darà vita alla famiglia di canguri più straordinaria mai vista al mondo.

Adelaide, Tomi Ungerer - Donzelli
Adelaide, Tomi Ungerer – Donzelli

Essere differenti può rivelarsi un dono e Adelaide, che la sua differenza, l’abbraccia e adora, ce lo mostra con dolcezza. Il tratto di Ungerer semplice ed elegante è terso proprio come se attingesse all’aria nitida e alla brezza fresca in cui si libra Adelaide: l’acquerello si stende con morbidezza e si compiace di tinte mai urlate, piuttosto tenui: seppia, ocra, azzurro carta da zucchero, grigio e tortora conferiscono alle tavole una tale densità da non far sentire mai la mancanza dei colori più accesi, nemmeno il giallo di quel sole che, tra il perplesso e lo stupefatto, assiste dalla prima fila al primo volo di Adelaide.

thumbs1Titolo: Adelaide
Autore: Tomi Ungerer
Editore: Donzelli
Dati: 2012, 38 pp., 17,50 €

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Animalia coloratissimi per zoologi in erba

Se c’è una cosa che accomuna tutti i bambini e che sempre si manifesta è la passione per gli animali. Alcuni di loro si concentrano sugli insetti, altri si improvvisano paleontologi, altri ancora birdwatcher. Tutti e sempre prima o poi ci sorprenderanno con osservazioni tecnico scientifiche assolutamente pertinenti. Per questa ragione ritengo che albi illustrati come quelli realizzati da Nicola Davies e Marc Boutavant siano gli strumenti ideali per nutrire il naturale interesse dei bambini.

I bambini assorbono informazioni da fonti diversissime sebbene spesso confezionate in modo assolutamente superficiale e inadatto alla loro età. Nicola Davies fornisce invece informazioni chiare, semplici, complete e consequenziali costruendo un metodo fatto di ritmo che il bambino associa a ciascuna famiglia animale con naturalezza.51jx6agr5al

Chi è come me accompagna il piccolo lettore alla scoperta delle classi animali attraverso indovinelli, alette da sollevare e coloratissime illustrazioni: gli animali sono molto diversi tra loro ma hanno alcune caratteristiche in comune; il filo conduttore più immediato che io troverei tra il coniglio e la volpe è che quest’ultima mangia il malcapitato saltellante.

In realtà entrambi sono ricoperti di pelo, respirano aria, partoriscono i propri piccoli e li nutrono con il latte, in una parola sono mammiferi. Leggere induce il bambino a scoprire, a far proprie le informazioni ma soprattutto stimola la “ricerca autonoma”: gli esempi che i piccoli vi proporranno in seguito alla lettura e secondo quel ritmico metodo (indovinello, caratteristiche) vi sorprenderanno.51tj9eknyl

Cosa diventerò spiega, in modo semplice e poetico, le fasi della vita di cinque animali: la farfalla, l’orso, l’uccello, la tartaruga e il girino. Le alette da sollevare creano un effetto sorpresa e, assieme alle illustrazioni tenere e dai colori vivaci, assicurano il coinvolgimento del bambino. Che cosa diventerà un puntino nero all’interno di una goccia di gelatina? Sollevando l’aletta la risposta è immediata: un girino! Ma non finisce qui, giacché, voltando la pagina, il girino crescerà pian piano fino a diventare una rana capace di lasciare lo stagno e deporre a sua volta tante lucenti palline di gelatina dal puntino nero…

Entrambi gli albi, dal formato quadrato con copertina cartonata e rigida dagli angoli smussati, sono divertenti, coloratissimi, vivaci. Il linguaggio con il quale Nicola Davies racconta la zoologia (è il suo campo peraltro essendo una zoologa) è un delicatissimo ed equilibrato insieme di dettagli e poesia, e le illustrazioni buffe e senza fronzoli sono portatrici dello stesso linguaggio. Ne consiglio la lettura a tutti i bambini dai tre anni in poi.

618uv1ymljl-_sy497_bo1204203200_Titolo: Chi è come me?
Autore: Nicola Davies, Marc Boutavant
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 24 pp., 12,90 €

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61pji01zyfl-_sx496_bo1204203200_Titolo:Cosa diventerò
Autore: Nicola Davies, Marc Boutavant
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 24 pp., 12,90 €

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C’è un lupo alla porta, ed è affamato

Una è la cosa certa che non cambia mai in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo si racconti una storia con protagonista il lupo: la sua fame. Il lupo ha sempre un languorino oppure appetito o lo stomaco brontolante quando non una fame da lupo, appunto.

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Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti, Zoë B. Alley, R. W. Alley – 2011, Il Castoro

Quindi che siate paperotti, bimbe con cappuccetti rossi, agnelli al pascolo, o porcellini, badate a voi: potrebbe esserci sempre un lupo in agguato che pensa a voi come ingredienti principali di fantasiose ed elaborate ricette. Attenti al lupo!

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Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti, Zoë B. Alley, R. W. Alley – 2011, Il Castoro

Cinque tra le più celebri fiabe classiche (tra cui I tre porcellini, Il lupo vestito da agnello e Cappuccetto rosso di Joseph Jacobs, Esopo e dei fratelli Grimm), divengono storie a fumetti grazie a Zoe B. Alley e R. W. Alley. Un cartonato di grandi dimensioni coloratissimo e vivace. Divertente sia da leggere che da ascoltare. Il lupo è molto elegante nel suo completo rosso con tuba (peraltro molto apprezzato da una Cappuccetto Rosso frivola e modaiola) ma, come si diceva prima, sempre affamato, anche perché in un modo o nell’altro le sue prede riescono sempre a sfuggirgli da sotto le zampe. Ogni storia comincia laddove l’altra finisce in un susseguirsi consequenziale ben congegnato che fa di queste storie, rivisitate in chiave comica, un’unica grande fiaba alla fine della quale il lupo sconsolato opterà per il vegetarianismo e si incamminerà verso il celebre orto di Mr. McGregor e le sue squisite verdure, che già stavano per costare la pelliccia al piccolo Peter coniglio.attenti-al-lupo-21

Le illustrazioni di R. W. Alley sono realizzate con opulenza di dettagli in inchiostro e acquerello. L’effetto è vivace e narrativo, assolutamente adatto al fumetto che con le illustrazioni si lega alla perfezione. Divertente tutto ma esilaranti i commenti delle pecore all’ingenuo egocentrismo del pastorello che grida “Al lupo! Al lupo!”. Il pastorello voleva azione e avventura, un po’ di divertimento: avesse avuto per le mani questo libro a fumetti non avrebbe di certo avuto bisogno di allarmare il villaggio con le sue bugie.

Tra le novità nel sito di R. W. Alley c’è There’s a Princess in the Palace. Speriamo che Il Castoro scelga di pubblicarlo, lo immaginiamo altrettanto divertente. Qui un estratto di Attenti al lupo!

97888803360991Titolo: Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti
Autori: Zoë B. Alley, R. W. Alley
Editore: Il Castoro
Dati: 2011, 34 pp., 18,00 €

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Un nuovo volo per Cipì

L’anno scorso Cipì, la favola di Mario Lodi e dei suoi ragazzi, ha compiuto 50 anni. E se li porta davvero bene.Io ancora mi riconosco in quell’uccellino e penso che questo sia il primo valore di questa “favola vera”: riuscire a fare in modo che i bambini, così come gli adulti, possano riconoscersi nei semplici accidenti di un passerotto, possano riconoscere nei diversi protagonisti quei sentimenti universali che tutto muovono e reggono. La mamma Mamì, la compagna Passerì, la margherita poetessa radicata al suolo, in cerca di compagnia, mai sola per il suo essere capace di guardare il mondo che la circonda con curiosità, il gatto sornione dagli artigli invisibili ma pronti a scattare. Il vento, le nuvole, l’immenso cielo (quanto può essere enorme il cielo per un bambino?), il sole. Tutto ha un’anima, tutto convive in armonia o, come naturale, con qualche scontro, a volte addirittura scendendo in guerra.cipi

Quella che mi lega a Cipì è una storia lunga una vita, la mia. Incomincia da piccola. Ascoltavo la storia e Cipì mi conquistava ad ogni nuovo battito d’ali (ed essendo un passero di battiti d’ali c’era abbondanza); l’aria smossa dai suoi frullii vivaci e mai stanchi mi sfiorava e avvolgeva di una morbida sensazione di sicurezza. Posso farlo anch’io: anch’io posso essere talmente coraggiosa e forte, pensavo. Quando ho iniziato a frequentare le scuole elementari, ricordo che era un’infusione di sicurezza scorgere sulle importanti pagine di un libro stampato dei disegni proprio come i miei: altrettanto buffi e con qualche sbaffo, qualche prospettiva forzata e sbilenca. Poi all’università una mattinata di primavera, a Siena, su via Duprè, ero in compagnia di alcuni cari amici e sullo scalino impolverato di un portone scorsi un passerotto ancora non pronto al volo, agitato, molto agitato. All’improvviso il ricordo del passerotto eroico protagonista di fiaba divenne tutt’uno con quell’uccelletto spaurito. Cipì! Lo raccolsi e gli organizzai un nido nel giardino della mia casa da studentessa. Per giorni l’ho nutrito (non ingozzato, memore della prima disavventura del primo Cipì!), poi è volato via verso per raggiungere Passerì oppure è finito tra gli artigli, invisibili, del gatto.cipi2

Questa storia è nata in una piccola scuola di campagna di Vho di Piadena. Mario Lodi allora era maestro e i bimbi appena giunti in prima elementare; difficile far digerire loro il fatto che la scuola fosse un luogo deputato al lavoro e alla responsabilità piuttosto che al gioco. Mario Lodi decise, coraggiosamente, e assecondando da una parte il desiderio dei bambini, dall’altra una casualità che volle un passerotto assiduo frequentatore del davanzale della finestra della classe, di abbandonare il sentiero segnato dalla tradizione e dalla consuetudine, per scoprire quanto possa essere efficace (per la crescita e per l’apprendimento) dare sfogo all’immaginazione che, assieme all’osservazione della realtà e alla guida di un maestro davvero tale, diviene capacità narrativa, scrittura creativa. I ragazzi osservarono il passerotto e il suo essere tra gli uomini e nel tempo e ne annotarono le vere avventure dando vita alla sua favola, la favola vera di Cipì.immagine

Cipì è un passerotto intraprendente; all’inizio la sua è più imprudenza che coraggio, ma crescendo Cipì matura: imparerà a volare, a combattere per i propri ideali, per amore; imparerà ad ascoltare le poetiche parole di una margherita e a farsi amico il vento. Un vento forte e impetuoso capace di piccoli dispetti ma anche di importanti, e sincere, promesse. La promessa che mi sento di fare io, in questo momento, a pochi minuti dalla mia rilettura di Cipì in questa bella edizione speciale in occasione dei suoi cinquanta anni è che nessuno, né grande né piccino, rimarrà indifferente dinanzi a questa favola, anzi, quasi certamente in essa troverà tutti i mezzi per scoprire il valore della libertà.

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Autori: Mario Lodi e i suoi ragazzi
Editore: Einaudi ragazzi
Dati: 2011, 87 pp., 14,00 €

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Divorare i libri provoca indigestione, meglio gustarli lentamente

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L’incredibile bimbo mangia libri, Oliver Jeffers – 2011, Zoolibri

Pivelli coloro che dichiarano a cuor leggero di essere divoratori di libri! Grazie a Oliver Jeffers e Zoolibri qui ci troviamo tra le mani raccontata e illustrata nei minimi dettagli la storia deL’incredibile bimbo mangia libri. E non si tratta di un superficiale e, come scopriremo più tardi, vuoto modo di affermare un proprio piacere, tra queste pagine alberga infatti Enrico. Enrico, come tutti noi, ama i libri, ma non come lo facciamo noi giacché lui i libri ama… mangiarli! Prima a piccoli bocconi, parola dopo parola, qualche congiunzione e qualche accento sulle prime rimane tra i denti, ma prendendoci gusto e con la pratica, dalle parole Enrico passa a sbocconcellare distrattamente le pagine per poi ingoiare, quasi senza masticare, libri interi, anche più d’uno alla volta, specie se si tratta di libri rossi, i suoi preferiti, ché stimolano il metabolismo e rinforzano le difese immunitarie. Sebbene Enrico ami mangiare libri di tutti i generi, vuole sapere tutto, perché, sì: diretta conseguenza del divorare i libri è diventare più intelligenti, e sempre più intelligenti.

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L’incredibile bimbo mangia libri, Oliver Jeffers – 2011, Zoolibri

A Enrico piace mangiare i libri e anche essere intelligente, fino a quando comincia a star male e il suo colorito verdognolo mette in allarme chi lo tiene a cuore. Peraltro ingollare di fretta, senza gustare, senza masticare a lungo limita l’assimilazione, le informazioni, le storie e la dolcezza di certe immagini rischiano di restare sullo stomaco e di non essere digerite. Insomma, long story short, Enrico per puro caso, così come aveva incominciato a mangiare i libri, si ritrova a sfogliarne uno e a leggerlo. E ad amarlo. E a diventare, questa volta davvero, intelligente.

Questa de L’incredibile bimbo mangia libri è una storia divertente, adatta anche ai bimbi più piccoli illustrata, sempre da Oliver Jeffers, in maniera originale e allestita deliziosamente: un fustellato in fondo alla storia e al libro indica, tra le risate dei bambini lettori/ascoltatori che troveranno proprio in questa parte del testo il momento più divertente, che certe abitudini sono dure a morire. È un libro sui libri fatto coi libri e infatti Enrico e i suoi pasti a base di carta stampata s’adagiano e spiccano su sfondi anch’essi stampati: stralci di pagine di libri, cartoline, dizionari, carte geografiche. Le tinte predominanti sono quelle brune, specie del rosso. Non avevamo dubbi e gradiamo molto giacché anche a noi piace il rosso!

La prima edizione, del 2009, dalla cui lettura è nata questa recensione, è stata rinnovata in una variante con pop-up nel 2011.

l'incredibile bimbo mangialibriTitolo: L’incredibile bimbo mangia libri
Autori: Oliver Jeffers
Editore: Zoolibri
Dati: 2011, 40 pp., 20,00 €

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Il fatto è che si è pronti quando si è pronti

Jek Tessaro, Il fatto è... - Lapis edizioni
Jek Tessaro, Il fatto è… – Lapis edizioni

Il fatto è che raramente ci si imbatte in libri per la prima infanzia (3 anni) che diano per scontate l’intelligenza e la sensibilità dei piccoli, piuttosto accade di frequente il contrario e allora il genitore consapevole, o in generale, l’adulto consapevole, si ritrova a fare le vocette e le smorfiette a causa dei vari e urticanti “…ini”, delle illustrazioni dai colori sgargianti quando non sciatte e dalle linee didascaliche e banali.

Il fatto è che questo quadrotto dalle pagine rigide e robuste è essenziale e ricco, e rientra proprio in quella fortunata categoria di libri che rispettano i piccoli e offrono loro stimoli che dall’illustrazione colorata e semplice si stendono a macchia d’olio e coinvolgono il testo diretto (niente smorfiette!) e in maiuscolo per giungere alle citazioni colte che non sfuggono al narratore adulto e che si arricchiscono di quanto invece i bimbi scorgono e partecipano.Il ritmo è quello tipico delle fiabe popolari, il collage è la tecnica con la quale lo colora Gek Tessaro, tra i più raffinati autori e illustratori europei.

Jek Tessaro, Il fatto è... - Lapis edizioni
Jek Tessaro, Il fatto è… – Lapis edizioni

Una paperetta se ne sta tranquilla sulla sponda di uno stagno ma l’anatra ritiene che sia il momento che si tuffi; quando nonostante l’anatra abbia ben spiegato tutti i vantaggi del nuoto, la paperetta rimane ben ferma sulle sue zampette palmate, prova a spingerla, senza risultato; chiama quindi il gatto, e poi il cane e quindi il tacchino. Senza risultato, la paperetta non si muove nemmeno di un millimetro, fino a quando non sarà il momento giusto. Che è quello per la paperetta e non per l’anatra, non per il gatto, non per il cane, non per il tacchino e nemmeno per il lupo! Ops! Ho detto “lupo”?! Eh, sì…, ci sono anche dei colpi di scena, e il fatto è che il risultato è dolce e divertente, specie se il vostro piccolo lettore/ascoltatore sfogliando intonerà: “e venne il gatto che spinse l’anatra, che spinse la paperetta…”.

51yr5hbzltl-_sy494_bo1204203200_Titolo: Il fatto è
Autore: Jek Tessaro
Editore: Lapis
Dati: 2010, 24 pp., 8,50 €

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