Cosa c’è nella tua valigia?

Uno strano animale, dallo sguardo stanco, la schiena ricurva di peso e pensieri, trascina una grossa valigia. Arriva scalando una montagna che sembra essere l’ultimo ostacolo da superare dopo un lungo viaggio.  Passando, attira lo sguardo degli animali del luogo: una gallina, una volpe, un coniglio. La loro curiosità prende la strada lunga e indaga sullo strano animale, ma in maniera indiretta. Si chiede, la gallina, che cosa ci sia dentro la valigia. La risposta dello straniero la lascia di stucco. Nella valigia c’è una tazza. Ma non solo una tazza, anche un tavolino e una seggiola, e una piccola capanna che è la sua casa. La valigia contiene tutta la sua casa.

Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros - 2019, Terre di Mezzo
Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros – 2019, Terre di Mezzo

Lo strano animale non da alcun fastidio a nessuno, risponde con garbo a tutte le domande, desidera solo riposare, si accoccola di fianco alla valigia, che contiene tutta la sua casa, e dorme. La gallina lo guarda diffidente dall’alto in basso: mai visto un animale così. Il coniglio conviene con lei, è ben strano, ma secondo lui bisognerebbe lasciarlo riposare. La volpe no, proprio non si fida. Sguardo sottile punta il naso: devono guardare nella valigia.

Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros - 2019, Terre di Mezzo
Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros – 2019, Terre di Mezzo

E cedono tutti e tre al malanimo di uno solo. La valigia si rompe, la tazza si rompe, la fiducia si rompe. Mentre tutto si rompe, due cose tengono ogni cosa assieme, restando integre: la verità e i sogni.

I sogni dell’essere strano sono vividi e si aggrappano alla verità, che attraversa gli animi dei tre, quando se la ritrovano davanti sotto forma di una tazza, rotta, e una foto. Attraversa gli animi e li scuote, muovendoli verso la presa di coscienza, l’accoglienza.

Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros - 2019, Terre di Mezzo
Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros – 2019, Terre di Mezzo

Una storia narrata con semplicità che si nutre di empatia e illustrata con una semplicità altrettanto netta, con figure dai contorni sfumati, che ne suggeriscono lievi movimenti, i colori pieni.

Cosa-ce-nella-tua-valigiaTitolo: Cosa c’è nella tua valigia?
Autore: Chris Naylor-Ballesteros
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2019, pp. 32, 15.00 €

 

I treni della felicità e una nave di nome Mexique

Tre in tutto di Isabella Labate e Davide Calì - 2018, Orecchio acerbo

Tra il 1945 e il 1952 settantamila bambini del sud Italia vennero accolti da famiglie del nord per essere accuditi, sfamati, perché avessero le cure necessarie all’infanzia che il fascismo e la guerra avevano distrutto.

L’iniziativa si deve all’Unione Donne Italiane, che compì in pochissimo tempo, nell’arco di un paio di mesi, un’impresa che a stento si riuscirebbe a progettare con tutti gli strumenti di cui si è dotati nel nostro contemporaneo. Eppure, allora, da Roma, dalla Ciociaria, da Cassino e Napoli, e dalla Puglia partirono i treni della felicità, che portarono i bambini al nord, dove c’erano ad attenderli centinaia di famiglie di contadini, operai, impiegati, che li salvarono da un destino di fame, povertà, malattia.

Tre in tutto è Finalista Premio ORBIL 2019 sezione albi illustrati.


Il 27 maggio 1937, salpò da Bordeaux, in Francia, il Mexique, diretto in Messico. A bordo 456 bambini, tutti figli di repubblicani spagnoli. Per tre o quattro mesi, questo era il piano: allontanare i bambini dalla guerra per poi riabbracciarli al suo termine.

Sbarcarono a giugno a Veracrux, da lì in poi, diventarono “i bambini di Morelia”, luogo in cui furono accolti in un esilio che si rivelò definitivo. Nessuno dei bambini tornò mai in Spagna, se non qualcuno, da adulto. Il governo messicano se ne prese cura fino al 1948, da allora, furono abbandonati al proprio destino.


Tre in tutto, con le illustrazioni di Isabella Labate e il testo di Davide Calì, racconta una storia vera, dunque, e lo fa per mezzo della voce di un bambino, che assieme alla guerra, sentita più che vissuta, riporta un guazzabuglio di emozioni, di smarrimento, paura, gioia, mancanza, affetto, accoglienza; e fame.

"<em

Le illustrazioni in grafite hanno il dono di raccontare una storia che è sempre in viaggio. Il tratto neorealista conduce per mano al cinema e di quel cinema ricorda la realtà, una realtà fatta di movimento: si spostano e viaggiano i bambini, si muovono impauriti e smarriti per sfuggire alla vasca da bagno; si muovono le mani operose delle mamme, delle zie, dei nonni che impastano, versano, infornano il pane, sul quale i bambini (il bambino che narra assieme a suo fratello) segnano con un ‘W’ per riconoscerlo.

Io e mio fratello facevamo la W che avevamo visto tante volte nelle scritte sui muri che dicevano W i partigiani.

Tre in tutto di Isabella Labate e Davide Calì - 2018, Orecchio acerbo
Tre in tutto di Isabella Labate e Davide Calì – 2018, Orecchio acerbo

E poi ritornano, alle loro case, dove ad aspettarli non trovano quattro pasti al giorno, o la cioccolata calda; li accoglie una miseria che avevano dimenticato, ma lo stesso affetto e la stessa forza che li aveva condotti, a costo della separazione e della lontananza, con coraggio e fiducia verso altre case, altre famiglie. Ecco, Tre in tutto, è, più di ogni altra cosa, una storia di coraggio e fiducia.  Che ci siano stati davvero da una parte e dall’altra, questa consapevolezza, sortisce lo stesso effetto, accogliente, di un abbraccio.


Una nave di nome Mexique, di Maria José Ferrada e Ana Penyas, scioglie invece quell’abbraccio, e lascia nella schiena un senso di amarezza.

una storia vera avvenuta molti anni fa che però ci parla della solitudine, della tristezza e della paura di chi affronta un viaggio, lasciando la propria terra e la propria famiglia con una speranza in tasca, quella di trovare un posto sicuro, e poi riabbracciare i propri cari, e invece non può far altro che sopravvivere.

Una nave di nome Mexique di Maria José Ferrada e Ana Penyas
Una nave di nome Mexique di Maria José Ferrada e Ana Penyas – 2019, Edizioni Clichy

A raccontarla la voce di una bambina, lei in tasca ha una canzone. Sbocciano come i fiori tra i bambini della nave, dice, le canzoni, portano consolazione e sostegno. Parla di Repubblica. Si chiede cosa sia, e la assimila a un essere che sopra ogni altra cosa è libero.

Che cos’è la Repubblica?
La Repubblica è un casa.
La Repubblica è un pugno che si alza. Un uccello.

Le illustrazioni si basano sulle foto dei “bambini di Morelia” e della nave che li portò in Messico. I volti dei bambini le ricordano e ne comunicano la tensione, la paura. Sembrano ritagliati, quegli sguardi, e incollati in un contesto, su una Storia, che non riconoscono e che li smarrisce. Ho desiderato per loro un finale diverso, senza fare i conti con la realtà.

tre_in_tutto_1.jpgTitolo: Tre in tutto
Autore: Isabella Labate e Davide Calì
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2018, 36 pp. 15,00 €

 

9788867995998_0_0_531_75.jpgTitolo: Una nave di nome Mexique
Autore: di Maria José Ferrada e Ana Penyas
Editore: Edizioni Clichy
Dati: 2019, 32 pp. 17,00 €

Alice nel paese dei diritti

Alice nel paese dei diritti  è un libro fatto da più persone, strutturato in modo che sia di piacevole lettura sia per bambini, cui per primi si rivolge, che per i genitori e gli educatori, che, mi auguro, vorranno mettersi in discussione (e alla prova, sfruttando i giochi e i laboratori proposti in coda) leggendo.

Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis - 2018, Sonda
Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis – 2018, Sonda

L’introduzione è di Daniele Novara, che chiude anche il libro con tre percorsi educativi volti a mettere le fondamenta per una cittadinanza che sia attiva. Centrale nell’introduzione e nella conclusione l’idea che i diritti (quelli dei bambini ma anche quelli degli adulti) vadano a braccetto coi doveri e su questa consapevolezza, che può essere anche giocosa e gioiosa, si possano innestare i presupposti per un cittadino conscio, accogliente e solidale.

Nella parte centrale, un testo di Jean Olivier Héron, scelto e rivisitato da Mario Lodi (con le illustrazioni di Pia Valentinis), in cui Alice esce, con piglio piuttosto entusiasta, dal Paese delle Meraviglie per compiere un viaggio altrettanto meraviglioso, con la compagnia talvolta scomoda della Regina di Cuori, attraverso la storia dei diritti dei bambini.

Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis - 2018, Sonda
Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis – 2018, Sonda

A tutt’oggi sono condivisibili le preoccupazioni di Mario Lodi che realisticamente parlava di un’infanzia negata e sfruttata, trattata con durezza da adulti indifferenti e noncuranti della dignità propria di ciascun bambino.

Ma c’è anche chi gli dedica cure, studi, attenzione: i genitori che li aiutano a crescere con il diritto a essere felici, gli educatori che sviluppano le loro potenzialità, gli amministratori che predispongono strutture e servizi per l’infanzia. Questo mondo esiste. Ed esistono quindi bambini che stanno bene al mondo, ed altri che, pur avendo difficoltà, sono aiutate a superarle. (Mario Lodi)

Una traccia di speranza dunque c’è in questa visione che abbraccia e all’abbraccio tende come metodo. L’abbraccio più protettivo è quello che racconti come si abbiano possibilità e diritti, proponendo ai bambini un libro che nero su bianco li metta in fila (riportando il testo della Convenzione dei diritti dei bambini, approvato dall’ONU) tutti e impegnandosi, da adulti, a rispettarli.

Chiudo con una citazione di Daniele Novara che mi pare perfetta per il nostro contemporaneo in cui è pressante la necessità di essere società civile attiva e consapevole.

L’accoglienza non significa voler conoscere pedissequamente la cultura del bambino straniero, quanto vivere una relazione che innesti fiducia, valorizzazione e capacità di trasformare i problemi in risorse. La varietà è ricchezza, possibilità di vedere le cose in altra luce, di essere attraversati da nuove energie.

454_pTitolo: Alice nel Paese dei diritti
Autore: Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis (ill.)
Editore: Sonda
Dati: 2018, 176 pp., 16,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Leo. Una storia di fantasmi

Leo è un fantasma, inquietante nella misura in cui un fantasma possa esserlo nel momento in cui, sebbene talvolta mossi dalle migliori intenzioni, si palesa, si manifesta.

I fantasmi sono considerati intrusi provenienti da un mondo che è altrove e, che per essere distante o straniero, fa paura. Laddove ci sia una presenza estranea la prima reazione, purtroppo quella che si rivela più naturale, è di scacciarla via, liberarsene per poter vivere indisturbati, tranquillamente.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Una premessa che affonda le radici in altro, nei nostri giorni. Ma, sarà stato il mio stato d’animo, sarà stata una lettura adulta di questo albo tenero che è storia di fantasmi ma soprattutto d’amicizia, il mio sguardo è stato portato da un tocco lieve in questa direzione.

Leo è il fantasma di quello che era un bambino, la morte l’ha toccato come l’avrebbe toccato la guerra, facendogli perdere la propria casa, la propria famiglia. Distruggendo col logorio del tempo i suoi luoghi cari, il negozio di caramelle, per esempio. Come Leo, c’era una volta, adesso non più.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Leo è trasparente e solo. Vive la propria solitudine come condizione scontata e inevitabile. Quando viene scoperto e costretto ad abbandonare il luogo in cui alberga, si allontana senza troppi rimpianti, cercando di convincere se stesso che una condizione vale l’altra: da fantasma casalingo può diventare fntasma girovago, che male c’è?

Però quando incontra una bambina capace di vederlo, che in lui identifica il proprio amico immaginario, vivere assieme a lei lo rende felice e partecipe. In preda al senso di colpa Leo confessa la propria effimera essenza, la bimba lo comprende e accetta di buon grado la verità. Che per quanto ingombrante è sempre il peso più leggero da condividere.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

La palette in azzurro e nero è assonante con lo spirito della storia, la investe di un sapore retrò, ne esplicita l’essenza, Leo vi si muove con naturalezza, in essa si confonde. Più che freddo, il blu si rivela contesto morbido per la nascita di un’amicizia che suggella empatia e accoglienza.

51mpjn5qcvl-_sx399_bo1204203200_Titolo: Leo. Una storia di fantasmi
Autori: Mac Barnett, Christian Robinson
Editore: Terre Di Mezzo
Dati: 2016, 48 pp., 15,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it