La storia del toro Ferdinando

È una storia d’altri tempi quella del Toro Ferdinando, che comincia dalle risguardie tutte illustrate in bianco e nero e prosegue, sempre col nero che si staglia sul bianco, proprio come un tempo, con il suo corredo di carretti a ruote trainate da cavalli, toreri con picche e alabarde e bimbi coi grembiali neri.

<em>La storia del Toro Ferdinando</em>, di Munro Leaf, Robert Lawson - Fabbri 2017
La storia del Toro Ferdinando, di Munro Leaf, Robert Lawson – Fabbri 2017

Comincia nel 1936, pochi mesi prima dell’inizio della guerra civile spagnola e continua fino ai nostri giorni, facendosi portatrice di un messaggio di pace esplicito e determinato.

La copertina rosso fuoco attrae come attrarrebbe un toro nella corrida, e la traduzione di Beatrice Masini segue il canto pacifista del Toro che ama il profumo dei fiori senza inciampi. Il toro Ferdinando è capace di una sensibilità che sfugge tra le maglie di animi umani troppo legati a interessi e prevaricazione; sfugge ma nel farlo sfiora e infatti urtò le corde di Franco, che ne proibì la diffusione finché fu in vita e urtò i nazisti, che lo misero al rogo nella Germania di Hitler. La storia del libro, prima che la storia nel libro, acquisì un grandissimo valore simbolico quando fu stampato e distribuito a tutti i bambini tedeschi come gesto di pace dalle forze alleate.

<em>La storia del Toro Ferdinando</em>, di Munro Leaf, Robert Lawson - Fabbri 2017
La storia del Toro Ferdinando, di Munro Leaf, Robert Lawson – Fabbri 2017

I due autori, Munro Leaf (1905-1976) e, per le illustrazioni, Robert Lawson (1892 – 1957), sono tra i più grandi della storia della letteratura e dell’illustrazione americana per l’infanzia; assieme, in questa storia senza tempo, celebrano con leggerezza la non violenza. E la leggerezza è deliziosa negli sguardi dei protagonisti: sbalorditi, stupefatti, distratti, all’erta. Il torello che quasi si ferma, distratto, nel momento in cui il suo sguardo incrocia una tartaruga; il bombo che par proprio dire “Ohibò” solo guardando rassegnato ciò che incombe. La leggerezza, e talvolta anche la perfezione, sta nei dettagli e questa storia ne è ricca.

<em>La storia del Toro Ferdinando</em>, di Munro Leaf, Robert Lawson - Fabbri 2017
La storia del Toro Ferdinando, di Munro Leaf, Robert Lawson – Fabbri 2017

Il toro Ferdinando nacque in Spagna assieme ad altri torelli che saltavano e giocavano tra loro prendendosi a testate. Ma lui no. Ferdinando amava piuttosto passare il proprio tempo sotto un albero ad annusare il profumo dei fiori. La sua natura di toro possente però non stenta a mostrarsi in muscoli e imponenza, nonostante Ferdinando non li eserciti come i suoi coetanei. Dall’alto della collinetta su cui sorge il suo albero preferito (un sughero sul quale germogliano grappoli di tappi da bottiglia) tutto guarda, placido e contento. Fino a quando non interviene il caso a sconvolgere la sua odorosa esistenza, e si mostra sotto forma di un bombo. Tra le ali di questo piccolo insetto e tra i petali dei fiori si nasconde il destino di Ferdinando e della sua storia che si conclude con una affermazione di sé profumata e libera.

toro ferdinando.jpgTitolo: Il Toro Ferdinando
Autore: Munro Leaf, Robert Lawson (Beatrice Masini trad.)
Editore: Fabbri editore
Dati: 2017, 80 pp., 16,00 €

Da questo libro è tratto il film Ferdinand di Carlos Saldanha, Cathy Malkasian, Jeff McGrath. 2017

L’innocenza di Sofie – Niente

Del libro di Janne Teller attorno al quale si dibatte molto in queste ultime settimane avevo scritto nel marzo 2005 tra le pagine de “Il Segnalibro”. All’epoca si chiamava L’innocenza di Sofie ed era edito da Fanucci; adesso è pubblicato da Feltrinelli e si chiama Niente. Ho deciso di ripubblicare quella mia breve recensione senza apporvi modifiche, peraltro non ho letto la nuova edizione per cui non saprei nulla aggiungere sulla traduzione o sull’edizione.Niente-particolare-del-disegno-in-copertina_h_partb

innocenza-sofieQuesto è un libro in cui la crudeltà del’animo umano trova spazio non solo negli angoli più remoti della ragione. È un libro agghiacciante: leggerlo è come uscire in una mattina di sole e tornare indietro zuppi di pioggia, freddi fino alle ossa. Janne Teller possiede la rara abilità di muovere gli animi senza patetismi. Il suo è uno stile asciutto e scarno di quelli che vanno dritti e inesorabilmente al dunque. L’innocenza è ciò a cui Sophie deve rinunciare, una di quelle cose che posseggono un sgnificato, che danno un senso alla vita. Perché lo scopo primo di alcuni ragazzini di Taering, piccola cittadina della Danimarca, è proprio riappropriarsi, con dolore e strazianti rinunce, del significato. E allora cedono al desiderio vitale di dimostrare al loro amico disilluso e innaturalmente adulto, Pierre Anthon, quanto egli sia in errore affermando che non vale la pena di far nulla perché nulla ha importanza. Frustrati dalla sua caparbia amarezza, i ragazzi reagiscono con decisione e incominciano ad accumulare, impilare, tutto ciò che per loro ha un significato, trascinando se stessi e il lettore in un vortice di spietata violenza. Violenza che assieme riempie e svuota ogni cosa della propria vera e genuina essenza. Sofie è il motore di questa ricerca, è decisa forte, estremamente testarda: niente riesce a smuoverla dal proprio intento. Sofie non vuole vivere una vita senza senso e non concepisce che qualcun altro possa farlo, non può permetterlo. Janne Teller ha scritto questo libro per i ragazzi, ma non è adatto solo a loro. Gli adulti, che nel romanzo sono solo ombre sfuggenti e prive di ogni palpabile spessore, troveranno in queste pagine molto di sé stessi.

downloadTitolo: Niente
Autor: Janne Teller
Editore: Feltrinelli
Dati: 2012, 119 pp., 12,00 €

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