L’Abominable Monsieur Schteuple

In una pagina profondamente nera, come illuminato da un cono di luce intrufolatosi da chissà quale buco, si socchiude un occhio: la palpebra è pesante, la pelle attorno cascante a formare innumerevoli rimborsi. È L’Abominevole Monsieur Schteuple. Così abominevole che gli autori lo dichiarano subito, nel titolo. Molto più abominevole di uno Yark! Abominevole al punto da essere solo, ma così solo, da non avere neppure l’acqua di un pesce rosso da cambiare. È un essere reietto dalla figura repellente, è il padre di tutti i mali, la storia gli ha dato mille volti che nessuno ora potrebbe dire quale gli appartenga. Dove viva.

L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte - 2019 L’atelier du poisson soluble
L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte – 2019 L’atelier du poisson soluble

Eppure, si aggira costantemente tra le persone. È sempre tra di loro a cambiar le carte in tavola, versare fiele nei calici e se, camminando una sera all’improvviso, si venisse accarezzati da un refolo freddo sul collo sarebbe necessario alzare il bavero della giacca, il cappuccio della felpa e allungare il passo. La sua ombra è alta e impenetrabilmente nera, potrebbe sembrare un grande animale crestato, quando la notte si aggira per la città, coperto dal buio, come un serpente malefico che striscia per strade e stradine, tastando porte e finestre, controllando gli ingressi dei camini, cercando crepe dove insinuarsi per entrare nelle case e lì, complice la penombra, nelle camere dei bambini.

L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte - 2019 L’atelier du poisson soluble
L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte – 2019 L’atelier du poisson soluble

Li scruta veloce ma attentamente come per catalogare qualcosa e poi con quell’unghia che pare un artiglio, comincia a grattare un pochino ma ancora con delicatezza e attendere che succeda che… che la crosta sul ginocchio, quella che il bambino o la bambina si sono procurati al parco, in bicicletta o sui pattini si sgretoli e poi raccogliere quelle succulenti scaglie e gustarle. Abominevole. E dopo, soddisfatto, andarsene ma non prima di aver staccato un occhio al pupazzo preferito. Sadicamente.

Non può continuare! Questo personaggio è troppo malvagio

Una vocina che immaginiamo sottile e un po’ stridula, squarcia il nero della pagina cambiando passo all’albo.

L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte - 2019 L’atelier du poisson soluble
L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte – 2019 L’atelier du poisson soluble

Se finora tutto si era svolto al buio in un clima di cupezza fisico e morale sebbene condito dall’ironia della voce narrante e di alcune illustrazioni, sono le molteplici figure piccole, alate, magiche, del mondo immaginario che intervengono su tanta abominevolezza. Un comportamento del genere pare essere assolutamente inammissibile nel regno delle fate terrorizzate per le sorti dei bambini. Occorrerà sbarazzarsi dell’incomodo ma ahimè oltre che abominevole Schteuple è immortale. Si renderà necessario catturarlo e processarlo decidere una pena per lui e che possa essere per il resto dei suoi giorni. Così al cospetto di sua maestà delle fate, presenti tutte le fate, elfi, gnomi e folletti. Fantasmi, vampiri e lupi mannari con anche le streghe il consiglio era al gran completo e all’unanimità votò una pena, severa. La più severa per l’Abominable.

L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte - 2019 L’atelier du poisson soluble
L’Abominable Monsieur Schteuple, di Grégoire Kogjan e Hippolyte – 2019 L’atelier du poisson soluble

A Monsieur Schteuple veniva inflitto di essere gentile per una notte, in un mese preciso dell’anno, in un giorno assegnato: il 24, per una sola volta l’anno e fino alla fine dei giorni. Gli elfi non l’avrebbero mai più lasciato solo e per tutta la sua vita avrebbe dovuto indossare il vestito rosso dei condannati. Non sapendo come si possa essere gentili neppure per una notte gli elfi consigliarono di fare dei regali, a tutti i bambini, passando dal camino così come era abituato. La pena che sembrava inizialmente possibile, un giorno che vuoi che sia!, divenne il suo calvario, la vita di Monsieur Schteuple era diventata orribile (meglio decisamente quella dei bambini).

Essere gentile e fare dei regali era troppo per lui, in breve tempo ebbe bisogno di uno psicanalista. Con il suo aiuto, lentamente man mano che passavano i giorni e i mesi fuggivano, notava dei miglioramenti, un vago sentore di benessere e Monsieur Schteuple poteva rilassarsi. In men che non si dica, però, a quel 24 arrivava e si ricominciava, unica sua consolazione qualche crosta che complice il buio riusciva ancora a grattare dalle tenere ginocchia dei bambini e delle bambine addormentati… scrontch… scrontch…

51ShIBxJBXL._SX331_BO1,204,203,200_Titolo: L’Abominable Monsieur Schteuple
Autore: Grégoire Kogjan
Illustratore: Hippolyte
Editore: L’atelier du poisson soluble, Francia
Dati: 2019, 48 pp, lingua originale francese

Natale nel grande bosco

Nella sua fattoria ormai non vive più nessuno da cinquant’anni, ma Borbotto (il cui nome non tradisce nulla più di quanto significhi) il Tomte continua a prendersene cura ogni giorno, ripetendo i gesti tipici degli gnomi guardiani. Come prima cosa schiaccia un pisolino di prova nel letto, per verificare la morbidezza del materasso, fa un giro sul cavallo a dondolo e controlla la carica dell’orologio a pendolo.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Che il tempo continui a scorrere senza intoppi è importante. E questo nuovo tempo del Tomte Borbotto inizia qui, nell’oggi che è il primo dicembre, nel momento in cui dà la carica all’orologio, come ogni giorno della sua esistenza. Perché, mentre è in piedi sulla scala, percepisce un ronzio, che è un grido d’aiuto. Ora, sebbene anche le richieste d’aiuto siano secondarie a certi impegni improrogabili, Borbotto accorre e brontolando libera un bombo dalla ragnatela in cui era finito imprigionato.

– E così dovrò occuparmi pure di te, non posso mica lasciarti qui a morire di freddo a Natale – brontola Borbotto. Poi dà un’occhiata all’orologio.
– E come se non bastasse mi fai pure arrivare in ritardo!
– In ritardo per cosa?
– Per accendere la candela, no?

La prima candela dell’avvento si accende sempre il primo giorno di dicembre, qualsiasi giorno della settimana sia e anche se un bombo entusiasta e allegro si intromette nelle faccende quotidiane di un Tomte abitudinario.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Un incontro inatteso è il primo passo verso un Natale diverso dal solito. Il secondo è un colpo di vento. Un colpo di vento che si porta via nel bosco il cappello rosso e i guanti che Borbotto aveva steso ad asciugare. Volano via e si adagiano tra le foglie, ai piedi degli alberi, giusto nei pressi della tana dei conigli, nel tronco cavo della quercia. Conni e Nillo, due vispi coniglietti, stanno giocando da quelle parti e li ritrovano. Assieme all’insegna che un tempo recitava: Fattoria con Tomte -In affitto per il periodo natalizio. L’insegna era sbiadita e rosicchiata e ora si leggeva soltanto: Tomte in A per il periodo natalizio. Un vero rebus per i conigli.

Questi tre oggetti sono il punto di contatto tra due storie parallele, quella del Tomte e quella della famiglia dei conigli. Due storie parallele che si svolgono a pochi metri di distanza l’una dall’altra ma in contesti del tutto differenti. Mai il Tomte potrebbe tollerare gli schiamazzi e le frivolezze dei conigli! E che noia sarebbe la calma silenziosa delle stanze del Tomte.

<em>Natale nel Grande Bosco</em>, di Ulf Stark ed Eva Ericksson - 2018, Il gioco di Leggere
Natale nel Grande Bosco, di Ulf Stark ed Eva Ericksson – 2018, Il gioco di Leggere

Sebbene ci sia dell’altro che accomuna queste due semplici storie quotidiane: l’atmosfera calda e morbida che nonostante il freddo si respira tra le pagine e l’attesa. Calma e rituale per il Tomte e il bombo, briosa e saltellante per la famiglia di conigli. Un’attesa dolce, un mistero, quello della scritta sul cartello, da risolvere, un testo che è una danza profumata di cannella, semplice e diretto.

Il testo di Ulf Stark (1944-2017), uno dei più importanti scrittori svedesi per l’infanzia, è molto corposo, si presta a letture lente. Le illustrazioni di Eva Eriksson, di matite e acquerelli, calde e confortanti si prendono cura delle parole con leggerezza e allegria.

Composto da 25 quadri narrativi è la lettura perfetta per aspettare il Natale.

1Titolo: Natale nel Grande Bosco
Autori: Ulf Stark ed Eva Eriksson
Traduttore: Camilla Storskog
Editore: Il Gioco di Leggere
Dati: 2018, 100 pp., 19,90

Lo trovi tra gli scaffali de Il Giardino Incartato, via del Pigneto 180, Roma

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO DI ATLANTIDEKIDS – 2017

 

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

1. Il gatto nella mangiatoia, di Michael Foreman – Camelozampa
2. Il sarto di Gloucester, Beatrix Potter – Interlinea
3. Il piccolo Nicolas e Babbo Natale, René Goscinny , Jean-Jacques Sempé – Donzelli
4. Il Natale di Teo, Katherine Rundell,‎ Emily Sutton – Rizzoli
5. Il Presepio, Emanuele Luzzati e Tonino Conte – Gallucci
6. Chi vuole uccidere Fred il tacchino?, Marco Polillo e Alessandro Sanna – Rizzoli
7. Bastoncino, Julia Donaldson e Axel Scheffler- Emme edizioni
8. Artù Caribù. Un Natale da salvare, Magali Le Huche – Edizioni Clichy
9. Buongiorno Babbo Natale, Michaël Escoffier,‎ Matthieu Maudet – Babalibri
10. Buon Natale, gatto killer!, Anne Fine – Sonda
11. Natale a casa con Toto e Pepe, Holly Hobbie – Fatatrac
12. Che notte è questa. Otto racconti di Natale, AA. VV., Einaudi ragazzi
13. Miracolo in una notte d’inverno, Marko Leino – Feltrinelli Kids
14. Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari e Elisa Macellari – Einaudi ragazzi
15. Bianco Natale, Wolfram Hänel,‎ Uli Waas – Nord Sud edizioni
16. Dodici regali per Babbo Natale, Mauri Kunnas – Il gioco di leggere
17. È Natale, Nicoletta Codignola,‎ Sophie Fatus – Fatatrac
18. Un bambino chiamato Natale, Matt Haig,‎ Chris Mould – Salani editore
19. La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer – Donzelli
20. La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea
21. Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ A. Davidson – Piemme Il battello a vapore
22. Buon Natale Mog! Judith Kerr – Mondadori
23. Un Natale, Dylan Thomas,‎ Fabian Negrin – Salani
24. La cena di Natale, Daniel Dargent,‎ Magali Le Huche – Edizioni Clichy

Il lupo che non amava il Natale

23 dicembre 2016. #AkAdvent

Che poi un lupo con quella folta pelliccia un evento che arriva carico di neve, alberi che profumano di bosco e grandi abbuffate dovrebbe attenderlo con il massimo dell’entusiasmo.

E invece questo Lupo il Natale non lo digerisce proprio per niente, e sin dalla copertina si comprende quanto gli stia scomodo, visto che la sua bella sciarpa pare addobbata con degli spilli e la pallina di Natale, che porta appesa al naso, ricorda una testa d’aglio.82827f15-6c20-4241-9a72-b94c534d1230-198-000000208a1f514a_tmpInsomma pare strano, ma in realtà questo lupo, che è il piuttosto noto essendo l’amico lupo così caro ai bimbi e alle bimbe, una ragione piuttosto tenera e intima per non amare il Natale ce l’ha. La si scopre come se fossimo uno dei suoi tanti amici, e per mezzo di essi, e poi si può finalmente festeggiare assieme.

Una storia per i più piccoli, colorata e natalizia.

eeb99efc-d83b-4a74-9e98-b6ae0a427058-198-0000001c7dd14c22_tmpTitolo: il lupo che non amava il Natale
Autore: Orianne Lallemand, Éléonore Thuillier, (D . Gamba trad.)
Editore: Gribaudo
Dati: 2016, 32 pp., 9,90

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I ricordi di Mamette – La buona stella

22 dicembre 2016. #AkAdvent

Non sono un’esperta di fumetti. Questo devo premetterlo per onestà e per anticipare che ci sarà molta empatia in questa recensione, più che tecnicismi. Il che potrebbe anche essere un bene. Perché oggi è una giornata piena e complessa che segue tante giornate altrettanto piene e complesse e incontrare un libro così intenso e delicato e rude e intimo e divertente, non può che essere balsamico. Per questo consiglio I ricordi di Mamette – La buona stella, perché vi farà piangere e ridere, ne sono certa, di risate e lacrime vere e balsamiche, appunto.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

I fumetti mi trovano sempre piuttosto cauta nell’approccio. Quell’inseguirsi di immagini, che sembra indurre a una lettura veloce e invece ne richiede e riceve una lenta, mi smarrisce sempre, sulle prime. Poi comincio a trovare il filo e mi aggrappo anche alle parole (che in questo caso non sono molte) e procedo con una pienezza che, anch’essa, mi sorprende e gratifica. Mamette, che è Marinette, è una vecchia signora che è stata una bambina. E di quella bambina ci racconta. Ci racconta visivamente, per mezzo delle immagini della propria memoria, e questa storia realista e a tratti verista, trova nel fumetto, la sua naturale espressione. Una forte coincidenza di intenti tra autore, protagonista narrante e medium. Sorprendente.

Mamette, che è Marinette, dicevo, è una bambina che vive in campagna, intorno agli anni Trenta, nella casa del nonno e della nonna materni; amorevolmente accudita da una zia scontrosa e dolcissima; la madre non c’è, il padre ci sarà, e lei è volitiva, testarda, simpatica. Ha due amici, che un po’ la corteggiano alla maniera dei bambini, azzuffandosi per lei, cercando di proteggerla da tutto, di vegliare sui suoi passi. Ciascun personaggio ha uno sguardo proprio, che è palese e arricchisce ogni striscia di un’intensità che è quella che solo l’onestà sa rendere. Non ci sono tentativi di edulcorare anche la vita agreste più crudele; quella che prevede l’uccisione degli animali per nutrirsene, quella che è frugale, di poche parole, quella che è sdentata, quella che abbraccia e nutre e abbracciando e nutrendo cura anche la solitudine e il senso dell’abbandono.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

È Natale, ma per arrivare al giorno della vigilia, Mamette vive tante avventure, semplici, che trasudano energia. Al giorno di Natale Mamette arriva con un carico di emozioni non indifferente e scrive una lettera alla mamma lontana. Ed è struggente. Il registro si modula magistralmente e tocca corde intime: la semplicità e l’amore che si leggono nella lettera di Mamette sono tangibili. La semplicità dell’amore, ecco, forse questa è la chiave di lettura da tener presente leggendo Mamette e i suoi ricordi. Forse da tener presente sempre.

81mus3elgtlTitolo: I ricordi di Mamette – La buona stella
Autore: Nob (Stefano Cresi trad.)
Editore: Tunuè, tipitondi
Dati: 2016, 96 pp., 14,90 €

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Il Natale di Marguerite

19 dicembre 2016. #AkAdvent

In copertina un’anziana signora, giacca di lana fucsia, occhiali sul naso e crocchia bianca. In mano tiene una palla di vetro con neve, all’interno della quale è una casa, col tetto innevato. È inverno ed è la vigilia di Natale, tra le mani della vecchia signora, che si chiama Marguerite, e a casa sua. Marguerite sembra considerare delle opzioni guardando la palla di vetro, sembra considerare se stessa: se continuare a vivere in una boccia, o meno; libera, senza paure, non più sola, con sé stessa.

Sulla sua schiena corre un’ombra, mi pare sia quella della consuetudine, quella della rassegnazione. Il tutto con un bordo a quadri bianchi, rossi e neri che conferiscono all’illustrazione di questo libro di India Desjardins e Pascal Blanchet, e alla copertina tutta, un tocco vintage.

Marguerite non festeggia il Natale da anni, ma non è solo questo, potrebbe essere una scelta, e così Marguerite vuol farci credere all’inizio. Prima di tradirsi in dettagli che ci fanno ben intedendere che Marguerite ha paura. Non esce nemmeno più di casa per la paura di tutto quanto ci sia fuori, di quanto incomba oltre la soglia della sua casa.

Si fa recapitare la spesa a domicilio, si fa addirittura acconciare i capelli a domicilio. Non esce più di casa. È un fatto, e che lo sia la fa contenta. Marguerite è contenta così. Dice.

Però la sera della vigilia di Natale tutto può accadere. In realtà la sera di ogni giorno può accadere di tutto, può anche succedere che l’automobile di una famiglia di sconosciuti si rompa proprio davanti al vialetto di casa nostra. E che nevichi. E che sia la vigilia di Natale. Chiunque andrebbe in soccorso; chiunque non avesse paura di tutto ciò che potrebbe esserci oltre la propria soglia. Chiunque, quindi, tranne Marguerite.

Il Natale di Marguerite, di India Desjardins, Pascal Blanchet - Bao 2015
Il Natale di Marguerite, di India Desjardins, Pascal Blanchet – Bao 2015

Le illustrazioni di Pascal Blanchet sono elegantissime, old fashioned, realistiche e ciascuna racconta per sé. Marguerite, nei suoi vestiti dimessi racconta di semplicità e ricordi. La casa di Marguerite di solitudine e distanza. La corona natalizia appesa a una finestra racconta di speranza.

71q8krv89l-1Titolo: Il Natale di Marguerite
Autore: India Desjardins, Pascal Blanchet (Giulia Scatizzi trad.)
Editore: Bao pubishing
Dati: 2015, 68 pp., 18,00 €

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Olly va a sciare

14 dicembre 2016. #AkAdvent

C’è una cosa che in questi ultimi mesi mi è mancata, nel panorama della letteratura per l’infanzia destinata a bambine e bambine tra i 7 e i 9 anni, ed è una cosa decisamente pregnante: le storie. Anzi, probabilmente si tratta di anni e non di mesi.

Per questo quando ne trovo di belle e che rispondano alla mia sete come farebbe un bel bicchiere d’acqua fresca (e non una bibita zuccherosa e piena di coloranti) mi affretto a scriverne. Quella di oggi lo è, una storia, una storia dissetante, intendo.

<em>Olly va a sciare</em>, Elsa Beskow, LO editions
Olly va a sciare, Elsa Beskow, LO editions

Si tratta di una fiaba di Elsa Beskow che il prossimo anno compirà 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei: Olly va a sciare, si chiama.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter. Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly è un bimbo che in inverno desidera andare sugli sci, un bel paio di sci ricevuti in regalo e non ancora provati, perché l’inverno tarda ad arrivare.

Alla fine l’inverno arrivò. Un paio di settimane prima di Natale la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi e nevicò per due giorni e due notti di fila così che tutto venne avvolto da una pesante coltre bianca.

E, c’è bisogno di dirlo?, Olly indossa i propri sci e va, va verso il bosco. Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno. La fantasia si nutre di bellezza, lo dicevamo, e in quel bosco innevato, che è il giardino del Re d’Inverno, Mastro Gelo Olly lo incontra davvero.

E così s’incamminarono attraverso il bosco, Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Alla volta del castello del Re. Sulla strada, però, Olly comincia a starnutire, la neve si fa acquosa, dai rami cadono goccioline. Si aggira da quelle parti una vecchina che Mastro Gelo s’affretta a scacciar via, in malo modo; è la Signora Sgelo, piuttosto in anticipo sui tempi.

Mentre Olly continua a sciare, lo immagino, sovrapensiero, con lo sguardo rivolto a tutto e nulla; immagina bambine attorno al focolare intente a ricamare guanti, anziani lapponi che cuciono stivali di cuoio e poi immagina loro e lui, il bimbo Olly, giocare assieme nella neve. Infine, al momento di tornare a casa, Mastro Gelo riaccompagna Olly al margine del bosco, e lì rimane a salutarlo da lontano, senza varcare la soglia del sogno e affidandolo ai nostri occhi di lettori grati.

51vfptgcfdl-_sx383_bo1204203200_Titolo: Olly va a sciare
Autore: Elsa Beskow (Caroline Kocjancic Trad.)
Editore: LO editions
Dati: 2016, 26 pp., 14,00 €

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La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale

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La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul – IdeAli 2016
12 dicembre 2016. #AkAdvent

Una strega dai capelli arruffati e il suo gatto nero in una casa in disordine. Niente di più normale. Non fosse che… beh, non fosse che la strega è alle prese con non una ma due lettere indirizzate a Babbo Natale, una a suo nome e una per conto del gatto Serafino. Sibilla, questo il nome della strega, desidera solo una bella sorpresa (grande e stupenda), il gatto Serafino invece una lunga lista di cose, tra cui una coperta soffice e parecchie scatole di sardine.

La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul - IdeAli 2016
La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul – IdeAli 2016

Tutta la casa è addobbata a festa, Sibilla e Serafino sono pronti e vorrebbero restare svegli ad aspettare Babbo Natale, per poterlo conoscere di persona, ma si addormentano per essere svegliati di soprassalto proprio da Babbo Natale, o meglio dal fatto che è rimasto incastrato nel loro camino!

Da qui in poi il terzetto si avventura in slitta per il mondo a consegnare regali per poi tornare a casa in tempo per aprire i propri…

Un libro coloratissimo e divertente nel quale talvolta si cambia verso e con un bel pop up finale.

81bowgqv40lTitolo: La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale
Autore: Valerie Thomas (Autore), Korky Paul
Editore: IdeAli
Dati: 2016, 32 pp., 16,50 €

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Uno spuntino di Natale

11 dicembre 2016. #AkAdvent

Quando l’aria è fredda e tagliente, quando lo stomaco brontola e la compagnia degli amici non basta a riscaldare l’atmosfera bisogna ingegnarsi. Uno spuntino può bastare, tutto sta a trovarlo. Due amici di quelli veri, che non potrebbero fare a meno l’uno dell’altro ma passano il tempo a punzecchiarsi a vicenda, stanno su un tetto. Un gatto e un topo sotto il cielo stellato di dicembre. Il gatto è nero, il topo è del classico grigio topo. Faccio questa precisazione, perché quando il più intraprendente dei due, quello che la sa lunga ma manda sempre avanti l’altro, trova un berretto rosso, sul quel mantello nero sta proprio a pennello.

Uno spuntino di Natale, di  Magali Bonniol - 2016 Babalibri
Uno spuntino di Natale, di Magali Bonniol – 2016 Babalibri

Sembrerebbe solo un cappello un po’ estroso e caldo, in effetti, il topo lo sa, è un passe-partout per deliziosi spuntini di Natale.

Non è un berretto qualsiasi! Indossalo, e in ogni casa riceverai una fetta di torta e un bicchiere di latte

Il gatto Filiberto ascolta il topo Fernando e la sua pancia e si lascia convincere. Ne passeranno delle belle e resteranno a pancia vuota. Però è la notte di Natale, e la notte di Natale può accadere di tutto, si può anche trovare il cappello di Babbo Natale e poi il legittimo proprietario e poi, magari, andare assieme a lui a Polo Nord e lì scoprire che c’è una casa che accoglie e offre ben più di uno spuntino.

Uno spuntino di Natale, di  Magali Bonniol - 2016 Babalibri
Uno spuntino di Natale, di Magali Bonniol – 2016 Babalibri

Uno spuntino di Natale è un albo illustrato da Magali Bonniol che ne ha scritto anche il testo. Le illustrazioni minimaliste e estremamente pulite sono ricche di espressioni e gesti, sguardi e pose che raccontano di ispirazioni bambine, genuine. Un albo da leggere autonomamente o assieme, ad alta voce, che consiglio soprattutto a chi abbia un amico un po’ gatto o un po’ topo o un po’ Babbo Natale.

unospuntinodinataleTitolo: Uno spuntino di Natale
Autore: Magali Bonniol (Federica Rocca trad.)
Editore: Babalibri
Dati: 2016, 36 pp., 5,80 €

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