La Poya

La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève

La Poya in Svizzera è l’atto della salita delle mandrie all’alpeggio e il nome che definisce le opere, siano esse dipinti, illustrazioni o fotografie, che la rappresentano. Nelle comunità montane delle Alpi è un momento attesissimo non solo per il folklore della festa con le mucche, con corone di fiori tra le corna, campanacci lucidi o dipinti a smalto dai colori sgargianti, dai collari lavorati a fuoco ma anche per i bambini: un vero e proprio rito di iniziazione alla vita autonoma e solitaria del pascolo, a una vita tutta al maschile, per la prima volta lontano da casa.

La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève
La Poya, di Fanny Dreyer – 2017, La Joie de Lire, Genève

Una di quelle immagini che se sei bambino e hai vissuto sulle montagne svizzere, o ti ci recavi per le vacanze, resta impressa profondamente nel tuo immaginario. Non è raro ritrovare le montagne, gli animali, la vita dei villaggi, le tradizioni, negli albi svizzeri dedicati all’infanzia. C’è molta attenzione al loro ambiente e a che la tradizione resista anche solo come ricordo del cuore. E questo è un libro che colpisce sin dalla sua copertina per l’allegria che trasmette, per quell’aria montana che vi soffia, per quel movimento continuo, a serpentina, per quel sentimento così bambino che è gioia e nostalgia insieme. Per le mucche che placidamente si seguono, in fila indiana, per quelle genziane e stelle alpine e per quei pastorelli tra una mucca e l’altra, intenti in quel cammino. Per quelle ghirlande appoggiate una vicina all’altra che paiono il motivo dei piccoli nastri di passamaneria tirolese.La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève

Qualcosa si sta preparando. I fiori si sono fatti belli, i verdi più intensi. È ora di partire per l’alpeggio. Un bambino, con lo zuccotto blu e la tipica camicia rossa e bianca delle comunità svizzere, saluta Lise che, riconoscendolo, con quel passo che solo le mucche, pachidermi domestici, riescono a cadenzare in quel modo, gli si fa incontro. Lui è il suo pastorello da quando era piccola, sono cresciuti insieme e questo è il loro primo alpeggio. C’è molta tensione nell’aria, l’emozione che comporta la sacralità del momento e il timore che crea un gorgo nella pancia. In lontananza i ding ding dei campanacci, di chi sta già brucando l’erba primaverile fresca e dolce di linfa zuccherina. Il piccolo pastorello emozionato incorona la sua mucca: chissà se così abbigliata e bella avrà meno paura la piccola Lise!

La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève
La Poya, di Fanny Dreyer – 2017, La Joie de Lire, Genève

Ecco ora sono tutte pronte: Lise, Pâquerette, Rose e tutte le altre. sono così belle, delle regine vestite a festa! La salita comincia. Una in seguito all’altra si incamminano un attimo prima in un gruppo disordinato e poi ognuna sulla strada, seria, composta. In quel serpentone si intravedono cavalli, muli, pastori grandi che guidano con sicurezza, conoscono le parole per convincere ad accelerare il passo, a stare in fila, e poi i piccoli pastori. Il cammino è lungo, qualcuno a sera si addormenta in groppa al suo amico animale. Qualcuno intona una canzone, i bambini incoraggiano le mucche a seguitare, un passo dopo l’altro, la strada sembra non finire mai, ma siamo quasi arrivati! Qualcuno ha sonno e male ai piedi. Arriveremo presto? Oggi, domani, dopodomani. La prima volta l’alpeggio è sempre il più lontano.

Ma quando si arriva a quel pianoro verde, tutti sono contenti, anche Lise! Qualcuno ha però mal di pancia, il lavorio tutto interiore del timore della prima volta lascia spazio, ora che si è arrivati in cima, a quel dolorino sommesso e profondo che chiederebbe casa, il proprio letto, la mamma e una tazza di latte caldo. Tre mesi, quando si è occupati a conoscere i fiori, contare il bestiame, rincorrersi nei prati inseguiti dai cani pastori, imparare a fare il burro, ma soprattutto il formaggio, passano veloci e presto arriva il giorno in cui l’aria si rinfresca, le mucche verranno caricate delle provviste del loro latte e la camicia sarà un po’ più corta e stretta; il cammino riprende ora verso valle.

La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève
La Poya, di Fanny Dreyer – 2017, La Joie de Lire, Genève

Il tempo è passato velocemente, non c’è più traccia di mal di pancia nel riabbracciare la mamma, nel tornare al villaggio, e in groppa a Lise si può riflettere assieme che quando qualcosa si starà ancora preparando, quando i fiori saranno nuovamente belli, si riprenderà il cammino…

La Poya, di Fanny Dreyer - 2017, La Joie de Lire, Genève
La Poya, di Fanny Dreyer – 2017, La Joie de Lire, Genève

Con molta delicatezza Fanny Dreyer, autrice e illustratrice, mette in scena una piccola Poya. Per farlo, il libro a fisarmonica si srotola per un metro e settanta centimetri di lunghezza davanti e dietro. Mucca dopo mucca il cammino è reso dalle fila di animali che si spostano un po’ verso destra è un po’ verso sinistra su più file. Andata e ritorno in un inizio d’autunno già piovoso.

Il testo corre come un sottotitolo al piede della pagina e mentre l’illustrazione descrive ciò che succede, anche nella realtà, le parole raccontano di come ci si sente a essere pastori bambini ad affrontare un viaggio che è un cammino è cammino di vita.

IMG-3843Titolo: La Poya
Autore: Fanny Dreyer
Editore: La Joie de Lire, Genève
Dati: 2017, leporello, lingua francese, 18,00

[Leslie’s Bridge, una rubrica curata da Marina Petruzio]

Lupinella, la vita di una lupa nei boschi delle Alpi

La lupinella è una pianta molto resistente, che si adatta anche a terreni aridi, bella di una bellezza selvaggia, con fiori a spiga rosa, lucenti.

Indugio sul ricordo che ho di questo fiore perché l’ho sempre avuto in mente mentre leggevo Lupinella di Giuseppe Festa, trovando tra la pianta e la lupa che ne porta il nome tanti incroci e scambi. Primo tra tutti il nodo primordiale e selvaggio di un animale fiero e coraggioso, resistente e bellissimo.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

Lupinella è una lupa che racconta di se stessa e della sua vita nei boschi delle Alpi, dal momento in cui viene al mondo a quando compie due anni. Dal tepore della tana, che condivide coi fratellini, alla vita di branco, con le sue regole ferree, dure, fino al confine con l’età adulta, la maturità, che attraversa esitante ma al contempo decisa, guidata dall’istinto che la conduce verso una nuova famiglia, una nuova avventura.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

La narrazione è avvincente; arricchita dalle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio e da riquadri informativi con gli approfondimenti di una lupologa esperta del Progetto Life Wolf Alps, Francesca Marucco, che racconta con molta semplicità e immediatezza la vita dei lupi ma anche il territorio in cui abitano, i pericoli che corrono.

In coda al libro alcuni giochi e attività per conoscere la natura esplorandola; schede di approfondimento sul ritorno del lupo sulle Alpi e sul progetto europeo Life Wolfalps e un bel poster con alcune illustrazioni del libro.

lupinella-cop---310-310Titolo: Lupinella
Autore: Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2018, pp. 64, 11,90 €

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