La voce del Branco. Gli eredi

Mi chiedo se nell’immaginario di un ragazzo ci possa essere qualcosa di più attrattivo del trasformarsi in un lupo mannaro, del poter dare libero sfogo alla parte ferina di sé, allentando il controllo, lasciandosi dietro alle zampe formalismi e consuetudini.

Scrivere un altro libro con protagonisti i mannari, però, è impresa ardua. L’immaginario è colmo, rimane attrattivo, ma è colmo.

E invece La voce del branco si alza sonora grazie a Gaia Guasti che intreccia di felci, paura e libertà una trama originale che alla propria base ha la naturalezza del prendere gli eventi, anche quelli più complicati da metabolizzare, perché travalicano la sfera della realtà consueta, anche quelli che si complicano di mistero e tempo, anni, decenni.

Mila, Ludo e Tristan ogni anno si danno appuntamento alla Sorgente dei Lupi per festeggiare assieme i loro compleanni. Vivono tra le montagne e sono diversissimi tra loro, per carattere, per contesto familiare; ma un legame d’amicizia li lega profondamente, talmente tanto nel profondo che non meraviglia il loro agire di concerto, anche nei momenti in cui sembra ci si allontani, ci si perda.

Uno dei 15 novembre di festa, l’ultimo, accade qualcosa di inatteso, feroce: tutti e tre i ragazzi vengono attaccati da altrettanti lupi.

Li avevamo conosciuti quei tre lupi, giusto il tempo breve in cui hanno continuato ad esserlo, e sappiamo della presenza di una quarta lupa, per la quale è complesso non provare empatia, sebbene si intuisca che sarà proprio lei il nodo che non lascerà scorrere dolcemente il pettine dei loro fantastici destini.

Parallelamente al turbinio di sensazioni ed eventi che investe i tre protagonisti, nel bosco accadono delitti efferati che sembrano condurre in un’unica, plausibile, direzione. Eppure, i lupi ci insegnano che è bene sempre avere sotto naso più piste. Per non ritrovarsi senza vie di fuga.

Gaia Guasti fa proprio un lessico, quello del fantastico, thriller, horror, che non le è consueto ma le si addice. Ne consegue una lettura molto piacevole e serrata, immersa nel sottobosco, che del sottobosco restituisce tutti gli odori e mette in febbrile attesa della prossima avventura.

voce del branco.jpgTitolo: La voce del branco
Autore: Gaia Guasti (traduzione di Gaia Guasti e Sara Saorin)
Editore: Camelozampa
Dati: 2019, 232 pp., 15,90 €

Trovate questo libro tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma.

Ci si vede all’Obse

A Stoccolma nell’estate del 1981 Annika trascorre le vacanze estive più drammatiche della sua esistenza. La famiglia di Annika era sul punto di partire per la campagna quando il fratellino atteso per l’autunno nasce prematuramente. Dalla giornata in cui la madre e il fratellino arrivano in ospedale, Annika affronta da sola, a suo modo, la tragedia in cui si ritrova tutta la famiglia. Il padre e la madre la affidano alle cure di un nonno premuroso e buffo, buona forchetta e con una passione per le api e i ritornelli cantabili, ma lei preferisce la solitudine in cui inconsapevolmente anche i familiari, proteggendola dalla verità, la confinano.Ci si vede all'obse

Annika ha una caratteristica di cui va fiera: sa raccontate le bugie. Se ne inventa sempre di nuove e intricatissime e lo fa perché le bugie sono senza dubbio più intriganti e fantasiose della realtà. Anche per questa ragione non fatica a fare amicizia con un gruppo di ragazzi conosciuti per caso al parco dell’Osservatorio astronomico.  Un gruppetto di bambini e ragazzi varipinto: c’è il leader, una ragazza quattordicenne dal piglio brusco e dagli occhi verdi “da mostro”; c’è Foglia, un bambino di 9 anni, malnutrito e sudicio, c’è il ragazzo dai capelli vaporosi che ama il cucito e marina il campo scuola, c’è la ragazzina saggia e il figlio di metodisti che reagisce all’educazione ricevuta infilando un paio di bestemmie e qualche parolaccia in ogni frase che pronuncia.

E infine c’è Annika, ben lieta di tenere fede al patto che tiene unito il gruppo: non raccontarsi mai nulla della propria vita. Ciondolano nel parco e per le strade di Stoccolma giocando a obbligo o verità, ma mai nessuno propende per la verità, che tutti rifuggono anche a costo di compiere gesti pericolosi, rischiosissimi.

L’estate trascorre e Annika non riesce a ragranellare il coraggio per andare a far visita alla mamma e al fratellino. Si interroga e si mette alla prova ma non riesce a compiere il passo che la condurrebbe dritta alla realtà.

Quando l’estate è quasi finita lo è anche il romanzo e gli eventi sembrano essere sull’orlo di un precipizio. In ospedale le cose si complicano in maniera preoccupante, mentre un “obbligo” molto rischioso mette a repentaglio vita e amicizia. Con un lessico asciutto e diretto, uno stile senza fronzoli e una protagonista bugiarda, Cilla Jackert ci racconta una storia squisitamente vera che si può leggere o ascoltare, io l’ho ascoltata dalla voce di Eleonora Calamita (audiolibro disponibile in collaborazione con Il Narratore Audiolibri).

Ci si vede all'obseTitolo: Ci si vede all’ObseCi si vede all’Obse
Autore: Cilla Jackert (traduttrice Samanta K. Milton Knowles)
Editore: Camelozampa
Dati: 2018, 200 pp., 11,90 €

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #6

Di Henry Winkler e Lin Oliver, con le illustrazioni di Giulia Orecchia: Hank Zipzer e le cascate del Niagara. Uovonero edizioni

ElisaAttraversoLoSpecchio #6
ElisaAttraversoLoSpecchio #6
brb_ferraro #ElisaAttraversoLoSpecchio #uovoneroedizioni #altaleggibilità #henrywinkler #linoliver #lettureautonome #foto_recensione #recensioni
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*è divertente e d’amicizia
*insegna un sacco di scuse buone per non fare i compiti
*ci sono anche un’iguana e un cane
ElisaAttraversoLoSpecchio #6
ElisaAttraversoLoSpecchio #6

La zuppa dell’orco

La zuppa dell'orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori - 2016 Biancoenero

immagine1Sulla quarta di copertina di questo libro c’è scritto: Una divertente favola noir di Vincent Cuvellier, ma, credetemi, questa è più che noir, è ideale per mettere i brividi di paura a qualsiasi lettore dai 10 anni in su. Però è una fiaba, e non la farei mancare sul comodino per la notte di Halloween, perché come ogni fiaba che si rispetti ha degli orchi tra i più spietati, dei destini altrettanto crudeli, una condizione di miseria che sembrerebbe senza via d’uscita e infine un colpo di genio che scuote e smuove fino a un finale surreale, che lascia smarriti, felici ma anche inquieti.

La lettura si apre in un contesto buio dove il sole sorge cinque minuti prima di mezzogiorno e tramonta cinque minuti dopo all’interno del quale Josef e i suoi sei fratelli si muovono tristi, e grigi, prigionieri di una routine crudele cui li sottopongono madre e padre, avidi, senza scrupoli, orrendi.

Ogni mattina Josef e i suoi fratelli escono per andare a mendicare ma i genitori non sono mai soddisfatti dei loro guadagni per cui meditano una soluzione, tagliare loro qualche arto, accecarne gli occhi:

«Ti prego, moglie mia, non tagliare i piedi di Kira, lo sai che è la mia preferita…»
«E va bene, gliene taglieremo solo uno. Dopotutto basta per zoppicare.»

Mutilare i figli per renderli ancor più miserabili e smuovere quindi più facilmente cuori e portafogli.

La fiaba si dipana come le più classiche fiabe con qualche punta di ironia che la rende piuttosto contemporanea e il terrore aumenta di pagina in pagina, esasperato dalle illustrazioni colorate eppure buie, dal tratto lineare eppure straniante.

La zuppa dell'orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori - 2016 Biancoenero
La zuppa dell’orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori – 2016 Biancoenero

Su tutte una: nel centro una casetta dal comignolo fumante , la neve disciolta sul tetto, un bosco rado di abeti e pini argentei, alcuni alti, alcuni giovanissimi, e poi in basso la sezione di un tronco e lo sguardo fisso di un uccello dallo sguardo vuoto, che strizzano l’occhio ai progetti orrendi dei due orchi; che innocentemente lasciano una traccia di orrore anche nel contesto più mite. Per dilatare i tempi della tensione e ricordare che il pericolo è in agguato, che sempre, bisogna proteggersi.

cover_zuppa-dellorco_solo-fronteTitolo: La zuppa dell’orco
Autore: Vincent Cuvellier, Andrea Antinori
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 62 pp., 11,00 €

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Fiabe per occhi e bocca

Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati - Einaudi ragazzi
Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati - Einaudi ragazzi
Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati – Einaudi ragazzi

Quattro fiabe celebri in forma di ballata.

Il testo è intervallato, riga per riga, da una striscia illustrata che lo esplica visivamente, supportando il lettore in erba e guidandolo passo passo.

Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati - Einaudi ragazzi
Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati – Einaudi ragazzi

Alternanza di testo e immagini molto utile anche nel non affollare la pagina, per dare l’opportunità al bambino di leggere in maniera ariosa e ritmica, senza perdere il rigo, senza saltarne. Ogni pagina è un capitolo: sulla sinistra il testo, sulla destra un’immagine col titolo del “quadro” (lo definisco tale perché da proprio il senso della scena teatrale). Quattro classici che rivivono grazie alla rima più adatta ai primi lettori: quella baciata.

Attenzione molto delicata anche ai momenti più cupi delle fiabe divenute ballate, che ho apprezzato soprattutto in quella di Hansel e Gretel. [corpo del testo grande e leggibile; stampatello maiuscolo]

fiabe per occhi e per bocca

Titolo: Fiabe per occhi e bocca
Autore: Roberto Piumini, Emanuela Bussolati
Editore: Einaudi Ragazzi
Dati: 2015, 164 pp., 14,50

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Sibilla nel cappello

Prendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa.sibilla nel cappello2

Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia.

Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

sibilla
Titolo: Sibilla nel cappello
Autore: Luisa Mattia
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 64 pp., 8,00€

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Il Cavaliere Saponetta

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Il Cavalier Saponetta si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto.

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino, ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

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Titolo: Il cavaliere Saponetta
Autore: Kristien In-‘t-Ven
Editore: Sinnos
Dati: 2015, 96 pp., 9,50 €

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