MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT

La prima sensazione è di entrare in un dipinto impressionista. Si respira aria fresca su quel prato al limitare del bosco. Il verde è dato in tutte le sue gradazioni con piccoli tocchi di colore puro, prima gli scuri e poi, mano a mano i chiari, così le foglie di quel cespuglio sembrano vibrare, quasi rabbrividire, accarezzate dalla brezza. Poi l’occhio corre sui rosa medievali del vestito della bambina, rischiarati dal bianco della maglietta contrastati dal nero del nastro del cappello di paglia.

MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Non è la prima volta che Maurice Sendak illustrando attinge e ambienta nell’arte. Il braccio piegato con la mano appoggiata al fianco e poco distante il coniglio pensoso, gomiti sulle ginocchia e mani abbandonate. Sì, un coniglio. Formato umano, piedi, mani umane, pensiero coniglio. Ma dell’amico immaginario le doti non si discutono, né le dimensioni, né movenze o fattezze, pertanto lui è solo e soltanto Mr. Rabbit. E grazie al cielo esiste e il regalo per il compleanno della mamma è salvo!

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Non tutti possono contare sull’aiuto incondizionato di un amico in un momento di rara emergenza come il compleanno della mamma in avvicinamento e nulla da regalarle. Desiderare con tutto il cuore di regalare qualcosa che a lei piaccia ma… idee nessuna. A volte la vita pone innanzi a questioni di difficile risoluzione che spengono i sorrisi e accendono i pensieri, in questi casi nulla di meglio di un amico coniglio! La bambina in rosa ha decisamente bisogno di aiuto. Quindi bisogna analizzare puntualmente la situazione e farsi venire delle idee. E qui comincia un gioco, chiave del racconto, che coinvolge il lettore così come i più piccoli in ascolto.

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Tutto quello che la mamma potrebbe desiderare è un bel regalo – bravo coniglio! – ma cosa? Già, cosa? Alla mamma piace il rosso, ma il rosso non si può regalare, qualcosa di rosso – sottolinea la bambina – ah già! Dell’intimo rosso ecco trovata l’idea geniale! Pensiero di coniglio. No, meglio di no. Un tetto rosso? Ma la bambina non vorrebbe regalare un tetto rosso alla mamma. Degli uccellini rossi, rosso cardinale. Ma la mamma preferisce vedere gli uccellini sugli alberi. Un’autopompa fiammante come quella dei pompieri. Alla mamma no, non piacerebbe. Ok delle mele rosse. Le mele sembrano perfette per la mamma, e i due corrono a raccoglierle da un albero riccamente adorno dei frutti rossi. Certo però ci vorrebbe anche qualcosa d’altro… cos’altro le piace? Domanda l’amico coniglio. Questa volta è il giallo che la mamma ama e qualcosa di giallo bisognerebbe trovare.

Giallo, non puoi regalarle il giallo.
Qualcosa di giallo
Oh, certo qualcosa di giallo

Cos’è giallo? Giallo è il taxi, il sole, il canarino ma la mamma ama gli uccellini sugli alberi. Ah già! Il burro, ma la mamma di burro ne ha. Ok, banane? Perfetto, le banane sono perfette. Però ci vorrebbe ancora qualcosa. Così si passa dal verde delle pere, vada per le pere, al blu della notte ma forse è meglio un grappolo di dolce e succosa uva. Il ritornello è sempre quello, così come sono sempre quelli gli uccellini che vengono proposti. Alla fine di colore primario in colore primario, di raccolto in raccolto, i due compiono un cammino verso casa.

MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Dal bosco usciranno a braccetto, attraverso un ponte raggiungeranno il giardino e casa, un cesto ricco di frutta verrà composto sotto il pergolato. È notte ormai e una sfumatura trasparente di blu copre l’intorno. Il prato, la siepe in fondo al giardino, le montagne sullo sfondo. Una strana luce investe il coniglio che ora sembra più un animale delle tenebre che non il simpatico amico immaginario del bosco. Ma Sendak ama confondere le cose – siamo nel 1962 e se la gonna dell’abito della bambina fosse appena più lunga potremmo dire veramente di essere in un quadro del XIX secolo – caricare di simboli – il bosco, il ponte – giocare con le espressioni, regalare sguardi ambigui – a volte i suoi bambini hanno uno sguardo profondo, adulto. Lo sguardo della bambina qui si fa perplesso, la mano che saluta la creatura incerta.

 MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak - HarperCollins Publishers, New York, 1962
MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT, di Charlotte Zolotow, Maurice Sendak – HarperCollins Publishers, New York, 1962

Ma il regalo della mamma c’è ed è qualcosa che a lei piacerà sicuramente quindi in ultima pagina, come nelle migliori tradizioni, si può scrivere la parola “Fine”.

IMG-3910Titolo: MR. RABBIT and the LOVELY PRESENT
Autore: Charlotte Zolotow, illustratore Maurice Sendak
Editore: HarperCollins Publishers, New York, 1962
Dati: 1999, lingua inglese, 40 pp., copertina flessibile, 5,20€

[Leslie’s Bridge, una rubrica curata da Marina Petruzio]

Dimenticare Berni

Dimenticare Berni di Eva Sanchez Gomez - 2016, Edizioni corsare
Dimenticare Berni
di Eva Sanchez Gomez – 2016, Edizioni corsare

In un cantuccio dietro al mobile grande e scuro del soggiorno di mia madre. Lo ricordo come se mi fossi appena scrollata dalla salopette di velluto a coste le briciole del pane tostato: mai avrò amico più prezioso; croce sul cuore. Quell’angolo era il luogo segreto in cui chiacchieravo con il mio migliore amico, che era un amico segreto, che era un amico immaginario. E immaginario ma sempre con me è rimasto a lungo.

Non pensarci? Dimenticare? Credo che nessuno me l’abbia mai chiesto, ne avrei memoria, ma se fosse successo avrebbe avuto del grottesco, sarebbe stato impensabile per me, naturale per loro, gli adulti intendo. Ma se fosse successo avrei risposto esattamente come la bambina protagonista di queste pagine: “Impossibile!”

Io con il mio elfo Gigi andavo per mare e sempre naufragavamo su un’isola selvaggia e dovevemo ingegnarci a costruire rifugi, pescare il pesce a mani nude e arrampicarci sulle palme per raccogliere i cocchi.

Dimenticare Berni di Eva Sanchez Gomez - 2016, Edizioni corsare
Dimenticare Berni
di Eva Sanchez Gomez – 2016, Edizioni corsare

Lei con il suo amico Berni, l’orso bianco, gioca, pattina, legge, condivide pomeriggi di chiacchiere, sogni.

Berni occupa quasi tutte le pagine ma non le ingombra mai, sembra leggero e lieve nel suo essere un enorme orso polare. Soffice e delicato come potrebbe essere un orsetto di peluche. Leggendo le tavole illustrate di Eva Sanchez Gòmez più volte mi è capitato di sovrapporre ad esse delle altre che si ispiravano alla prima, quella che svela, quella che anticipa. Segno di una narrazione empatica, vicina, limpida.

Dimenticare Berni di Eva Sanchez Gomez - 2016, Edizioni corsare
Dimenticare Berni
di Eva Sanchez Gomez – 2016, Edizioni corsare

Nella letteratura per l’infanzia a volte manca questa separazione netta tra l’infanzia appunto, e l’età adulta. Qui c’è, è palpabile e vera: dimentica Berni, non esiste! – No! Sei tu che non lo vedi, non lo conosci.

I bambini vivono, ostinati, l’incanto, gli adulti, immemori, il disincanto, e sono gli uni agli altri contrapposti. Il saper rendere con così tanta naturalezza questa che  una verità che spesso manca in letture contemporanee, che vedono i bambini vivere la propria meraviglia e gli adulti con la loro invadente presenza sullo stesso piano d’azione; quando essa trova così tanto spazio e respiro io da lettrice mi fido, e posso passare a considerare anche la raffinatezza delle tavole dai colori tenui, sussurrati. La levità del testo, sempre affine, mai ridondante, essenziale.

Consiglio la lettura di Dimenticare Berni alle bambine e ai bambini che coltivano con amore amicizia e sogni, a tutti i bambini dunque.

Titolo: Dimenticare Berni
Autore: Eva Sanchez Gomez
Traduzione: Laura Sagone
Editore: Edizioni Corsare
Dati: 2016, 30 pp., 18,00 €