La voce del Branco. Gli eredi

Mi chiedo se nell’immaginario di un ragazzo ci possa essere qualcosa di più attrattivo del trasformarsi in un lupo mannaro, del poter dare libero sfogo alla parte ferina di sé, allentando il controllo, lasciandosi dietro alle zampe formalismi e consuetudini.

Scrivere un altro libro con protagonisti i mannari, però, è impresa ardua. L’immaginario è colmo, rimane attrattivo, ma è colmo.

E invece La voce del branco si alza sonora grazie a Gaia Guasti che intreccia di felci, paura e libertà una trama originale che alla propria base ha la naturalezza del prendere gli eventi, anche quelli più complicati da metabolizzare, perché travalicano la sfera della realtà consueta, anche quelli che si complicano di mistero e tempo, anni, decenni.

Mila, Ludo e Tristan ogni anno si danno appuntamento alla Sorgente dei Lupi per festeggiare assieme i loro compleanni. Vivono tra le montagne e sono diversissimi tra loro, per carattere, per contesto familiare; ma un legame d’amicizia li lega profondamente, talmente tanto nel profondo che non meraviglia il loro agire di concerto, anche nei momenti in cui sembra ci si allontani, ci si perda.

Uno dei 15 novembre di festa, l’ultimo, accade qualcosa di inatteso, feroce: tutti e tre i ragazzi vengono attaccati da altrettanti lupi.

Li avevamo conosciuti quei tre lupi, giusto il tempo breve in cui hanno continuato ad esserlo, e sappiamo della presenza di una quarta lupa, per la quale è complesso non provare empatia, sebbene si intuisca che sarà proprio lei il nodo che non lascerà scorrere dolcemente il pettine dei loro fantastici destini.

Parallelamente al turbinio di sensazioni ed eventi che investe i tre protagonisti, nel bosco accadono delitti efferati che sembrano condurre in un’unica, plausibile, direzione. Eppure, i lupi ci insegnano che è bene sempre avere sotto naso più piste. Per non ritrovarsi senza vie di fuga.

Gaia Guasti fa proprio un lessico, quello del fantastico, thriller, horror, che non le è consueto ma le si addice. Ne consegue una lettura molto piacevole e serrata, immersa nel sottobosco, che del sottobosco restituisce tutti gli odori e mette in febbrile attesa della prossima avventura.

voce del branco.jpgTitolo: La voce del branco
Autore: Gaia Guasti (traduzione di Gaia Guasti e Sara Saorin)
Editore: Camelozampa
Dati: 2019, 232 pp., 15,90 €

The Lady Who loved Animals

C’era una volta una signora che amava gli animali. Il piccolo albo inglese scritto e illustrato da Pam Adams, classe 1919, dal formato quadrato, comincia proprio così, con
un C’era una volta.
E questa signora dall’aspetto molto inglese, naso appuntito, completo viola con gonna a pieghe, capello vaporoso trattenuto da una crocchia fissata alta, calza dall’improbabile tono e scarpa dal mezzo tacco stringata, amava gli animali, moltissimo e di tutte le specie, diciamo che potremmo affermare con una certa sicurezza che questa signora non si formalizzava molto, le piacevano proprio in tutte le salse.

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

Condivideva la sua casa, dalle tappezzerie e la moquette di quel punto di rosa so british assolutamente irreplicabile, con una famiglia di gatti, due cani, un pappagallo e due canarini o volatili affini, due pesci rossi. Il suo motto era incorniciato, ricamato probabilmente a punto croce, e appeso su quel rosa della parete del salotto accanto alla sua poltrona rigorosamente a fiori: mangia, bevi e sii felice. Quando la incontriamo, la signora è in procinto di partire, tutto è a posto, manca solo il lavoro a maglia da infilare nella borsa all’ultimo momento, ma prima offrire l’ultimo pasto a tutti i suoi amati animali!

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

La signora che amava gli animali si reca in campagna a trovare un’amica. Il viaggio sarà interminabile e articolato: un lungo tratto in treno, dove potrà sferruzzare un po’ per ingannare il tempo e ammirare la dolce campagna inglese dal finestrino, che offre subito
uno spettacolo unico: un’allegra e salterina famiglia di conigli! Tra lo sgomento dei passeggeri la signora che amava gli animali si lascia sfuggire un laconico Rabbit pie!.

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

Qualcosa non quadra… sembrava veramente intenerita dalla bucolica visione! Il viaggio prosegue. Più avanti ha previsto di fermarsi, si suppone qualche giorno a causa del cambio d’abito, a fare due passi sulla spiaggia nei pressi delle bianche scogliere di Dover e poi via in corriera attraverso la campagna inglese! Le sorprese non sono certo finite, tra la commossa eccitazione alla vista del granchio che già pensa in insalata e qualche pezzo di pane condiviso con le anatre che già vede paffutelle servite all’arancia, costolette di agnello con piselli e funghi e piccoli maialini grassottelli che si augura affamatissimi per salsicce succulente, il dubbio è più che confermato: alla signora inglese
gli animali piacciono molto sì, ma in salmì! Chi ha capito tutto è il bue che, come se le avesse letto nel pensiero un roast beef, cucinato all’inglese appunto, la accoglie con occhi
rossi e sguardo truce che sembra voler dire giù le mani dal filetto! Il viaggio è talmente lungo che nel mentre le stagioni sembrano cambiare, ma, per fortuna, la signora inglese non si fa sorprendere neppure da questo, in valigia ha un completo, e un cappello, per ogni occasione: dalla piccola volpe arrotolata al collo del cappotto da viaggio, all’abito alla marinaretta per la pausa marittima alle scogliere, al completo in maglia, di un accattivante color avio da indossare con collana di perle e l’immancabile cappello fuxia, con nastro in tinta e applicazioni di fiori assortiti che fa subito campagna.

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

Ed è così che arriverà munita di ombrello dalla sua amica perfettamente e indiscutibilmente british.
Perfetta! Viso un po’ allungato e mento prominente, capello biondo liscissimo diviso perfettamente al centro a mo’ di tendina, cappello e completo rosa intenso con giacca di uno sfavillante giallo in composeè con le scarpe. La vera protagonista di tutto questo è Pam Adams, che nel 1981 offre a bambini chiaramente piccoli, da scuola dell’infanzia, un
divertentissimo quanto politicamente scorretto albo illustrato. La fine è degna della fiaba
più paurosa ma anche di quel chi la fa l’aspetti più umoristico e paradossale. Il sindaco ha allertato, manifesti sono sparsi per la città e anche nel bosco, la popolazione avvisata: è scappato un leone.
E si sa, non che siano il suo piatto preferito gli umani ma quando si ha una gran fame tutto fa brodo!

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

La storia va oltre e termina in quarta di copertina quando il leone dall’espressione felicemente soddisfatta posa circondato da una corona di lillà, il nastro del cappello, rosa intenso, della signora che amava gli animali ancora tra le fauci rilascia l’ultimo fiorellino che lo ornava in attesa di un sonoro burp! La signora che amava gli animali è stata finalmente ricambiata!

The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams - 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
The Lady Who loved Animals, di e illustrato da Pam Adams – 1990, Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK

Letteratura col sorriso! Il libro è parte del patrimonio di circa 900 albi illustrati internazionali del Fondo Sergio Silva Libri Illustrati di Parma, una collezione ricchissima di grande valore storico e artistico che rappresenta la migliore produzione internazionale del libro per l’infanzia. Albi che hanno partecipato nel decennio 1973-1983 al Graphic Prize della Mostra Internazionale dell’ Illustrazione della Bologna Children’s Book Fair dove Silva fu giurato, gentilmente donato dalla famiglia alla biblioteca scolastica La Baia del Re dell’Istituto comprensivo Salvo d’Acquisto di Parma dove si trova attualmente.IMG-4715

IMG-4705Titolo: The Lady Who loved Animals
Autore: di e illustrato da Pam Adams
Editore: Child’s Play (International) Ltd., Londra, UK
Dati: 1990, 32 pp, lingua inglese

Migrazioni. Gli incredibili viaggi degli animali

Migrazioni gode dell’innegabile fascino dei libri a carattere naturalistico che intrecciano a informazioni scientificamente attendibili  una narrazione che trova proprio nell’aderenza alla realtà la sua poesia.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

In copertina si staglia un uccello, simbolo degli animali migranti per eccellenza. Ad ali spiegate e ferme plana tra la pioggia, sotto di lui il mare. Ma all’interno, doppia pagina dopo doppia pagina, le migrazioni sono di tutte le specie: terrestri, marine, volanti. Rettili, insetti, mammiferi, pesci.

Le splendide illustrazioni di Jenni Desmond, (vincitrice del premio New York Times Best Illustrated Children’s Book Award) occupano tutta la superficie, restituendo perfettamente, con un sapiente e raffinato uso delle prospettive e degli spazi, il senso dell’andare, dello spostarsi, del muoversi da un luogo a un altro, non nel momento della partenza o dell’arrivo, che probabilmente sarebbero stati più semplici da rendere per le due forti spinte emotive, l’entusiasmo della partenza e la soddisfazione dell’arrivo, ma nel durante. Quel lungo arco di tempo fatto di un impasto di fatica, fame, resistenza che effettivamente è il fulcro e il senso della migrazione.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Scopriamo, grazie al lessico semplice e accurato di Mike Unwin, che ci sono migratori che lo fanno a passo di danza (la gru americana), c’è chi marcia sul ghiaccio in fila indiana (i pinguini imperatore), chi in grandi stormi che paiono nuvole soffici e colorate di bruno e nero, come le farfalle monarca, o in grandi onde rosso corallo, invadendo strade e sentieri, come i granchi rossi dell’Isola di Natale.

Durante il viaggio, ciascuno di loro deve confrontarsi col clima avverso e sfuggire agli attacchi di famelici predatori. È faticoso, estremamente rischioso, ma se restassero dove sono non potrebbero sopravvivere.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Tra tutti, a compiere il viaggio più lungo è la sterna artica: questo straordinario uccello, leggerissimo, viaggia da Polo a Polo, percorrendo fino a 77.000 chilometri l’anno. Sono numeri difficili da immaginare, eppure l’istinto di sopravvivenza è un motore fortissimo. E per fortuna.

Sono certa che, dopo aver letto questo libro, alzando lo sguardo verso il cielo, guarderemo con occhi diversi gli stormi a “V” delle oche selvatiche migranti, la loro forza, il loro coraggio.

copertinaTitolo: Migrazioni
Autore: Mike Unwin, Jenni Desmond, traduzione Lucia Feoli
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2019, 48 pp., 16,90 €

 

Il bimboleone e altri bambini

Belli questi Tantibambini, per citare Munari; sono tanti e diversi, sono vitali, imperfetti, unici, si muovono sulla pagina nel pieno delle loro peculiari identità, di una pienezza che è sfumata al contempo, che arriva e poi sfugge, che gioca in armonia con la pagina e con il lettore, che non fatica a riconoscersi in un bimbo o in quell’altro ma anche in questo qui. Proprio questo qui.

Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica - 2019, Edizioni Corsare
Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica – 2019, Edizioni Corsare

Ci sono il bimboGATTO e a seguire un bimboPESCE. Non sono in relazione ma sembrano comunque connessi, così come il bimboTARTARUGA e il bimboLEPRE lo sono altrettanto per essere tra di loro esattamente opposti.

Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica - 2019, Edizioni Corsare
Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica – 2019, Edizioni Corsare

Le illustrazioni di Giacomo Agnello Modica ricordano quelle di Norman Rockwell, altrettanto plastici, altrettanto scanzonati, altrettanto coloriti i suoi bambini: gote tonde e rosse, occhi dalle ciglia da cerbiatto, capelli che rubano la scena con bionde, brune, rosse cotonature, ciuffi, trecce, sbuffi.

Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica - 2019, Edizioni Corsare
Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica – 2019, Edizioni Corsare

Distanti dagli adulti, che come in alcuni dei cartoni animati di Hanna e Barbera degli anni ’40, sono semplici comparse accessoriali, al massimo entrano in scena per mezzo di un paio di piedi, una figura fino all’ombelico, e compaiono nella loro interezza solo quando cambia radicalmente la prospettiva e si arriva alla domanda conclusiva, quella che tutti i bambini lettori si aspettano e alla quale tutti, tranne forse il bimboPESCE e il bimboRICCIO, non vedono l’ora di dare una risposta

E tu?
Tu, dimmi un po’…
Che bimbo sei?

Fino a questo momento la prospettiva è solo dei bambini, che ammiccano al loro se stesso animale, d’istinto, di vicinanza, di cura; attraverso il loro sguardo tutto il resto è reso genuinamente dalla matita e dagli acquerelli, e il punto di vista degli adulti non entra, oppure lo fa silenziosamente accogliendo i consigli di Gabriele Clima che sa che

Per far contento un bimbo leone devi…
lasciarlo ruggire, solo un pochino.
Poi sarà lui a farti le fusa.

60275487_2149017265389340_6105942867698515968_nTitolo: Il Bimboleone e altri bambini
Autore: Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica
Editore. Edizioni Corsare
Dati: 2019, 18,00 €, 32 pp.

Lupinella, la vita di una lupa nei boschi delle Alpi

La lupinella è una pianta molto resistente, che si adatta anche a terreni aridi, bella di una bellezza selvaggia, con fiori a spiga rosa, lucenti.

Indugio sul ricordo che ho di questo fiore perché l’ho sempre avuto in mente mentre leggevo Lupinella di Giuseppe Festa, trovando tra la pianta e la lupa che ne porta il nome tanti incroci e scambi. Primo tra tutti il nodo primordiale e selvaggio di un animale fiero e coraggioso, resistente e bellissimo.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

Lupinella è una lupa che racconta di se stessa e della sua vita nei boschi delle Alpi, dal momento in cui viene al mondo a quando compie due anni. Dal tepore della tana, che condivide coi fratellini, alla vita di branco, con le sue regole ferree, dure, fino al confine con l’età adulta, la maturità, che attraversa esitante ma al contempo decisa, guidata dall’istinto che la conduce verso una nuova famiglia, una nuova avventura.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

La narrazione è avvincente; arricchita dalle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio e da riquadri informativi con gli approfondimenti di una lupologa esperta del Progetto Life Wolf Alps, Francesca Marucco, che racconta con molta semplicità e immediatezza la vita dei lupi ma anche il territorio in cui abitano, i pericoli che corrono.

In coda al libro alcuni giochi e attività per conoscere la natura esplorandola; schede di approfondimento sul ritorno del lupo sulle Alpi e sul progetto europeo Life Wolfalps e un bel poster con alcune illustrazioni del libro.

lupinella-cop---310-310Titolo: Lupinella
Autore: Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2018, pp. 64, 11,90 €

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C’erano tutti nella grande aia

C'erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder - 2018 Orecchio Acerbo

C’erano tutti nella grande aia, me compresa. Sotto forma di una piuma svolazzante, un fiore di geranio, un petalo d’oleandro. Insieme al maiale che è talmente consapevole di sé da non sembrarlo affatto, insieme a oche, anatre, galline. E io, c’ero anch’io, lo dicevo, grazie alla poesia di terra e fango, di ortica e sole di Nino de Vita che pare d’averla vissuta davvero, che sia un ricordo, un ricordo d’accidenti quotidiani, così semplici da conservare in sé la meraviglia stupefacente di un amore che nasce e di una vita che si spegne, in maniera drammatica, grottesca.

C'erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder - 2018 Orecchio Acerbo
C’erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder – 2018 Orecchio Acerbo

Ntonu è un maiale, Il maiale protagonista di questo componimento in tre canti; il suo tempo scorre tra la noia di giornate sempre uguali a loro stesse, e lui lo trascorre, ignaro di quanto quello a lui destinato sia breve, annusando i fiori, guardando le faccende altrui, osservando tutto quanto accade nella grande aia. Si tiene in disparte Ntonu, un po’ come fa il siciliano sulla sinistra di ogni doppia pagina, perché se irrompesse nell’italiano sarebbe incontenibile, così Ntonu con la sua irruenza creerebbe scompiglio tra gli altri pacifici animali.

L’uomo c’è, senza dimenticare chi ne scrive e chi ne legge, ed è un ragazzo, così come lo era ne La casa sull’altura, che gioca con lui, lo accarezza, se ne prende cura.

C'erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder - 2018 Orecchio Acerbo
C’erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder – 2018 Orecchio Acerbo

Fino a quando Ntonu, per amore, non irrompe nel palcoscenico della vita agreste che è l’aia e ne diventa protagonista (così come il siciliano resiste fedele a se stesso e irrompe nei versi in certe parole che sembrano altro e invece non sono: animalaccio, non è una belva feroce quanto piuttosto descrittivo di un tripudio ridondante di bellezza). Un pavone entra in scena: bellissimo, mai visto prima. Irresistibile per Ntonu. La prima e l’ultima sortita sulla vita di ogni giorno, che è sempre, sempre, meravigliosa.

C'erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder - 2018 Orecchio Acerbo
C’erano tutti nella grande aia, di Nino De Vita, illustrazioni di Armin Greder – 2018 Orecchio Acerbo

Il ritmo, già cadenzato dalle parole, si muove armonico anche nelle illustrazioni di Armin Greder. Sulle doppie pagine con testo a fronte Ntonu, il maiale, su fondo bianco, si staglia tratteggiato a inchiostro, a queste segue sempre una doppia pagina a illustrazione piena che sposta l’attenzione dal protagonista solitario alla fattoria piena di vita, in netto contrasto con il destino che aleggia come spada sul capo del maiale e sulla sua esistenza, che, lo si percepisce dal primo verso (Risiedeva, castrato,/ in un buco di casa/ il giovane maiale) risente in maniera coatta dell’intervento dell’uomo. Fino al climax, quattro pagine che si spiegano e aprono su un pavone ammantato di colori, i suoi, brillanti, ricchissimi, per poi richiudersi e tornare a Ntonu e al suo destino e al suo straziante addio, che rimesta gli animi delle oche e delle galline nell’aia, stavolta sì,  e le induce al volo, o perlomeno a quell’istinto di volo che permane sotto lo strato superficiale e addomesticato delle loro piume.

copertinaTitolo: C’erano tutti nella grande aia
Autore: Nino De Vita, Armin Greder
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2018, 32 pp., 15,00 €

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Il lupo, la papera e il topo

Quale evento può essere più straordinario nella vita semplice e bucolica di un topolino? Oltre a essere mangiati da un lupo, intendo.

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

Può straordinariamente accadere che il topo si ritrovi nella pancia del lupo tondo tondo, con la coda al suo posto, nemmeno un baffo stropicciato. Buio, buio pesto, eccezion fatta per una luce, flebile, di candela. E in barba a quanto ci si potrebbe aspettare, a parte qualche gorgoglio digestivo, affatto silenzioso.

“Ebbene?” chiese la papera.

Perché, sì, in quella pancia di lupo debolmente illuminata c’è una papera distesa in un lettuccio con tanto di tappeto ai piedi del letto e berretto da notte. Disturbata dalla presenza del topo in casa propria. Perché non avete idea delle cose che si possono trovare nella pancia di un lupo: un intero set di pentole, tovagliati, ingredienti d’alta cucina, quadri, tavole, seggiole. Oltre che una serenità e un quieto vivere che fuori dalla pancia non erano della stessa qualità, anzi. E alle quali il topo non tarda ad adattarsi…

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

L’elemento che rende questa storia originale è la commistione tra generi. Parte come una favola, con la vita quotidiana di questi due animali ben assortiti che filosofeggiano e agiscano alla maniera umana, poi s’intromette a smuovere eventi e pancia un cacciatore, che è proprio quello che va alla caccia del lupo di chiara matrice fiabesca, per poi concludersi ancora alla maniera della favola con una chiosa classica che non vi anticipo.

<em>Il lupo, la papera e il topo</em>, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

Lo stile ironico di Jon Klassen si incrocia perfettamente con quello asciutto e altrettanto intelligente di Mac Barnett e ben si esplica nella doppia pagina in cui la papera ricorda con un certo pathos la sua vita piena di rischi quando la trascorreva nel bosco, fuori dalla pancia: zampetta palmata ferma a mezz’aria per volgere uno sguardo di sbieco dietro ala sua coda, giacché un albero per una pura casualità si è spezzato e caduto. Per quale fortuito caso non l’ha schiacciata? No… meglio l’umidità della pancia del lupo. “Uhi! Uuuh!”

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

51+39Ktn57L._SX377_BO1,204,203,200_Titolo: Il lupo, la papera e il topo
Autore: Mac Barnett, Jon Klassen
Traduzione: Chiara Carminati
Editore: Mondadori
Dati: 2018, 40 pp., 16,00 €

Le avventure di Boscoscuro

Le avventure di Boscoscuro è un romanzo, lo dice anche il nome, d’avventura. Del genere avventuroso ha tutto: la tragedia, l’eroismo, il viaggio, l’amore, l’amicizia, la morte, il sacrificio, il coraggio. E protagonisti animali che comunicano tra loro ma non sono affatto umanizzati, anzi, ciascuno di loro conserva la propria, ferina, identità.

<em>Le avventure di Boscoscuro</em>, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

La protagonista del romanzo è Pimpinella, che del nome che porta conserva il carattere piccante e fresco. È una delle figlie del capo di una grande famiglia di topolini cervini ed è innamorata di un topolino che va sempre controcorrente, Trifoglio. Con lui si reca, nonostante il divieto che glielo impedirebbe e senza nemmeno provare a chiedere permesso al gufo Ocax che tutto vede, tutto sa e su tutti, specialmente sui topi, governa esercitando un potere che è fatto di minacce e violenza.

Le avventure di Boscoscuro, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

Come nelle più classiche avventure, nello scambio di battute tra Trifoglio e Pimpinella si scorge già il dramma che di lì a poco darà il via alla storia, ma quando il gufo Ocax arriva a ghermire Trifoglio, mettendo la parola fine alla storia d’amore tra i due topolini, non c’è traccia di come si andrà avanti attraverso stradine di campagna e sottobosco. Quello che è subito chiaro è che Pimpinella è una topolina coraggiosa, e lo si vede soprattutto nei momenti in cui si dimostra più fragile, più incerta. Quando non hai conosciuto altro che lo scarpone che fa da studio a tuo padre, o la scatola di latta che hai scelto come stanza, mettersi in viaggio può essere ancora più difficile di quanto normalmente già non sia, ma Pimpinella, sorprendendo tutti, sceglie la prospettiva di una vita migliore per sé e per gli altri topi, sfidando le regole, svelando la verità.

Le illustrazioni in bianco e nero di Brian Floca accompagnano passo dopo passo il viaggio della topolina alla scoperta di un posto migliore in cui vivere, alla riscossa contro un nemico che tiranneggia oltre ogni limite, alla scoperta di nuovi amici e degli affetti familiari.

avventure-di-boscoscuro-coverTitolo: Le avventure di Boscoscuro
Autore: Avi, ill. di Brian Floca (trad. Maria Bastanzetti)
Editore: Il Castoro
Dati: 2017, 186 pp., 13,50 €

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Bocche (di animali straordinari)

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Scopro sin dall’indice, anzi, dall’albero della vita che lo precede, che le mie battaglie contro l’abbandono di meduse sul bagnasciuga non sono per nulla prive di fondamento: esse sono esseri viventi appartenenti, come i coralli e gli idroidi, alla famiglia dei cnidari addirittuta un gradino al di sopra delle porifere, meglio note come spugne di mare.

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Bene, a parte questo mio piccolo atto di rivalsa, e dopo aver letto questa mappa per gruppi del regno animale, osservo, con un misto di curiosità e fascino odontoiatrico, le bocche di 12 animali straordinari che popolano la Terra tra l’equatore e i poli, che si adattano al contesto, che hanno il pelo, che sono mastodontici o minuscoli, che vivono sott’acqua o volano, carnivori, erbivori, insomma, assolutamente diversi tra loro ma accomunati da un unico motto che è regola di vita. Letteralmente.

mangiare e non essere mangiati

Bocche è il primo libro di una nuova collana di divulgazione scientifica a firma Kalandraka. I testi sono del biologo Xulio Guterriez e le illustrazioni, dal tratto molto naturalistico che ricorda i grandi classici della divulgazione scientifica per bambini e ragazzi degli anni della mia infanzia, degli anni Ottanta, di Nicolas Fernandez. Molto originale l’approccio, mi ha incuriosita e colpita sulle prime; ma sono essere dai gusti difficili in quanto a questo genere di pubblicazioni per cui ho annusato, direi meglio assaggiato, la struttura, il lessico, le informazioni, per comprendere se questa scelta originale si traducesse in una narrazione funzionale o artefatta.

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Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

È quindi un libro che regalerei, certa di fare un bel regalo a bambine e bambini appassionati di animali, per dar loro la possibilità di scoprire, tra le altre cose, che i piragna hanno denti affilati come coltelli;  che la megattera, pur essendo molto pesante, per pescare e nutrirsi usa ciò che più leggero esista: le bolle d’aria; che tra tutti gli animali più feroci, quello capace di incutere un primitivo terrore è un essere relativamente piccolo, viscido e lungo: la lampreda.

Chiudono il libro un glossario e le schede per la consultazione rapida di ogni animale raccontato.

portada BOCASTitolo: Bocche. Animali straordinari
Autori: Xulio Gutiérrez (testo), Nicolás Fernández (illustrazioni), Francesca Masai, Eurico De Donà (traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2016, 32 pp., 17,00 €

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